Il parto nella cavalla: la nascita

Come vi ho spiegato nella prima parte di questo articolo (Il parto nella cavalla: come prepararsi), il parto è un momento molto delicato che andrebbe monitorato con attenzione, per essere sicuri che tutto vada per il meglio e preservare quindi la salute di mamma e puledro. Nel monitoraggio di questo momento bisogna stare attenti però a non disturbare la cavalla continuamente perché, se non è tranquilla, potrebbe decidere di partorire nell’unico momento in cui non la guardate.

La fattrice dovrebbe poter partorire in un box abbastanza ampio, pulito e con abbondante paglia come lettiera. Il box si dovrebbe poter osservare discretamente quando si avvicina il momento del parto, appunto per non disturbare troppo la cavalla. La cosa migliore sarebbe di montare una piccola telecamera che vi consenta di guardare senza essere visti. Ora ci sono in commercio piccole telecamere acquistabili ovunque e con prezzi accessibili a tutti, che si collegano addirittura con il cellulare.


Il parto nella cavalla è un evento piuttosto veloce che si suddivide in tre fasi.

PARTO AURELIA 19/4/06

Nella prima fase, che può durare anche una o due ore, iniziano le contrazioni e la cavalla manifesta segni di irrequietezza alternati a momenti di tranquillità. Possono sembrare dolori colici ma, invece, la cavalla ha finalmente iniziato il travaglio.
In questa fase la fattrice può ancora bloccare il parto se viene disturbata; per questo è importante che venga spostata nel luogo dove partorirà qualche giorno prima, così che l’ambiente non le sia estraneo e si senta tranquilla. (altro…)

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Sicurezza o libertà? Ma se i cavalli potessero scegliere…

Blog Febbraio 16
L’ultimo articolo che ho scritto prima di questo, riguardava un argomento piuttosto semplice e leggero, le fasce da riposo. Volevo in quell’articolo spiegarvi il perché penso siano molto utili per quei cavalli che hanno problemi cronici nella parte bassa delle gambe, e come a mio parere fossero invece inutilmente fastidiose per il cavallo, se non ci sono problemi reali che ne giustifichino l’utilizzo.
Da un argomento così semplice sono originate delle discussioni molto interessanti sulla gestione dei cavalli sportivi. Discussioni che non mi sarei mai aspettata partendo da un argomento, sicuramente interessante, ma anche semplice come quello dell’utilizzo delle fasce in scuderia. Questa settimana ho quindi pensato di focalizzarmi su quei commenti e quelle discussioni, che sicuramente meritano di essere approfondite. Premetto che tutto nasce dal giudizio, spesso poco rispettoso del pensiero altrui, che molte persone che si considerano “animaliste” danno di chi utilizza i cavalli a fini sportivi.

Io lavoro con i cavalli sportivi e dunque potrei sembrare di parte, ma chi mi conosce sa che studio da diversi anni il comportamento dei cavalli e la loro psicologia proprio per riuscire ad essere davvero in grado di aiutarli nell’affrontare i periodi riabilitativi che trascorrono qua da noi.
Ho sempre pensato che un cavallo “triste” e con dei problemi non potesse guarire nel modo giusto e quindi gli sforzi che ho fatto per conoscerli meglio, sono stati negli anni ripagati con delle enormi soddisfazioni sia lavorative che personali. Dunque mi sento di poter affrontare questi argomenti sul benessere dei cavalli con una certa sicurezza, e ritengo di poter dire che la gestione quotidiana di un cavallo fatta con l’intento di non sopprimere totalmente i suoi istinti naturali, possa rendere un animale sereno e felice, anche se viene utilizzato a fini sportivi. (altro…)

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La paura ha permesso ai cavalli di non estinguersi – 2 parte

Blog Collage

Tutti sappiamo che i cavalli sono animali da fuga, cioè animali che nel corso dei secoli si sono dovuti adattare per scappare velocemente lontano dai predatori, non appena ne avvertivano la presenza. D’istinto, quindi, appena si accorgono che qualcosa non va provavano  paura (come abbiamo visto nella prima parte di questo articolo), un’emozione negativa che però gli ha permesso di non estinguersi.

A differenza di quello che ci verrebbe naturale pensare, i cavalli più paurosi sono anche quelli più intelligenti, e questo è stato dimostrato dagli studi di importanti università.
In natura, infatti,  i cavalli più paurosi sono quelli che istintivamente scappano prima degli altri senza avere la minima intenzione di provare ad affrontare il “nemico”. Questo atteggiamento, apparentemente da codardi, gli ha spesso permesso di salvarsi la vita e di avere una discendenza.

Sono onesta, a me i cavalli esageratamente paurosi mi hanno sempre dato un po’ sui nervi ed è capitato spesso, in passato, di trovarmi a perdere la pazienza e a dargli degli stupidi quando avevano atteggiamenti, ai miei occhi, incomprensibili. Negli anni, studiando e documentandomi, ho cercato di ottenere delle risposte per capire il motivo dei loro comportamenti e provare a dargli la stabilità di cui avevano bisogno. La verità è che non sono in realtà stupidi quanto potrebbe sembrare, perché i nostri cavalli moderni sono quasi sicuramente il frutto dei loro antenati, che di quella paura hanno fatto la loro forza.

Con il tempo ho compreso che questa loro paura innata è il risultato della loro evoluzione nel corso di migliaia di anni di storia. Di questo avrei dovuto, nel mio rapporto quotidiano con questi meravigliosi animali, avere sempre un gran rispetto. (altro…)

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La paura ha permesso ai cavalli di non estinguersi – 1 parte

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Vi siete mai chiesti perché i cavalli spesso manifestino dei comportamenti inaspettati dettati da strane paure? Paure che noi umani facciamo fatica a comprendere perché non sappiamo da cosa abbiano origine.

Il comportamento di tutti gli animali è dettato da 2 componenti principali: la genetica, quindi le caratteristiche innate di ciascun individuo, e l’esperienza di vita che ciascuno ha fatto fino a quel momento.

La paura è un’emozione universale, la proviamo tutti, animali e umani. Ci diversifica però l’atteggiamento e il modo di affrontarla, perché noi umani siamo avvantaggiati dall’avere un cervello più versatile. La paura ci tiene lontano dai guai, e per animali predati come i cavalli, i guai sono quasi sempre rappresentati dagli eventuali predatori. Per questo i cavalli sono istintivamente orientati a scappare ancora prima di aver realizzato l’origine dello spavento.

Ci sono importanti studi scientifici che hanno addirittura mappato i circuiti elettrici che si attivano nel cervello quando proviamo paura, dimostrando come sia gli animali che gli umani possono sviluppare paure che rimangono per tutta la vita e che sono quasi impossibili da eliminare completamente. (altro…)

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