La paura ha permesso ai cavalli di non estinguersi – 2 parte

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Tutti sappiamo che i cavalli sono animali da fuga, cioè animali che nel corso dei secoli si sono dovuti adattare per scappare velocemente lontano dai predatori, non appena ne avvertivano la presenza. D’istinto, quindi, appena si accorgono che qualcosa non va provavano  paura (come abbiamo visto nella prima parte di questo articolo), un’emozione negativa che però gli ha permesso di non estinguersi.

A differenza di quello che ci verrebbe naturale pensare, i cavalli più paurosi sono anche quelli più intelligenti, e questo è stato dimostrato dagli studi di importanti università.
In natura, infatti,  i cavalli più paurosi sono quelli che istintivamente scappano prima degli altri senza avere la minima intenzione di provare ad affrontare il “nemico”. Questo atteggiamento, apparentemente da codardi, gli ha spesso permesso di salvarsi la vita e di avere una discendenza.

Sono onesta, a me i cavalli esageratamente paurosi mi hanno sempre dato un po’ sui nervi ed è capitato spesso, in passato, di trovarmi a perdere la pazienza e a dargli degli stupidi quando avevano atteggiamenti, ai miei occhi, incomprensibili. Negli anni, studiando e documentandomi, ho cercato di ottenere delle risposte per capire il motivo dei loro comportamenti e provare a dargli la stabilità di cui avevano bisogno. La verità è che non sono in realtà stupidi quanto potrebbe sembrare, perché i nostri cavalli moderni sono quasi sicuramente il frutto dei loro antenati, che di quella paura hanno fatto la loro forza.

Con il tempo ho compreso che questa loro paura innata è il risultato della loro evoluzione nel corso di migliaia di anni di storia. Di questo avrei dovuto, nel mio rapporto quotidiano con questi meravigliosi animali, avere sempre un gran rispetto. (altro…)

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Le morti improvvise dei cavalli atleti

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Quale cavaliere o semplice appassionato di cavalli e di equitazione non è rimasto scioccato dalla morte improvvisa di Hickstead?

Questo cavallo fuoriclasse, oro olimpico di salto ostacoli nel 2008, nella gara di coppa del mondo alla fiera di Verona nel 2011 è morto dopo l’ultimo ostacolo, lasciando il suo cavaliere canadese Eric Lamaze e tutto il mondo dell’equitazione esterrefatto e in lacrime.

Molti di voi si saranno chiesti come sia potuta succedere una disgrazia del genere ad un cavallo così famoso e controllato, ed è per questo motivo che questa settimana ho pensato di parlarvi proprio del fenomeno delle morti improvvise nei cavalli atleti. Questo fenomeno che, anche se raro, sembrava comunque limitato ai giovani cavalli da corsa (trotto e galoppo) e da completo, è diventato, dopo quell’episodio, più di attualità anche per i cavalieri di tutte le altre discipline.

Ma perché cavalli atleti apparentemente sanissimi possono morire improvvisamente in questo modo?

Che siano a casa o in gara, questi cavalli generalmente collassano e muoiono improvvisamente mentre stanno facendo un intenso sforzo fisico.

Un cavallo che muore in gara è sempre scioccante per chi lo vede.

Per questo motivo, chi utilizza i cavalli a fini sportivi viene spesso additato dagli animalisti come uno sfruttatore che li obbliga a fare sforzi che non sono in grado di sopportare.
Ma questa non è sempre la verità… Spesso si tratta di cavalli sani e ben allenati.

Non dimentichiamoci che gli atleti umani, vengono costantemente sottoposti ad accertamenti sanitari a riposo e sotto sforzo per identificare eventuali anomalie che potrebbero, se dovessero fare determinati sforzi fisici, pregiudicargli la salute. Malgrado tutte queste precauzioni però, anche gli atleti “umani” sotto sforzo possono collassare e la cronaca degli ultimi anni lo conferma.

Anche se in medicina veterinaria esistono medici sportivi molto preparati e i cavalli più importanti sono costantemente controllati, non tutte le procedure diagnostiche preventive che si fanno in medicina umana possono essere riportate anche sui cavalli. Forse anche per questo motivo gli esperti sostengono che, nella maggior parte dei casi, queste morti improvvise non hanno modo di essere previste. Infatti, questi cavalli prima di collassare e morire non manifestano alcun sintomo riconducibile ad un problema potenzialmente mortale su cui indagare attentamente.

Gli esami sui cadaveri di questi cavalli hanno dimostrato che le cause di queste morti sono spesso dovute ad un insufficienza cardiaca o polmonare o a delle emorragie.

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Le coperte: ma i cavalli le amano?

Già a settembre i cavalli in molte scuderie, hanno addosso almeno una coperta. Magari non fa ancora freddo ma una copertina, anche leggera, è d’obbligo. E le motivazioni sono tantissime, anche se, la più gettonata, è sempre “se no gli cresce il pelo e suda”.

Nessuno si è mai chiesto perché a settembre gli cresca il pelo, anche se la temperatura esterna è la stessa di agosto?

Senza tediarvi sulla fisiologia e sull’influenza degli ormoni, vi basti sapere che la crescita del pelo non è dettata solo dalla temperatura esterna, ma anche dalle ore di luce che ci sono nel corso della giornata.

Da settembre in avanti le ore di luce diminuiscono e il pelo inizia a crescere.

In inverno, qua in scuderia, non facciamo che mettere e togliere coperte perché molti dei cavalli che sono ricoverati da noi le devono portare. Non tutti sono tosati, ma vanno comunque protetti dal freddo e quindi, sia in scuderia che al paddock, li teniamo coperti. Abbiamo coperte da box e coperte da paddock impermeabili che alterniamo durante la giornata.

Ma quante coperte insieme è giusto mettere ad un cavallo perché stia caldo?

Per rispondere a questa domanda inizio subito con il dirvi che personalmente è molto raro che metta più di 1 coperta alla volta. Se proprio arrivano tosati quasi a pelle e temo che prendano freddo, magari di notte ne aggiungo una più leggera sotto al piumino, ma è raro. Meglio un unico piumino più pesante perché, a mio avviso, 2 coperte sono eccessive, figuriamoci 3! Si, perché qualcuno ne mette addirittura 3 con il risultato di avere dei cavalli imbalsamati nel box che fanno fatica anche a muoversi.

Avete mai preso in mano una coperta invernale per cavalli?

Non è leggera, anzi… Pensate di averne 3, una sopra all’altra sulla schiena la maggior parte della giornata. Non credo che sarebbe piacevole, sarebbe come portarsi sempre qualcuno, che pesi una ventina di chili almeno, sulla schiena. Se poi ci aggiungete le fasce su tutte e quattro le gambe otterrete sicuramente un cavallo che non si sentirà molto libero nei suoi movimenti.

I cavalli non sono animali freddolosi, si sono evoluti in aree della terra molto fredde e quindi preferiscono di gran lunga il freddo al troppo caldo. Credo che proprietari e cavalieri che amano abbondare con le coperte, lo facciano per un loro istinto inconscio che gli fa pensare che se non li coprono abbastanza non li proteggono abbastanza, non tenendo in considerazione però quelle che sono le loro reali esigenze.

Un cavallo troppo coperto si non sentirà abbastanza libero di scappare davanti al pericolo, esigenza fondamentale per il suo benessere di animale da fuga.

Bisogna sempre riuscire a mediare tra il coprirli abbastanza perché rimangano in salute e il farli sentire bene. Quello che io in inverno temo di più non è il freddo in sé, ma gli sbalzi termici che sono causa frequente di problemi respiratori e di coliche intestinali.

Un paio di stagioni fa mi hanno portato in clinica un cavallo infortunato tosato così tanto da essere praticamente nudo. Aveva con sé solo una coperta di cotone, così io di notte ne ho aggiunta una più pesante. Non l’ho coperto eccessivamente perché speravo di vedergli crescere il pelo più velocemente, ma invece dopo 2 mesi il pelo era cresciuto pochissimo. Evidentemente le coperte che gli mettevamo erano sufficienti a tenerlo caldo e il suo fisico non sentiva l’esigenza di proteggersi ulteriormente. Tra il pelo e la coperta si crea sempre uno strato di calore che rimanendo a contatto con il cavallo è spesso sufficiente a tenerlo caldo.

Gli animali, per proteggersi dal freddo, oltre che farsi crescere il pelo, si creano uno strato d’aria tra il pelo e la pelle che fa da isolante e fa sembrare il pelo, se non è stato tosato, molto più folto di quello che è realmente.
Per questo con i primi freddi avete l’impressione che al cavallo cresca il pelo in una sola notte…

Negli anni ho anche visto cavalli che di portare la coperta proprio non ne volevano sapere, gliela mettevi alla sera e la mattina li ritrovavi nudi con la coperta distrutta in un angolo del box. Questi soggetti, sono convinta che vedano coperte e fasce come una eccessiva limitazione alla loro libertà e che cerchino di liberarsene applicandosi al massimo.

Molti altri cavalli però, amano molto avere addosso una coperta quando fa freddo, ma 2 o addirittura 3 sono sicura che le sopportino mal volentieri. Vi ricordo che i cavalli per loro natura è raro che esteriorizzino il disagio, quindi sembrano star bene anche quando magari c’è qualcosa che gli da fastidio.

Atri soggetti più di carattere, invece, cercano di segnalarvi il loro disagio come possono. La mia Peppina, per esempio, tutte le volte che le mettevo la coperta digrignava i denti in segno di disapprovazione, facendomi ben capire quale fosse il suo pensiero a riguardo. Così quando ha smesso di fare le gare, ha smesso anche di portare la coperta con sua grande gioia.

E allora che fare per proteggerli dal freddo, soprattutto se sono tosati, senza sovraccaricarli di coperte?

A me piacciono molto i “pigiamini”, delle copertine leggere fatte di tessuti tecnici che rimanendo aderenti al cavallo favoriscono la creazione di un microclima molto favorevole tra la pelle e il tessuto della coperta. Sopra a questa copertina generalmente si mette una coperta di piumino e il peso delle due coperte, una sopra all’altra, non è eccessivo.

In più posso dirvi che anche per i cavalli, come per noi umani, fanno adesso delle coperte con tessuti a mio parere eccezionali, perché pesano poco ma tengono caldissimo e quindi, anche da sole, tengono caldo il cavallo senza gravargli eccessivamente sulla schiena.

Ogni volta che in inverno avete la necessità di coprire il vostro cavallo pensate anche al suo benessere tenendo in considerazione:

  • Il numero delle coperte: troppe coperte pesanti una sopra all’altra gravano molto sulla schiena del cavallo.
  • La qualità e il peso delle coperte: bastano meno coperte di qualità migliore.
  • Il benessere del cavallo: i cavalli sono a disagio se si sentono impossibilitati a muoversi come vorrebbero.
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In inverno i cavalli bevono abbastanza?

 

Gorgo

 

Credo che finalmente un po’ di freddo stia arrivando. È stata un’inverno anomalo fino ad adesso, niente pioggia e sempre bel tempo con temperature gradevoli. Non che mi lamenti, perché quando si lavora con i cavalli e si sta all’aperto la maggior parte del tempo, quei periodi invernali interminabili di pioggia e brutto tempo sono davvero un incubo, ma non è comunque una situazione normale.

Dunque, anche se ancora di pioggia non se ne parla, l’inverno sembra arrivare e con lui anche il freddo. Vorrei quindi parlarvi di come normalmente i cavalli gestiscono la loro assunzione di acqua in questi periodi invernali, e del perché è importante che bevano a sufficienza.

Perché è importante sapere se un cavallo beve abbastanza?

Perché l’acqua è alla base del loro benessere: li tiene idratati ed è fondamentale per il corretto funzionamento dell’apparato digerente. Cavalli che bevono poco, infatti, vanno incontro ad una maggiore incidenza di coliche da costipazione.

Tutti sappiamo che i cavalli normalmente bevono ogni giorno grandi quantità di acqua, quantitativo che varia notevolmente dall’estate all’inverno, proprio perché essendo animali che sudano molto e che con il sudore perdono grosse quantità di liquidi e sali minerali, in estate i loro fabbisogni aumentano notevolmente. Come d’altra parte succede anche a noi umani, che in estate abbiamo bisogno di bere di più.

Studi hanno evidenziato come un cavallo beva in media dai 15 litri ad addirittura più di35 litri al giorno, nei periodi più caldi e di lavoro più intenso. (altro…)

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Perché i cavalli sono animali da preda?

 

Animali da preda

 

Per animali da preda si intendono tutte quelle specie erbivore che vengono in natura uccise da animali predatori carnivori, come lupi e leoni. Noi umani, che comunque ci alimentiamo anche con la carne, siamo considerati predatori e visti da questi animali, anche se sono addomesticati e vivono costantemente vicino a noi, sempre con occhi sospettosi. Gli erbivori sono animali, che per loro natura e quindi anche per loro fisiologia, passano la maggior parte del loro tempo con la testa bassa a mangiare. Quando non mangiano però, proprio per il loro importante istinto di sopravvivenza, sono impegnati a perlustrare il territorio per 2 motivi principali: trovare sempre pascoli che gli consentano di alimentarsi adeguatamente e accorgersi, e dunque difendersi, da ogni possibile predatore.

In funzione del loro comportamento davanti al pericolo gli erbivori si possono dividere in 2 grosse famiglie:

  • Animali come le mucche o le pecore che quando avvertono il pericolo tendono ad avvicinarsi tra loro per creare un fronte unico, perché non hanno la velocità necessaria per fuggire.
  • Animali come i cavalli che invece tendono a scappare velocemente lontano dalla qualsiasi fonte di pericolo.

Chiaro che i cavalli, se si trovano proprio nella situazione di pericolo senza il tempo per scappare, reagiscono come possono calciando o mordendo.

È importante sempre considerare che per un cavallo provare paura significa sempre avvertire che la sua vita è in pericolo, dunque non bisogna mai stupirsi se in certe occasioni il loro comportamento sembra esagerato e, ai nostri occhi, anche incomprensibile.

Non avete mai fatto caso a situazioni in cui il vostro cavallo si è spaventato di qualcosa di familiare che fino a quel momento non gli ha creato alcun problema e ha reagito in una maniera assolutamente esagerata e incomprensibile?

Ricordatevi sempre che per molti cavalli provare paura significa andare letteralmente nel panico e di conseguenza la loro prima reazione è di allontanarsi o difendersi da ciò che li spaventa, con tutte le armi possibili. (altro…)

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