Appuntamento al buio? Non quando si acquista un cavallo…

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Sono molte le persone che iniziano ad andare a scuola di equitazione per curiosità o magari per fare uno sport a diretto contatto con la natura, che con il tempo si appassionano così tanto a questo mondo e a questi meravigliosi animali da sentire l’esigenza di possedere un cavallo proprio. E qui viene il bello…
Il più delle volte, chi compra il suo primo cavallo, non si è ancora fatto abbastanza esperienza in materia e non ha ancora le spalle abbastanza larghe da riuscire a districarsi serenamente nella giungla di istruttori e commercianti, che in molti casi fanno apparire come il meglio quello che, stando a vedere, il meglio non è, almeno non per la persona che lo deve comprare.
È chiaro che da un certo punto di vista, tutti i cavalli dovrebbero avere pari opportunità di diventare il vostro primo cavallo, ma nella realtà non è così, perché quello che può andar bene per un cavaliere, può essere sbagliatissimo per un altro e viceversa.
Ogni cavallo ha sue caratteristiche ben precise, legate alla razza, all’età, alla conformazione fisica e al carattere e, indipendentemente dalle condizioni di salute, queste caratteristiche non sono assolutamente da sottovalutare. Come bisogna considerare le abilità del cavaliere e le sue esigenze “sportive”. Cambiare continuamente cavallo perché quello che si ha non rispecchia le proprie aspettative, non è giusto per nessuno; per voi che ci spendete soldi e magari vi ci affezionate e per il cavallo, che continua a cambiare di mano nella speranza di trovare prima o poi un proprietario che lo riesca ad interpretare e con cui poter trascorrere la sua vita lavorando in tranquillità.
Per questo è importante non fare errori dettati da consigli sbagliati o magari dalla frenesia e dallemozione di acquistare un cavallo che sembra, in un primo momento, fare al caso nostro. Psicologicamente per altro, si è spesso orientati ad acquistare il primo cavallo che si prova, presi magari dalla frenesia del momento, mentre in realtà bisognerebbe ponderare sempre bene la scelta, provando anche altri cavalli e dormendoci su almeno una notte.
Ipoteticamente un cavallo dovrebbe essere per la vita e quindi fare un errore all’acquisto diventa poi un fardello pesante da gestire, sia psicologicamente che economicamente.
Sono la prima a pensare che tante volte un acquisto fatto con il cuore o in base ad un presentimento positivo, sia migliore di altri fatti con mille accorgimenti, ma questo non vuol dire che non si debba avere la consapevolezza di che tipo di cavallo si ha davanti, soprattutto se è sano e caratterialmente adatto a chi lo deve montare.

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Malgrado ci siano stalloni affidabilissimi, comprare uno stallone a un ragazzino o ad un principiante è, ad esempio, un azzardo che non farei. Gli stalloni sono generalmente molto amabili, sono forse i cavalli che sanno trasmettere amore e passione più di tutti gli altri, ma comunque rimangono sempre più nevrili di castroni e cavalle. Anche quando sembrano molto tranquilli possono tirar fuori dal nulla un carattere impegnativo, e risultare per un principiante di difficile gestione.

Per non parlare del fatto che gli stalloni sono purtroppo destinati ad una vita di maggior sacrificio, dato che al paddock con altri cavalli non possono andare e ovviamente quando sentono le femmine in calore tendono ad innervosirsi e a comportarsi da stupidi.
Anche le femmine a volte possono essere un dilemma. Le cavalle sono meravigliose, spesso dolci e amorevoli, soprattutto quando si devono gestire da terra non sono in calore. Purtroppo sono tantissime le cavalle che quando vanno in calore diventano difficili da montare, perché tirano fuori un carattere che normalmente non hanno, decisamente più nervoso; fanno andare la coda come matte e si mettono contro qualsiasi cosa gli chiediate. Ovvio che per molte persone questo non può essere il reale motivo di mancato acquisto di una cavalla di talento, ma è importante essere coscienti che questo problema non è infrequente e che, nei casi più seri, i farmaci che si utilizzano per fermare i calori sono costosi, per alcune discipline sono doping e comunque non si possono usare all’infinito senza compromettere la carriera riproduttiva della cavalla. Ho visto molti miei clienti preoccuparsi moltissimo per l’atteggiamento odioso che manifestano le loro cavalle in quei pochi giorni al mesemagari proprio quando si deve fare un concorso o una gara importante.

Il lato positivo di comprare una cavalla al posto di un castrone è che, una volta terminata la sua carriera sportiva, a causa dell’età o magari in seguito ad un infortunio, si può provare a fare gli allevatori, facendole fare uno o magari più puledri. Proprio per questa ragione, secondo me, ha una certa importanza anche valutare all’acquisto se la cavalla ha un documento di qualche rilievo, in modo che, se coperta da buoni stalloni, possa generare puledri in qualche modo “commerciabili”.

Salca e Kitel

Questo può non essere importante per voi, che probabilmente non avete nessuna velleità allevatoriale, ma lo è per chi, eventualmente, vcomprerà la cavalla in futuro come fattrice. Questo destino da fattrice non dovrebbe essere visto come qualcosa di triste perché, dopo tanti anni di lavoro, mi sono resa conto che le cavalle a fine carriera in genere amano fare le mamme, probabilmente perché non hanno la percezione di essere state messe da parte, ma continuano a sentirsi utili facendo qualcosa che per loro è estremamente naturale.
Alla luce di quanto detto viene da sé che i castroni siano i cavalli più affidabili, soprattutto per i principianti, anche se possono in alcuni casi apparire un po’ spenti.
In ogni caso, che si voglia acquistare un cavallo “economico” o uno dal costo particolarmente impegnativo, è sempre bene sapere prima se ha qualche problema di salute, che siano problemi di natura ortopedica, polmonare o di qualsiasi altro genere. Una visita di compra-vendita fatta da un veterinario di vostra fiducia e, se possibile, MAI di fiducia della scuderia o di chi vende il cavallo, vi può aiutare a fare una scelta oculata valutando tutti i pro e i contro a cui si può andare incontro acquistando un animale che magari ha già fatto dell’agonismo, passando diversi proprietari.
Non sempre è questo il caso, ma la visita va sempre fatta perché non si sa mai, anche se si tratta di un puledro neanche domato.

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Come dico sempre ai miei clienti, cavalli esperti che magari vengono acquistati proprio per le loro prerogative sul lavoro è molto difficile che risultino “perfetti” ad un veterinario meticoloso incaricato di visitarli, ma non per questo, a meno che ovviamente non abbiano problemi particolarmente seri come zoppie marcate o malattie incurabili, vanno scartati a priori. È giusto sapere quello che c’è e come può eventualmente evolversi nel tempo per poter fare, insieme al veterinario, delle considerazioni che vi porteranno a fare la scelta migliore.
Se un cavallo vi piace esteticamente, ha un ottimo carattere e da montare è un gioiellino, e ha un costo che rientra nel vostro budget, evidentemente non si può scartare per un problema magari risolvibile con qualche attenzione in più o una ferratura diversa. Sono moltissimi i cavalli che non fanno risultati con un cavaliere e una certa gestione, ma che poi volano appena cambiano mano o vengono declassati per fare gare meno impegnative. Come dico sempre io, quando qualcosa non va spesso la miglior soluzione è cambiare, e in questi casi cambiare ambiente, veterinario e cavaliere, come abbiamo visto, possono essere la risposta.
Quindi trovo sbagliato quando i colleghi prendono a volte delle posizioni drastiche, bocciando il cavallo senza se e senza ma, mettendo in crisi il compratore che magari era già proiettato verso un futuro proprio con quel cavallo. Parlarne e valutare assieme tutti i possibili scenari, è in genere di grande aiuto per fare la scelta giusta.

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Importantissimo anche scoprire possibilmente, magari parlando con i precedenti proprietari, che passato ha avuto l’animale: cavalli che sono stati montati male e che hanno subito mani particolarmente aggressive o un addestramento duro basato su punizioni continue, anche se in lavoro sembrano bravi e sottomessi, sviluppano con il tempo un’inevitabile avversione al lavoro,

che sia saltare, fare figure del dressage, fare reining o anche correre.
Quando un cavallo fa le cose mal volentieri, non potrà certo farle al meglio delle sue possibilità, ma questo l’ho già ribadito in molti miei articoli. Quindi se il cavallo in questione rientra in uno di questi casi, o consapevolmente vi mettete in gioco per dargli pazientemente una possibilità, magari supportati da istruttori in gamba ed esperti del comportamento che sappiano come affrontare il problema, oppure è meglio lasciar perdere se non volete dover gestire un cavallo problematico per molti anni. I cavalli ricordano tutto del loro passato, ma di quello che c’è stato prima di incontrare noi e di come lo hanno vissuto, noi generalmente sappiamo ben poco, quindi anche da questo punto di vista acquistare un cavallo che non si conosce, magari da un commerciante, è comunque un salto nel buio che va fatto consapevolmente.
I cavalli non sono moto, sono dei veri compagni di vita che ci accompagnano in un percorso, sia sportivo che umano. Si tratta, infatti, di un animale spesso indifeso che, malgrado la sua mole, ha bisogno delle nostre attenzioni per vivere al meglio la sua vita e affrontare insieme a noi le sfide che gli proponiamo, dalla semplice passeggiata alle gare più impegnative. È ovviamente importante che la scelta di una parte così importante della nostra vita sia fatta non basandosi solo sul costo e sulle caratteristiche fisiche dell’animale, ma anche sulle sensazioni positive che ci trasmette, sia in sella che a terra. Questo non toglie che tutte queste caratteristiche devono comunque essere valutate razionalmente, per non rimanerci male se con il tempo il cavallo sviluppa problemi fisici tali da renderlo perennemente indisposto a fare il lavoro che gli si chiede.

Negli anni ho visto troppe persone, spesso ragazzi giovani, disinnamorarsi dell’equitazione perché il loro unico e amatissimo cavallo era più il tempo che dovevano passeggiarselo a mano o guardarlo sacrificato in un box perché si era fatto male, che quello in cui riuscivano a goderselo veramente.
Vendere scientemente a persone fiduciose e appassionate un cavallo con problemi difficilmente risolvibili, non solo fa perdere un cliente alla scuderia nel giro di poco tempo, ma l’equitazione italiana in generale avrà nel suo ranking un cavaliere di meno e questo è sempre un male.

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Da giovane sono stata principiante anch’io e come molti ragazzi che si avvicinano ai cavalli, mi sono molto appassionata e nel giro di poco tempo ho sentito l’esigenza di averne uno tutto mio. Ripensandoci ora devo ammettere di aver acquistato la mia prima cavalla abbastanza sconsideratamente, senza far fare alcuna visita veterinaria e fidandomi solo di quello che mi consigliava il mio istruttore di allora. Sono stata fortunata perché lui è una gran brava persona e la cavalla, malgrado non fosse proprio un fenomeno, era quello che andava bene per me in quel momento. Ora però i tempi sono cambiati, l’asticella si è alzata e sono molte le persone che non mettono più al primo posto il cliente, ma la vendita e dunque la percentuale che gli viene in tasca. È dunque sempre più importante sapersi tutelare da soli, per ottenere il meglio dal proprio cavallo e dall’equitazione che con lui si vorrebbe fare.

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