Sicurezza o libertà? Ma se i cavalli potessero scegliere…

Blog Febbraio 16
L’ultimo articolo che ho scritto prima di questo, riguardava un argomento piuttosto semplice e leggero, le fasce da riposo. Volevo in quell’articolo spiegarvi il perché penso siano molto utili per quei cavalli che hanno problemi cronici nella parte bassa delle gambe, e come a mio parere fossero invece inutilmente fastidiose per il cavallo, se non ci sono problemi reali che ne giustifichino l’utilizzo.
Da un argomento così semplice sono originate delle discussioni molto interessanti sulla gestione dei cavalli sportivi. Discussioni che non mi sarei mai aspettata partendo da un argomento, sicuramente interessante, ma anche semplice come quello dell’utilizzo delle fasce in scuderia. Questa settimana ho quindi pensato di focalizzarmi su quei commenti e quelle discussioni, che sicuramente meritano di essere approfondite. Premetto che tutto nasce dal giudizio, spesso poco rispettoso del pensiero altrui, che molte persone che si considerano “animaliste” danno di chi utilizza i cavalli a fini sportivi.

Io lavoro con i cavalli sportivi e dunque potrei sembrare di parte, ma chi mi conosce sa che studio da diversi anni il comportamento dei cavalli e la loro psicologia proprio per riuscire ad essere davvero in grado di aiutarli nell’affrontare i periodi riabilitativi che trascorrono qua da noi.
Ho sempre pensato che un cavallo “triste” e con dei problemi non potesse guarire nel modo giusto e quindi gli sforzi che ho fatto per conoscerli meglio, sono stati negli anni ripagati con delle enormi soddisfazioni sia lavorative che personali. Dunque mi sento di poter affrontare questi argomenti sul benessere dei cavalli con una certa sicurezza, e ritengo di poter dire che la gestione quotidiana di un cavallo fatta con l’intento di non sopprimere totalmente i suoi istinti naturali, possa rendere un animale sereno e felice, anche se viene utilizzato a fini sportivi. (altro…)

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Le fasce da riposo: perché farle se non servono?

Fasce da riposo
Molto spesso arrivano in clinica cavalli con nessun problema apparente ai tendini o ai legamenti ma con a seguito le fasce da riposo, di cui i proprietari sembra non possano farne a meno. Quando gli chiedo perché le mettono la risposta è quasi sempre quella “perché è un cavallo sportivo”.

Anch’io, quando ero giovane e inesperta e mi davo molto da fare perché le mie cavalle stessero sempre al meglio, mi sono ritrovata a fare fasce da riposo inutili, ma quando ho avuto più nozioni a riguardo e ho potuto analizzare la situazione con un po’ più di cognizione ho smesso di farle ai cavalli sani.

A mio avviso, infatti, le fasce da riposo sono solo terapeutiche.

Sono, infatti, un ottimo ausilio nei casi in cui il cavallo abbia un problema e debba promuovere la circolazione a livello della parte bassa delle gambe, area notoriamente “fredda” per colpa di una micro-circolazione spesso insufficiente.

È chiaro che i cavalli che si muovono regolarmente, e che quindi non stanno fermi nel box troppe ore di seguito, hanno meno bisogno di portare le fasce. Il movimento, infatti, garantisce una corretta circolazione del sangue e le gambe sono sicuramente meno gonfie. Il gonfiore non infiammatorio, infatti, è causato soprattutto da un ristagno e una stasi venosa proprio legata ad un eccessivo numero di ore di confinamento in box.

Quando vedo cavalli stare ore e ore fermi nel box, con magari 2 o addirittura 3 coperte sulla schiena e le fasce a tutte e 4 le gambe, mi arrabbio sempre un po’ perché penso che chi si occupa di questi cavalli non sia davvero in grado di mettersi nei loro panni.

I cavalli per loro indole non manifestano apertamente se qualcosa li infastidisce, ma questo non significa che stiano bene e che tutti questi accorgimenti, che cavalieri e proprietari hanno sicuramente in buona fede, non gli creino un disagio.

Sono sempre dell’idea che meno cose hanno addosso meglio stanno proprio perché le coperte e le fasce sono comunque un impedimento al loro normale movimento. Movimento che in natura è per loro fondamentale per spostarsi continuamente alla ricerca di nuovi pascoli ed eventualmente scappare dai pericoli, se ce ne fosse bisogno.

E allora che fare? (altro…)

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La paura ha permesso ai cavalli di non estinguersi – 2 parte

Blog Collage

Tutti sappiamo che i cavalli sono animali da fuga, cioè animali che nel corso dei secoli si sono dovuti adattare per scappare velocemente lontano dai predatori, non appena ne avvertivano la presenza. D’istinto, quindi, appena si accorgono che qualcosa non va provavano  paura (come abbiamo visto nella prima parte di questo articolo), un’emozione negativa che però gli ha permesso di non estinguersi.

A differenza di quello che ci verrebbe naturale pensare, i cavalli più paurosi sono anche quelli più intelligenti, e questo è stato dimostrato dagli studi di importanti università.
In natura, infatti,  i cavalli più paurosi sono quelli che istintivamente scappano prima degli altri senza avere la minima intenzione di provare ad affrontare il “nemico”. Questo atteggiamento, apparentemente da codardi, gli ha spesso permesso di salvarsi la vita e di avere una discendenza.

Sono onesta, a me i cavalli esageratamente paurosi mi hanno sempre dato un po’ sui nervi ed è capitato spesso, in passato, di trovarmi a perdere la pazienza e a dargli degli stupidi quando avevano atteggiamenti, ai miei occhi, incomprensibili. Negli anni, studiando e documentandomi, ho cercato di ottenere delle risposte per capire il motivo dei loro comportamenti e provare a dargli la stabilità di cui avevano bisogno. La verità è che non sono in realtà stupidi quanto potrebbe sembrare, perché i nostri cavalli moderni sono quasi sicuramente il frutto dei loro antenati, che di quella paura hanno fatto la loro forza.

Con il tempo ho compreso che questa loro paura innata è il risultato della loro evoluzione nel corso di migliaia di anni di storia. Di questo avrei dovuto, nel mio rapporto quotidiano con questi meravigliosi animali, avere sempre un gran rispetto. (altro…)

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Le morti improvvise dei cavalli atleti

Collage blog

Quale cavaliere o semplice appassionato di cavalli e di equitazione non è rimasto scioccato dalla morte improvvisa di Hickstead?

Questo cavallo fuoriclasse, oro olimpico di salto ostacoli nel 2008, nella gara di coppa del mondo alla fiera di Verona nel 2011 è morto dopo l’ultimo ostacolo, lasciando il suo cavaliere canadese Eric Lamaze e tutto il mondo dell’equitazione esterrefatto e in lacrime.

Molti di voi si saranno chiesti come sia potuta succedere una disgrazia del genere ad un cavallo così famoso e controllato, ed è per questo motivo che questa settimana ho pensato di parlarvi proprio del fenomeno delle morti improvvise nei cavalli atleti. Questo fenomeno che, anche se raro, sembrava comunque limitato ai giovani cavalli da corsa (trotto e galoppo) e da completo, è diventato, dopo quell’episodio, più di attualità anche per i cavalieri di tutte le altre discipline.

Ma perché cavalli atleti apparentemente sanissimi possono morire improvvisamente in questo modo?

Che siano a casa o in gara, questi cavalli generalmente collassano e muoiono improvvisamente mentre stanno facendo un intenso sforzo fisico.

Un cavallo che muore in gara è sempre scioccante per chi lo vede.

Per questo motivo, chi utilizza i cavalli a fini sportivi viene spesso additato dagli animalisti come uno sfruttatore che li obbliga a fare sforzi che non sono in grado di sopportare.
Ma questa non è sempre la verità… Spesso si tratta di cavalli sani e ben allenati.

Non dimentichiamoci che gli atleti umani, vengono costantemente sottoposti ad accertamenti sanitari a riposo e sotto sforzo per identificare eventuali anomalie che potrebbero, se dovessero fare determinati sforzi fisici, pregiudicargli la salute. Malgrado tutte queste precauzioni però, anche gli atleti “umani” sotto sforzo possono collassare e la cronaca degli ultimi anni lo conferma.

Anche se in medicina veterinaria esistono medici sportivi molto preparati e i cavalli più importanti sono costantemente controllati, non tutte le procedure diagnostiche preventive che si fanno in medicina umana possono essere riportate anche sui cavalli. Forse anche per questo motivo gli esperti sostengono che, nella maggior parte dei casi, queste morti improvvise non hanno modo di essere previste. Infatti, questi cavalli prima di collassare e morire non manifestano alcun sintomo riconducibile ad un problema potenzialmente mortale su cui indagare attentamente.

Gli esami sui cadaveri di questi cavalli hanno dimostrato che le cause di queste morti sono spesso dovute ad un insufficienza cardiaca o polmonare o a delle emorragie.

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Mangiare il fieno, in inverno, aiuta il cavallo a riscaldarsi

Una Bella

Al mattino qua alle Cicogne, la prima cosa che facciamo prima di portar fuori i cavalli, è quella di mettere il fieno per loro nei paddock. A volte, se siamo sicuri che non pioverà, lo facciamo già la sera prima, così da risparmiare un po’ di tempo il giorno dopo.

Qui i cavalli, se non piove, escono tutti presto e sono abituati a fare il loro primo pasto di fieno del mattino all’aperto.

In inverno quando fa tanto freddo e noi per uscire dobbiamo metterci delle stratificazioni di golf e giacche di piumino, i nostri cavalli sotto le loro coperte sono comunque sempre calducci e tenerci le mani a contatto è un ottimo sistema per riscaldarle. Questo indipendentemente da che siano tosati o meno o abbiano una o più coperte.

Al mattino, prima che escano, sostituiamo velocemente le coperte da box con quelle da paddock e la loro temperatura corporea rimane sempre costante.

Mangiare il fieno, anche all’aperto, li aiuta a mantenersi caldi.

I cavalli sono molto abili ad aggiustare la loro temperatura corporea e, come vi ho detto già in altre occasioni, per loro il freddo non è un problema. Sono gli sbalzi termici ad essere pericolosi ma a quelli stiamo sempre molto attenti.

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Le coperte: ma i cavalli le amano?

Gorgo 2

Già a settembre i cavalli in molte scuderie, hanno addosso almeno una coperta. Magari non fa ancora freddo ma una copertina, anche leggera, è d’obbligo. E le motivazioni sono tantissime, anche se, la più gettonata, è sempre “se no gli cresce il pelo e suda”.

Nessuno si è mai chiesto perché a settembre gli cresca il pelo, anche se la temperatura esterna è la stessa di agosto?

Senza tediarvi sulla fisiologia e sull’influenza degli ormoni, vi basti sapere che la crescita del pelo non è dettata solo dalla temperatura esterna, ma anche dalle ore di luce che ci sono nel corso della giornata.

Da settembre in avanti le ore di luce diminuiscono e il pelo inizia a crescere.

In inverno, qua in scuderia, non facciamo che mettere e togliere coperte perché molti dei cavalli che sono ricoverati da noi le devono portare. Non tutti sono tosati, ma vanno comunque protetti dal freddo e quindi, sia in scuderia che al paddock, li teniamo coperti. Abbiamo coperte da box e coperte da paddock impermeabili che alterniamo durante la giornata.

Ma quante coperte insieme è giusto mettere ad un cavallo perché stia caldo?

Per rispondere a questa domanda inizio subito con il dirvi che personalmente è molto raro che metta più di 1 coperta alla volta. Se proprio arrivano tosati quasi a pelle e temo che prendano freddo, magari di notte ne aggiungo una più leggera sotto al piumino, ma è raro. Meglio un unico piumino più pesante perché, a mio avviso, 2 coperte sono eccessive, figuriamoci 3! Si, perché qualcuno ne mette addirittura 3 con il risultato di avere dei cavalli imbalsamati nel box che fanno fatica anche a muoversi.

Avete mai preso in mano una coperta invernale per cavalli? (altro…)

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In inverno i cavalli bevono abbastanza?

 

Gorgo

 

Credo che finalmente un po’ di freddo stia arrivando. È stata un’inverno anomalo fino ad adesso, niente pioggia e sempre bel tempo con temperature gradevoli. Non che mi lamenti, perché quando si lavora con i cavalli e si sta all’aperto la maggior parte del tempo, quei periodi invernali interminabili di pioggia e brutto tempo sono davvero un incubo, ma non è comunque una situazione normale.

Dunque, anche se ancora di pioggia non se ne parla, l’inverno sembra arrivare e con lui anche il freddo. Vorrei quindi parlarvi di come normalmente i cavalli gestiscono la loro assunzione di acqua in questi periodi invernali, e del perché è importante che bevano a sufficienza.

Perché è importante sapere se un cavallo beve abbastanza?

Perché l’acqua è alla base del loro benessere: li tiene idratati ed è fondamentale per il corretto funzionamento dell’apparato digerente. Cavalli che bevono poco, infatti, vanno incontro ad una maggiore incidenza di coliche da costipazione.

Tutti sappiamo che i cavalli normalmente bevono ogni giorno grandi quantità di acqua, quantitativo che varia notevolmente dall’estate all’inverno, proprio perché essendo animali che sudano molto e che con il sudore perdono grosse quantità di liquidi e sali minerali, in estate i loro fabbisogni aumentano notevolmente. Come d’altra parte succede anche a noi umani, che in estate abbiamo bisogno di bere di più.

Studi hanno evidenziato come un cavallo beva in media dai 15 litri ad addirittura più di35 litri al giorno, nei periodi più caldi e di lavoro più intenso. (altro…)

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Perché i cavalli sono animali da preda?

 

Animali da preda

 

Per animali da preda si intendono tutte quelle specie erbivore che vengono in natura uccise da animali predatori carnivori, come lupi e leoni. Noi umani, che comunque ci alimentiamo anche con la carne, siamo considerati predatori e visti da questi animali, anche se sono addomesticati e vivono costantemente vicino a noi, sempre con occhi sospettosi. Gli erbivori sono animali, che per loro natura e quindi anche per loro fisiologia, passano la maggior parte del loro tempo con la testa bassa a mangiare. Quando non mangiano però, proprio per il loro importante istinto di sopravvivenza, sono impegnati a perlustrare il territorio per 2 motivi principali: trovare sempre pascoli che gli consentano di alimentarsi adeguatamente e accorgersi, e dunque difendersi, da ogni possibile predatore.

In funzione del loro comportamento davanti al pericolo gli erbivori si possono dividere in 2 grosse famiglie:

  • Animali come le mucche o le pecore che quando avvertono il pericolo tendono ad avvicinarsi tra loro per creare un fronte unico, perché non hanno la velocità necessaria per fuggire.
  • Animali come i cavalli che invece tendono a scappare velocemente lontano dalla qualsiasi fonte di pericolo.

Chiaro che i cavalli, se si trovano proprio nella situazione di pericolo senza il tempo per scappare, reagiscono come possono calciando o mordendo.

È importante sempre considerare che per un cavallo provare paura significa sempre avvertire che la sua vita è in pericolo, dunque non bisogna mai stupirsi se in certe occasioni il loro comportamento sembra esagerato e, ai nostri occhi, anche incomprensibile.

Non avete mai fatto caso a situazioni in cui il vostro cavallo si è spaventato di qualcosa di familiare che fino a quel momento non gli ha creato alcun problema e ha reagito in una maniera assolutamente esagerata e incomprensibile?

Ricordatevi sempre che per molti cavalli provare paura significa andare letteralmente nel panico e di conseguenza la loro prima reazione è di allontanarsi o difendersi da ciò che li spaventa, con tutte le armi possibili. (altro…)

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