Aiuto! Il mio cavallo ha mal di stomaco

 

mal-di-stomaco-2Questa settimana vorrei parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore e che purtroppo coinvolge moltissimi cavalli sportivi: il mal di stomaco e le ulcere gastriche.

Ogni anno mi trovo a dover affrontare problemi legati alle ulcere nei cavalli ricoverati qua in clinica. Non perché stare qui da noi non gli piaccia, ma perché arrivano già con questo problema, molto spesso  sottostimato dai proprietari. Cavalli con un problema ortopedico che si trascina da un po’ e che quindi, prima di arrivare a fare della riabilitazione, sono fermi e dunque confinati in box da diverso tempo o cavalli stanchi, sia fisicamente che psicologicamente, perché reduci da un periodo di lavoro particolarmente intenso, possono non avere la curva di ripresa, dal punto di vista della forma fisica, che mi aspetterei. In questo caso, anche se hanno appetito e apparentemente sembrano star bene, mi insospettisco sempre.

Siamo abituati, infatti, a pensare che i cavalli con l’ulcera siano disappetenti e con il pelo brutto, ma non è detto che questi sintomi classici siano i soli o si presentino sempre.

Come dico sempre ai miei clienti, imparare ad osservare un cavallo in condizioni di normalità per conoscerlo bene e poterne apprezzarne i cambiamenti, sia in positivo che in negativo, è di fondamentale importanza proprio per evidenziare problematiche subdole, come potrebbe essere questa.

Questa patologia, infatti, ha un forte impatto sulla vita dei cavalli sportivi e sui loro cavalieri, perché oltre ad essere debilitante per la vita del cavallo, che non si sentirà bene e in molti casi modificherà addirittura il suo carattere e atteggiamento, è causa di grossi deficit di resa sportiva.
A pensarci è più che normale: se non ci si sente bene non si può dare il massimo…

Anche se ci sono spesso casi con sintomi più blandi e quindi poco evidenti, in genere i cavalli con l’ulcera gastrica hanno una certa riluttanza al movimento e quindi al lavoro e manifestano uno o alcuni di questi sintomi: 

  • Coliche ricorrenti: quando le ulcere sono molto gravi possono causare molto dolore e mimare addirittura i segni clinici di una colica intestinale.
  • Sbadigli frequenti
  • Burxismo (digrignare i denti)
  • Eccessiva salivazione 
  • Appetito altalenante: i cavalli con l’ulcera, in genere, preferiscono mangiare il fieno e tendono a mangiare il concentrato (i cereali) lentamente senza, il più delle volte, finirlo completamente.
  • Condizione fisica scadente: mantello brutto e calo di peso dovuto ad una ridotta assunzione di alimenti.
  • Cambiamenti di umore e di atteggiamento: questi cavalli genere sono più nervosi e poco collaborativi, sia durante il lavoro che nelle manualità quotidiane.

Ma perchè le ulcere nel cavallo sono così comuni?

La sindrome da ulcera gastrica nel cavallo è correlata ad una serie di fattori di rischio che combinati con la particolare anatomia dello stomaco, li predispone a sviluppare questa patologia.

Per comprendere questo problema è fondamentale sapere che il cavallo è un monogastrico, ha quindi un unico stomaco come noi umani, e non è un ruminante come le mucche. Il suo stomaco, per altro, è piuttosto piccolo rispetto a quelli di altre specie animali e, proprio questa ragione, i cavalli non possono ingerire grandi quantità di cibo tutto insieme, senza che ci siano conseguenze sulla digestione. Lo stomaco del cavallo è, inoltre, formato da due aree distinte, una ghiandolare e una aghiandolare, dove la mucosa è più aggredibile dall’acidità dello stomaco.img_2434
In natura, i cavalli, brucano l’erba continuamente, e quindi ingeriscono piccole quantità di cibo per oltre 16 ore al giorno. Di conseguenza lo stomaco non è quasi mai vuoto e secerne acidi per la digestione continuativamente nel corso delle 24 ore. L’acidità di stomaco in condizioni di normalità viene tamponata proprio dal cibo e dalla continua produzione di saliva, rilasciata durante la masticazione. La saliva ha un ruolo importantissimo per la digestione e ha un fondamentale effetto tampone che favorisce il mantenimento del normale pH gastrico.

Anche se è stato dimostrato come anche i cavalli al pascolo possano avere mal di stomaco, tra i fattori di rischio più comuni evidenziati dagli studiosi, ci siano sicuramente il tipo di gestione in scuderia e l’attività richiesta al cavallo.

Sembra, inoltre, che nei cavalli più anziani, le ulcere siano più gravi che nei soggetti giovani, perché coinvolgono sia la parte ghiandolare che quella aghiandolare della mucosa dello stomaco. C’è da dire però che i soggetti più anziani non vengono generalmente sottoposti ad un training stressante e non gli vengono richieste performance sportive continue e impegnative, sia dal punto di vista fisico che psicologico, come avviene ai giovani puledri, e quindi questa maggiore incidenza di ulcere può apparire inevitabilmente meno evidente. Infatti, proprio i cavalli da corsa che cominciano il training in giovanissima età, sembrano essere i soggetti più colpiti dal questa patologia, anche se non vengono sicuramente risparmiati i giovani cavalli da sella, come i Quarter Horse.

I puledri patiscono particolarmente la prima fase di addestramento perché spesso non comprendono quello che gli viene richiesto e il loro temperamento è sempre più nevrile. Inoltre, spesso, il loro fisico ancora molto acerbo non è ancora pronto ad affrontare certi tipi di lavoro.

Il temperamento del cavallo ha un sicuro coinvolgimento con l’ulcera gastrica anche nei soggetti più “maturi”. I cavalli tendenzialmente nervosi vivono una condizione di stress costante che li predispone a sviluppare, assieme a tutta una serie di alterazioni anche comportamentali, patologie a carico dello stomaco. Ma non è detto che sia sempre così, perchè per esperienza posso dirvi che la maggior parte dei cavalli, che esternamente manifestano pochissimo la loro condizione di stress, riescono comunque a somatizzare il problema, che può diventare molto serio senza accorgersi di nulla. Come ho già detto altre volte, per loro natura i cavalli adulti tendono a nascondere condizioni di stress che li farebbero apparire più deboli davanti ad un eventuale predatore. Per questo certi soggetti sono bravissimi a nascondere stress e dolore, arrivando a manifestare apertamente il problema quando diventa veramente serio, lungo a guarire e per questo penalizzante per la loro carriera sportiva. Infatti, per guarire completamente da un ulcera, ci possono volere mesi di riposo oltre ad una terapia costosa.
Bisogna sempre farsi delle domande quando cavalli normalmente sereni e tranquilli diventano, ad un certo punto della loro vita, nervosi e intrattabili, oltre che riluttanti al lavoro. O anche il contrario, cavalli sereni e allegri che si incupiscono e perdono condizione fisica in breve tempo.

La prima considerazione da fare sempre, in questi casi, è che un cavallo che si è comportato sempre in un certo modo ha sicuramente un motivo serio per cambiare atteggiamento nell’arco di poco tempo. Questo motivo, che andrebbe sempre indagato con attenzione, potrebbe essere il mal di stomaco.

Un’altra causa comune di ulcera gastrica è l’abuso di farmaci antinfiammatori. Farmaci che si tendono ad usare spesso, molte volte in buona fede anche senza l’indicazione del veterinario, soprattutto quando ci sono problemi ortopedici non eccessivamente gravi, che influiscono però sul training del cavallo e di conseguenza sulle sue performance sportive. Per avere il cavallo più bello in lavoro, gli si somministra una bustina di Bute non pensando che gli effetti collaterali ci sono sempre e, per alcuni cavalli, possono essere molto seri, soprattutto se le terapie si protraggono per più giorni.

Tempo fa, ad un congresso dedicato a noi veterinari di cavalli, una collega americana che lavora in Florida, ci ha mostrato un interessantissimo lavoro in cui si dimostrava, avvalendosi dell’esame gastroscopico, come tra 2 centri di allenamento per purosangue fosse enormemente diversa l’incidenza di ulcera gastrica.img_2436 Nel centro di allenamento con la minor incidenza, tutti i cavalli avevano il box aperto su di un piccolo paddock e quindi, malgrado lo spazio esterno non fosse grande, potevano comunque interagire fra di loro oltre che guardarsi intorno e non patire il confinamento in box forzato, come succede nella maggior parte dei centri, soprattutto in Italia. Nell’altro, invece, dove l’incidenza di ulcera gastrica era molto superiore, i cavalli lavoravano e per tutto il resto del tempo erano confinati in box, senza nessuna possibilità di interazione tra loro.

Questo lavoro dimostrava come spesso dare al cavallo adeguati momenti di riposo oltre a, non obbligandolo al confinamento in box per periodi troppo prolungati, possa essere da sola una strategia efficace per ridurre l’incidenza di ulcera nei cavalli sportivi.
La combinazione di strategie terapeutiche e una gestione corretta sono infatti fondamentali sia per la cura che per la prevenzione della sindrome da ulcera gastrica nel cavallo, ma ne parleremo più nel dettaglio nella seconda parte di questo articolo la settimana prossima.

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