Le morti improvvise dei cavalli atleti

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Quale cavaliere o semplice appassionato di cavalli e di equitazione non è rimasto scioccato dalla morte improvvisa di Hickstead?

Questo cavallo fuoriclasse, oro olimpico di salto ostacoli nel 2008, nella gara di coppa del mondo alla fiera di Verona nel 2011 è morto dopo l’ultimo ostacolo, lasciando il suo cavaliere canadese Eric Lamaze e tutto il mondo dell’equitazione esterrefatto e in lacrime.

Molti di voi si saranno chiesti come sia potuta succedere una disgrazia del genere ad un cavallo così famoso e controllato, ed è per questo motivo che questa settimana ho pensato di parlarvi proprio del fenomeno delle morti improvvise nei cavalli atleti. Questo fenomeno che, anche se raro, sembrava comunque limitato ai giovani cavalli da corsa (trotto e galoppo) e da completo, è diventato, dopo quell’episodio, più di attualità anche per i cavalieri di tutte le altre discipline.

Ma perché cavalli atleti apparentemente sanissimi possono morire improvvisamente in questo modo?

Che siano a casa o in gara, questi cavalli generalmente collassano e muoiono improvvisamente mentre stanno facendo un intenso sforzo fisico.

Un cavallo che muore in gara è sempre scioccante per chi lo vede.

Per questo motivo, chi utilizza i cavalli a fini sportivi viene spesso additato dagli animalisti come uno sfruttatore che li obbliga a fare sforzi che non sono in grado di sopportare.
Ma questa non è sempre la verità… Spesso si tratta di cavalli sani e ben allenati.

Non dimentichiamoci che gli atleti umani, vengono costantemente sottoposti ad accertamenti sanitari a riposo e sotto sforzo per identificare eventuali anomalie che potrebbero, se dovessero fare determinati sforzi fisici, pregiudicargli la salute. Malgrado tutte queste precauzioni però, anche gli atleti “umani” sotto sforzo possono collassare e la cronaca degli ultimi anni lo conferma.

Anche se in medicina veterinaria esistono medici sportivi molto preparati e i cavalli più importanti sono costantemente controllati, non tutte le procedure diagnostiche preventive che si fanno in medicina umana possono essere riportate anche sui cavalli. Forse anche per questo motivo gli esperti sostengono che, nella maggior parte dei casi, queste morti improvvise non hanno modo di essere previste. Infatti, questi cavalli prima di collassare e morire non manifestano alcun sintomo riconducibile ad un problema potenzialmente mortale su cui indagare attentamente.

Gli esami sui cadaveri di questi cavalli hanno dimostrato che le cause di queste morti sono spesso dovute ad un insufficienza cardiaca o polmonare o a delle emorragie.

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Mangiare il fieno, in inverno, aiuta il cavallo a riscaldarsi

Una Bella

Al mattino qua alle Cicogne, la prima cosa che facciamo prima di portar fuori i cavalli, è quella di mettere il fieno per loro nei paddock. A volte, se siamo sicuri che non pioverà, lo facciamo già la sera prima, così da risparmiare un po’ di tempo il giorno dopo.

Qui i cavalli, se non piove, escono tutti presto e sono abituati a fare il loro primo pasto di fieno del mattino all’aperto.

In inverno quando fa tanto freddo e noi per uscire dobbiamo metterci delle stratificazioni di golf e giacche di piumino, i nostri cavalli sotto le loro coperte sono comunque sempre calducci e tenerci le mani a contatto è un ottimo sistema per riscaldarle. Questo indipendentemente da che siano tosati o meno o abbiano una o più coperte.

Al mattino, prima che escano, sostituiamo velocemente le coperte da box con quelle da paddock e la loro temperatura corporea rimane sempre costante.

Mangiare il fieno, anche all’aperto, li aiuta a mantenersi caldi.

I cavalli sono molto abili ad aggiustare la loro temperatura corporea e, come vi ho detto già in altre occasioni, per loro il freddo non è un problema. Sono gli sbalzi termici ad essere pericolosi ma a quelli stiamo sempre molto attenti.

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Le coperte: ma i cavalli le amano?

Gorgo 2

Già a settembre i cavalli in molte scuderie, hanno addosso almeno una coperta. Magari non fa ancora freddo ma una copertina, anche leggera, è d’obbligo. E le motivazioni sono tantissime, anche se, la più gettonata, è sempre “se no gli cresce il pelo e suda”.

Nessuno si è mai chiesto perché a settembre gli cresca il pelo, anche se la temperatura esterna è la stessa di agosto?

Senza tediarvi sulla fisiologia e sull’influenza degli ormoni, vi basti sapere che la crescita del pelo non è dettata solo dalla temperatura esterna, ma anche dalle ore di luce che ci sono nel corso della giornata.

Da settembre in avanti le ore di luce diminuiscono e il pelo inizia a crescere.

In inverno, qua in scuderia, non facciamo che mettere e togliere coperte perché molti dei cavalli che sono ricoverati da noi le devono portare. Non tutti sono tosati, ma vanno comunque protetti dal freddo e quindi, sia in scuderia che al paddock, li teniamo coperti. Abbiamo coperte da box e coperte da paddock impermeabili che alterniamo durante la giornata.

Ma quante coperte insieme è giusto mettere ad un cavallo perché stia caldo?

Per rispondere a questa domanda inizio subito con il dirvi che personalmente è molto raro che metta più di 1 coperta alla volta. Se proprio arrivano tosati quasi a pelle e temo che prendano freddo, magari di notte ne aggiungo una più leggera sotto al piumino, ma è raro. Meglio un unico piumino più pesante perché, a mio avviso, 2 coperte sono eccessive, figuriamoci 3! Si, perché qualcuno ne mette addirittura 3 con il risultato di avere dei cavalli imbalsamati nel box che fanno fatica anche a muoversi.

Avete mai preso in mano una coperta invernale per cavalli? (altro…)

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In inverno i cavalli bevono abbastanza?

 

Gorgo

 

Credo che finalmente un po’ di freddo stia arrivando. È stata un’inverno anomalo fino ad adesso, niente pioggia e sempre bel tempo con temperature gradevoli. Non che mi lamenti, perché quando si lavora con i cavalli e si sta all’aperto la maggior parte del tempo, quei periodi invernali interminabili di pioggia e brutto tempo sono davvero un incubo, ma non è comunque una situazione normale.

Dunque, anche se ancora di pioggia non se ne parla, l’inverno sembra arrivare e con lui anche il freddo. Vorrei quindi parlarvi di come normalmente i cavalli gestiscono la loro assunzione di acqua in questi periodi invernali, e del perché è importante che bevano a sufficienza.

Perché è importante sapere se un cavallo beve abbastanza?

Perché l’acqua è alla base del loro benessere: li tiene idratati ed è fondamentale per il corretto funzionamento dell’apparato digerente. Cavalli che bevono poco, infatti, vanno incontro ad una maggiore incidenza di coliche da costipazione.

Tutti sappiamo che i cavalli normalmente bevono ogni giorno grandi quantità di acqua, quantitativo che varia notevolmente dall’estate all’inverno, proprio perché essendo animali che sudano molto e che con il sudore perdono grosse quantità di liquidi e sali minerali, in estate i loro fabbisogni aumentano notevolmente. Come d’altra parte succede anche a noi umani, che in estate abbiamo bisogno di bere di più.

Studi hanno evidenziato come un cavallo beva in media dai 15 litri ad addirittura più di35 litri al giorno, nei periodi più caldi e di lavoro più intenso. (altro…)

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Perché i cavalli sono animali da preda?

 

Animali da preda

 

Per animali da preda si intendono tutte quelle specie erbivore che vengono in natura uccise da animali predatori carnivori, come lupi e leoni. Noi umani, che comunque ci alimentiamo anche con la carne, siamo considerati predatori e visti da questi animali, anche se sono addomesticati e vivono costantemente vicino a noi, sempre con occhi sospettosi. Gli erbivori sono animali, che per loro natura e quindi anche per loro fisiologia, passano la maggior parte del loro tempo con la testa bassa a mangiare. Quando non mangiano però, proprio per il loro importante istinto di sopravvivenza, sono impegnati a perlustrare il territorio per 2 motivi principali: trovare sempre pascoli che gli consentano di alimentarsi adeguatamente e accorgersi, e dunque difendersi, da ogni possibile predatore.

In funzione del loro comportamento davanti al pericolo gli erbivori si possono dividere in 2 grosse famiglie:

  • Animali come le mucche o le pecore che quando avvertono il pericolo tendono ad avvicinarsi tra loro per creare un fronte unico, perché non hanno la velocità necessaria per fuggire.
  • Animali come i cavalli che invece tendono a scappare velocemente lontano dalla qualsiasi fonte di pericolo.

Chiaro che i cavalli, se si trovano proprio nella situazione di pericolo senza il tempo per scappare, reagiscono come possono calciando o mordendo.

È importante sempre considerare che per un cavallo provare paura significa sempre avvertire che la sua vita è in pericolo, dunque non bisogna mai stupirsi se in certe occasioni il loro comportamento sembra esagerato e, ai nostri occhi, anche incomprensibile.

Non avete mai fatto caso a situazioni in cui il vostro cavallo si è spaventato di qualcosa di familiare che fino a quel momento non gli ha creato alcun problema e ha reagito in una maniera assolutamente esagerata e incomprensibile?

Ricordatevi sempre che per molti cavalli provare paura significa andare letteralmente nel panico e di conseguenza la loro prima reazione è di allontanarsi o difendersi da ciò che li spaventa, con tutte le armi possibili. (altro…)

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