Adottare un cavallo in difficoltà: un ipotesi da considerare
Adottare un cavallo

Adottare un cavallo in difficoltà: un ipotesi da considerare

3Sabato scorso è stata una bella giornata, una di quelle giornate che ci fanno sentire migliori. Abbiamo fatto incontrate un cavallo che aveva bisogno di una famiglia, con una ragazza di buon cuore che è venuta a conoscerlo e se ne è subito innamorata, decidendo così di adottarlo. Ieri lo ha già portato nella nuova casa per ricoprirlo, spero, di attenzioni e affetto.
Ho sempre la brutta sensazione di non riuscire a fare abbastanza per aiutare i cavalli in difficoltà o che potrebbero trovarcisi nel giro di poco tempo, come succede purtroppo a molti cavalli quando a causa di un infortunio o dell’età, non possono più stare al passo con il lavoro che gli viene richiesto. Così, da diverso tempo, cerco di collaborare con associazioni che si occupano di aiutare questi cavalli, salvandoli dal macello o da una fine anche peggiore (dimenticati da una parte senza cure e spesso neanche cibo e acqua).

Ci sono cavalli, come quelli da corsa (purosangue e trottatori), che finiscono la loro carriera da atleti ancora giovani e avrebbero ancora moltissimo da dare a chi decide di prendersene cura. Trovare per loro una collocazione nuova, nelle mani di persone che davvero se li godono, è per me sempre motivo di soddisfazione e di gioia.

Io faccio il veterinario, la mia vita e il mio lavoro ruotano intorno ai cavalli sportivi, a cui devo garantire le cure migliori in modo che possano tornare velocemente alla loro carriera agonistica. Non posso eticamente essere contro all’utilizzo sportivo dei cavalli, anche se faccio di tutto perché la loro qualità di vita sia tutelata in tutte le maniere possibili. Utilizzare i cavalli a fini sportivi, come accade nell’ippica e nell’equitazione, è per molte persone una bella passione che gli permette di stare a diretto contatto con la natura e per molti un lavoro, per questo motivo non l’ho mai condannato, anzi… (altro…)

0 Commenti

Sicurezza o libertà? Ma se i cavalli potessero scegliere…

Blog Febbraio 16
L’ultimo articolo che ho scritto prima di questo, riguardava un argomento piuttosto semplice e leggero, le fasce da riposo. Volevo in quell’articolo spiegarvi il perché penso siano molto utili per quei cavalli che hanno problemi cronici nella parte bassa delle gambe, e come a mio parere fossero invece inutilmente fastidiose per il cavallo, se non ci sono problemi reali che ne giustifichino l’utilizzo.
Da un argomento così semplice sono originate delle discussioni molto interessanti sulla gestione dei cavalli sportivi. Discussioni che non mi sarei mai aspettata partendo da un argomento, sicuramente interessante, ma anche semplice come quello dell’utilizzo delle fasce in scuderia. Questa settimana ho quindi pensato di focalizzarmi su quei commenti e quelle discussioni, che sicuramente meritano di essere approfondite. Premetto che tutto nasce dal giudizio, spesso poco rispettoso del pensiero altrui, che molte persone che si considerano “animaliste” danno di chi utilizza i cavalli a fini sportivi.

Io lavoro con i cavalli sportivi e dunque potrei sembrare di parte, ma chi mi conosce sa che studio da diversi anni il comportamento dei cavalli e la loro psicologia proprio per riuscire ad essere davvero in grado di aiutarli nell’affrontare i periodi riabilitativi che trascorrono qua da noi.
Ho sempre pensato che un cavallo “triste” e con dei problemi non potesse guarire nel modo giusto e quindi gli sforzi che ho fatto per conoscerli meglio, sono stati negli anni ripagati con delle enormi soddisfazioni sia lavorative che personali. Dunque mi sento di poter affrontare questi argomenti sul benessere dei cavalli con una certa sicurezza, e ritengo di poter dire che la gestione quotidiana di un cavallo fatta con l’intento di non sopprimere totalmente i suoi istinti naturali, possa rendere un animale sereno e felice, anche se viene utilizzato a fini sportivi. (altro…)

1 commento

Le fasce da riposo: perché farle se non servono?

Fasce da riposo
Molto spesso arrivano in clinica cavalli con nessun problema apparente ai tendini o ai legamenti ma con a seguito le fasce da riposo, di cui i proprietari sembra non possano farne a meno. Quando gli chiedo perché le mettono la risposta è quasi sempre quella “perché è un cavallo sportivo”.

Anch’io, quando ero giovane e inesperta e mi davo molto da fare perché le mie cavalle stessero sempre al meglio, mi sono ritrovata a fare fasce da riposo inutili, ma quando ho avuto più nozioni a riguardo e ho potuto analizzare la situazione con un po’ più di cognizione ho smesso di farle ai cavalli sani.

A mio avviso, infatti, le fasce da riposo sono solo terapeutiche.

Sono, infatti, un ottimo ausilio nei casi in cui il cavallo abbia un problema e debba promuovere la circolazione a livello della parte bassa delle gambe, area notoriamente “fredda” per colpa di una micro-circolazione spesso insufficiente.

È chiaro che i cavalli che si muovono regolarmente, e che quindi non stanno fermi nel box troppe ore di seguito, hanno meno bisogno di portare le fasce. Il movimento, infatti, garantisce una corretta circolazione del sangue e le gambe sono sicuramente meno gonfie. Il gonfiore non infiammatorio, infatti, è causato soprattutto da un ristagno e una stasi venosa proprio legata ad un eccessivo numero di ore di confinamento in box.

Quando vedo cavalli stare ore e ore fermi nel box, con magari 2 o addirittura 3 coperte sulla schiena e le fasce a tutte e 4 le gambe, mi arrabbio sempre un po’ perché penso che chi si occupa di questi cavalli non sia davvero in grado di mettersi nei loro panni.

I cavalli per loro indole non manifestano apertamente se qualcosa li infastidisce, ma questo non significa che stiano bene e che tutti questi accorgimenti, che cavalieri e proprietari hanno sicuramente in buona fede, non gli creino un disagio.

Sono sempre dell’idea che meno cose hanno addosso meglio stanno proprio perché le coperte e le fasce sono comunque un impedimento al loro normale movimento. Movimento che in natura è per loro fondamentale per spostarsi continuamente alla ricerca di nuovi pascoli ed eventualmente scappare dai pericoli, se ce ne fosse bisogno.

E allora che fare? (altro…)

0 Commenti

La paura ha permesso ai cavalli di non estinguersi – 2 parte

Blog Collage

Tutti sappiamo che i cavalli sono animali da fuga, cioè animali che nel corso dei secoli si sono dovuti adattare per scappare velocemente lontano dai predatori, non appena ne avvertivano la presenza. D’istinto, quindi, appena si accorgono che qualcosa non va provavano  paura (come abbiamo visto nella prima parte di questo articolo), un’emozione negativa che però gli ha permesso di non estinguersi.

A differenza di quello che ci verrebbe naturale pensare, i cavalli più paurosi sono anche quelli più intelligenti, e questo è stato dimostrato dagli studi di importanti università.
In natura, infatti,  i cavalli più paurosi sono quelli che istintivamente scappano prima degli altri senza avere la minima intenzione di provare ad affrontare il “nemico”. Questo atteggiamento, apparentemente da codardi, gli ha spesso permesso di salvarsi la vita e di avere una discendenza.

Sono onesta, a me i cavalli esageratamente paurosi mi hanno sempre dato un po’ sui nervi ed è capitato spesso, in passato, di trovarmi a perdere la pazienza e a dargli degli stupidi quando avevano atteggiamenti, ai miei occhi, incomprensibili. Negli anni, studiando e documentandomi, ho cercato di ottenere delle risposte per capire il motivo dei loro comportamenti e provare a dargli la stabilità di cui avevano bisogno. La verità è che non sono in realtà stupidi quanto potrebbe sembrare, perché i nostri cavalli moderni sono quasi sicuramente il frutto dei loro antenati, che di quella paura hanno fatto la loro forza.

Con il tempo ho compreso che questa loro paura innata è il risultato della loro evoluzione nel corso di migliaia di anni di storia. Di questo avrei dovuto, nel mio rapporto quotidiano con questi meravigliosi animali, avere sempre un gran rispetto. (altro…)

0 Commenti

Le morti improvvise dei cavalli atleti

Collage blog

Quale cavaliere o semplice appassionato di cavalli e di equitazione non è rimasto scioccato dalla morte improvvisa di Hickstead?

Questo cavallo fuoriclasse, oro olimpico di salto ostacoli nel 2008, nella gara di coppa del mondo alla fiera di Verona nel 2011 è morto dopo l’ultimo ostacolo, lasciando il suo cavaliere canadese Eric Lamaze e tutto il mondo dell’equitazione esterrefatto e in lacrime.

Molti di voi si saranno chiesti come sia potuta succedere una disgrazia del genere ad un cavallo così famoso e controllato, ed è per questo motivo che questa settimana ho pensato di parlarvi proprio del fenomeno delle morti improvvise nei cavalli atleti. Questo fenomeno che, anche se raro, sembrava comunque limitato ai giovani cavalli da corsa (trotto e galoppo) e da completo, è diventato, dopo quell’episodio, più di attualità anche per i cavalieri di tutte le altre discipline.

Ma perché cavalli atleti apparentemente sanissimi possono morire improvvisamente in questo modo?

Che siano a casa o in gara, questi cavalli generalmente collassano e muoiono improvvisamente mentre stanno facendo un intenso sforzo fisico.

Un cavallo che muore in gara è sempre scioccante per chi lo vede.

Per questo motivo, chi utilizza i cavalli a fini sportivi viene spesso additato dagli animalisti come uno sfruttatore che li obbliga a fare sforzi che non sono in grado di sopportare.
Ma questa non è sempre la verità… Spesso si tratta di cavalli sani e ben allenati.

Non dimentichiamoci che gli atleti umani, vengono costantemente sottoposti ad accertamenti sanitari a riposo e sotto sforzo per identificare eventuali anomalie che potrebbero, se dovessero fare determinati sforzi fisici, pregiudicargli la salute. Malgrado tutte queste precauzioni però, anche gli atleti “umani” sotto sforzo possono collassare e la cronaca degli ultimi anni lo conferma.

Anche se in medicina veterinaria esistono medici sportivi molto preparati e i cavalli più importanti sono costantemente controllati, non tutte le procedure diagnostiche preventive che si fanno in medicina umana possono essere riportate anche sui cavalli. Forse anche per questo motivo gli esperti sostengono che, nella maggior parte dei casi, queste morti improvvise non hanno modo di essere previste. Infatti, questi cavalli prima di collassare e morire non manifestano alcun sintomo riconducibile ad un problema potenzialmente mortale su cui indagare attentamente.

Gli esami sui cadaveri di questi cavalli hanno dimostrato che le cause di queste morti sono spesso dovute ad un insufficienza cardiaca o polmonare o a delle emorragie.

(altro…)

0 Commenti

Le coperte: ma i cavalli le amano?

Già a settembre i cavalli in molte scuderie, hanno addosso almeno una coperta. Magari non fa ancora freddo ma una copertina, anche leggera, è d’obbligo. E le motivazioni sono tantissime, anche se, la più gettonata, è sempre “se no gli cresce il pelo e suda”.

Nessuno si è mai chiesto perché a settembre gli cresca il pelo, anche se la temperatura esterna è la stessa di agosto?

Senza tediarvi sulla fisiologia e sull’influenza degli ormoni, vi basti sapere che la crescita del pelo non è dettata solo dalla temperatura esterna, ma anche dalle ore di luce che ci sono nel corso della giornata.

Da settembre in avanti le ore di luce diminuiscono e il pelo inizia a crescere.

In inverno, qua in scuderia, non facciamo che mettere e togliere coperte perché molti dei cavalli che sono ricoverati da noi le devono portare. Non tutti sono tosati, ma vanno comunque protetti dal freddo e quindi, sia in scuderia che al paddock, li teniamo coperti. Abbiamo coperte da box e coperte da paddock impermeabili che alterniamo durante la giornata.

Ma quante coperte insieme è giusto mettere ad un cavallo perché stia caldo?

Per rispondere a questa domanda inizio subito con il dirvi che personalmente è molto raro che metta più di 1 coperta alla volta. Se proprio arrivano tosati quasi a pelle e temo che prendano freddo, magari di notte ne aggiungo una più leggera sotto al piumino, ma è raro. Meglio un unico piumino più pesante perché, a mio avviso, 2 coperte sono eccessive, figuriamoci 3! Si, perché qualcuno ne mette addirittura 3 con il risultato di avere dei cavalli imbalsamati nel box che fanno fatica anche a muoversi.

Avete mai preso in mano una coperta invernale per cavalli? (altro…)

2 commenti
Chiudi il menu
×
×

Carrello

Psicologia&Comportamento - 3 eBook GRATIS

Nei 3 eBook troverai:

  • Come si sono evoluti i cavalli nei secoli
  • Le caratteristiche dei cavalli moderni
  • Le loro necessità fondamentali
  • Come soddisfarle anche in scuderia
  • I problemi gestionali più comuni
  • Come ovviare alla maggior parte dei problemi fisici e comportamentali dei cavalli