Cavalli a tutto gas? L'alimentazione può aiutarci

Cibo e comportamento

È vero che molti comportamenti indesiderati dei cavalli sono legati al suo tipo di alimentazione?

Diciamo che un cavallo che mangia bene, in quantità adeguata o addirittura eccessiva, che magari lavora poco neppure tutti i giorni ha, con molta probabilità, un eccesso di energia da smaltire, che può manifestarsi con un comportamento decisamente più “allegro” e magari di difficile gestione, rispetto ad uno che viene nutrito a solo fieno o poco più.
Non potete nemmeno immaginare quante volte mi sia capitato negli anni di sentire proprietari di cavalli decisamente magri e senza muscoli, dire che stavano indietro con il cibo altrimenti il cavallo sarebbe diventato per loro troppo “caldo” e quindi troppo impegnativo da montare.

Mai nessuna di queste persone però si è posta almeno una di queste domande:

Cavallo in concorso
  • È il cavallo ad essere troppo carico o sono io che non sono in grado di montarlo?
  • Non è che il cavallo è carico perché vive tutto il giorno in box senza avere mai accesso al paddock e il lavoro che faccio con lui è insufficiente e inadeguato?
  • L’alimentazione che sta seguendo sarà adatta a lui, o in commercio c’è qualcosa di diverso che lo sostenga dal punto di vista nutrizionale, senza “scaldarlo” eccessivamente?


    Alimentazioni sbagliate, o addirittura carenti, fanno dimagrire i cavalli, ne abbassano l’energia e li predispongono a sviluppare problemi sia fisici che comportamentali.

Dunque, è sicuramente importante rivedere il tipo di cibo e la gestione del cavallo, senza doverlo però privare di ciò di cui ha bisogno per svolgere il lavoro che gli chiediamo.
La gestione quotidiana dei cavalli in scuderia è, infatti, di fondamentale importanza per risolvere questi e molti altri problemi legati all’ipereccitabilitá di alcuni soggetti.
Esattamente come dare al cavallo del tempo al prato da trascorrere in libertà, anche il tipo di alimentazione può aiutare a calmarlo se chiuso in box diventa nervoso e propenso a sviluppare problemi comportamentali anche seri, come ad esempio il tic d’appoggio.
Non tutti i cavalli sono uguali per fortuna, e il tipo di vita che fa un soggetto con un indole calma e pacifica può non essere adatto ad uno più nevrile e viceversa, e questo include sicuramente anche il tipo di alimentazione e il modo in cui viene alimentato nel corso della giornata, come numero di pasti e orari di somministrazione.

È un po’ come chi pensa che sedare un cavallo tutti i giorni per riuscire a montarlo, sia l’unico modo per proteggersi. Ad esempio, un cavallo infortunato lasciato in box per molti giorni a solo fieno, non solo perderà completamente la sua forma fisica ma nel giro di poco diventerà intrattabile e di difficile gestione anche da terra, malgrado mangi comunque molto poco.
Gli ingredienti di alcuni concentrati dati in abbondanza possono in effetti incidere notevolmente sia sulla salute che sul comportamento di un cavallo, come può avere effetti devastanti il non dargliene abbastanza. Pensare di calare il cibo al di sotto dei fabbisogni fisiologici del cavallo, cercando di farlo diventare un agnello per risolvere dei problemi in sella, è concettualmente sbagliato. 

canstockphoto14983043-2
Skinny horse

Montare a cavallo dovrebbe essere un piacere da condividere proprio con l’animale, e non una battaglia dove bisogna difendersi rendendo innocuo il nemico.
I cavalli non sono mai nostri nemici!
In natura i cavalli brucano per buona parte della giornata e, anche se raramente possono imbattersi in qualche cereale o frutta, in genere la loro alimentazione si basa principalmente su vari tipi di erbe che sono in grado di selezionarsi da soli.
Naturalmente, come abbiamo già visto insieme in altre occasioni, questo sistema con cui si alimentano in natura i cavalli, non si avvicina minimamente a quello che succede in una scuderia.
La prima ragione è che noi ai cavalli chiediamo generalmente un lavoro che, anche se non troppo pesante, richiede comunque un certo dispendio di energia per far funzionare adeguatamente i muscoli, energia che ovviamente non possono ricavare solo da quello che otterrebbero dal pascolo o dal fieno. I cavalli che lavorano, infatti, hanno bisogno di integrare la dieta con fonti di energia accessorie al fieno, che in genere derivano dai carboidrati contenuti nei cereali o in alimenti “alternativi”. Questo comunque non toglie l’esigenza del cavallo di poter avere accesso al fieno in una quantità che quotidianamente raggiunga l’1,5-2% del suo peso.

Laminitis-Whats-Grain-Overload-Got-to-Do-with-It
Mix di cereali

Se non si ha ben chiaro questo, si rischia di dimenticare che nelle scuderie in cui si somministrano diete con alti livelli di cereali a scapito del fieno, i cavalli vengono privati dell’aspetto sociale e fisiologico dell’alimentarsi rispettando le loro caratteristiche di specie, e dunque masticando per un tempo sufficiente. Chi ha un occhio di riguardo in questo senso, cerca di mimare il più possibile quello che accadrebbe in natura mantenendo però uno standard alto, sia riguardo la gestione che il tipo di alimento che più vario è, meglio è.

Fieni misti, ad esempio, permettono al cavallo di fare una scelta sulle erbe che più gradiscono, che verranno consumate per prime, per poi lasciare il posto a quelle che gradisce di meno. 
Chi ha inventato i Paddock Paradise, ha strategicamente pensato di lasciare vari tipi di foraggio in diversi punti di un percorso, in modo da incentivare il movimento del cavallo e permettergli di mimare il più possibile il suo comportamento naturale, riducendo al massimo lo stress.

Creare un Paddock Paradise
Paddock Paradise

Quindi, un volta considerate tutte le possibili cause di comportamenti eccessivamente nevrili non legate all’alimentazione, come ulcere gastriche o altri problemi di natura fisica o comportamentale, è importante prendere in considerazione anche l’alimentazione del cavallo, soprattutto per quanto riguarda i concentrati. Generalmente nelle scuderie i cavalli si nutrono di fieno, cereali sfusi o sotto forma di mangimi bilanciati e altri prodotti che vengono magari somministrati dai proprietari sotto forma di supplemento. Tutti comunque contengono 3 nutrienti principali che sono le proteine, i carboidrati e i grassi, a cui bisogna aggiungere naturalmente vitamine e minerali. È giusto sapere come questi nutrienti incidano sul metabolismo dell’animale perché altrimenti si rischia di stigmatizzare i singoli alimenti inutilmente, pensando che siano loro la ragione delle “rallegrate” del cavallo.

soia 2
Soia

Ad esempio, l’idea che mangimi proteici “scaldino” i cavalli causando comportamenti sopra le righe è assolutamente sbagliata. Le proteine, infatti, sono fondamentali soprattutto per i cavalli in accrescimento e hanno un ruolo importante nello sviluppo della massa muscolare, ma non sono minimamente collegate all’energia dell’animale, che invece gli viene fornita dalle calorie e dunque dai carboidrati contenuti, appunto, nei concentrati. Il massimo dell’energia il cavallo la ricava, infatti, dal glicogeno e dai grassi.

Un eccesso di proteine nella dieta può venire metabolizzato ed utilizzato come fonte di energia, ma sicuramente non sono le proteine a causare da sole alterazioni del comportamento. L’effetto individuale degli aminoacidi (i 20 mattoncini che si uniscono in sequenze differenti per creare le proteine), sull’umore e il comportamento non sono stati ancora ben studiati nel cavallo anche se si sa, dagli studi sull’uomo e su altri animali, che uno di questi, il triptofano, come precursore della serotonina, un neurotrasmettitore contenuto in molti farmaci antidepressivi in umana proprio per i suoi effetti sull’umore e lo stato di benessere, viene utilizzato in molti integratori o alimenti per cavalli proprio per il suo effetto apparentemente calmante.
I carboidrati contenuti nei cereali, invece, sono i più colpevoli dei comportamenti eccessivamente “caldi” di alcuni cavalli. Questi ultimi si ottengono soprattutto dai cereali, vengono digeriti e assorbiti nel piccolo intestino, dove ci sarà un importante rilascio di glucosio ed insulina.
Le fluttuazioni del glucosio nel sangue sono proprio alla base delle modificazioni comportamentali.

Ma se lo zucchero nel sangue causa modificazioni comportamentali nel cavallo, perché non tutti i cavalli che mangiano cereali diventano intrattabili?

In realtà i cavalli presentano grandi differenze gli uni dagli altri rispetto alla capacità di digerire gli amidi e ovviamente questo incide molto anche sul loro comportamento. Sono i cavalli più sensibili e con un temperamento eccessivamente reattivo ad essere maggiormente a rischio di sviluppare problemi di questo genere, soprattutto se alimentati con diete ricche di calorie e povere di fieno.
I problemi sono quasi sempre legati alla quantità di cereali che si forniscono con la razione, che apportano ognuno la sua quota mediamente abbondante di carboidrati.
Modificazioni chimiche, a livello cerebrale e intestinale in risposta ad un certo tipo di alimentazione, non sono ancora state del tutto chiarite anche se sicuramente ci sono e hanno un ruolo importante riguardo molti comportamenti anomali, sommate sicuramente ad una gestione poco attenta e ad un lavoro insufficiente ed inadeguato.
Alcune ricerche hanno dimostrato che la stessa quantità di calorie fornite al cavallo attraverso una dieta ricca in carboidrati, dia una maggiore reattività agli stimoli rispetto alle stesse calorie fornite, invece, attraverso una ricca di grassi.
In realtà non è ancora del tutto chiaro se sono i grassi ad influire positivamente sul comportamento o semplicemente il fatto che una dieta ricca di grassi ovviamente ha al suo interno una quantità minore di cereali e dunque di amidi.
I grassi, anche loro prevalentemente assorbiti a livello del piccolo intestino, apportano una quantità di energia circa tre volte superiore a quella dei carboidrati. Quindi direi che sono stati troppo spesso sottovalutati, dato che forniscono energia senza dare i problemi che danno i cereali. I grassi forniscono un’energia più “fredda”, che dunque riduce l’ipereccitabilitá e la reattività ai singoli stimoli.

Non c’è bisogno di dar sempre la colpa all’alimentazione quando il cavallo modifica il proprio comportamento durante il lavoro. A volte si nutrono i cavalli come se dovessero fare un Gran Premio, per fargli fare solo un giretto in campo di poco più di mezz’ora e poi rimetterlo in box per tutto il resto della giornata. È proprio così che si sviluppano i grossi problemi con cui ho spesso a che fare.
Con l’occhio da medico agopuntore, focalizzato sull’energia, posso serenamente dire che è proprio quell’eccesso energetico, che il cavallo non può smaltire fermo nel box e con i pochi minuti al giorno di movimento, a causare i maggiori problemi comportamentali dei cavalli sportivi.

canstockphoto1047906-2

Non per questo è giusto, infatti, affamare il cavallo con diete sbagliate o insufficienti per, appunto, tenerlo tranquillo senza doversi preoccupare di prestargli qualche attenzione in più, soprattutto per quanto riguarda l’accesso al paddock, o un lavoro per lui più impegnativo ed appagante.
Se il cavallo comunque tende a scaldarsi troppo con i cereali, è importante rivederne la dieta con uno dei molti mangimi presenti al momento sul mercato, che hanno un tenore di cereali molto minore o addirittura assente. Questi mangimi specificatamente formulati, ricavano le calorie che servono all’animale da fonti alternative ai cereali quali, ad esempio, i grassi. L’unico problema è che sono più costosi e in genere meno appetibili per il cavallo, che potrebbe anche disdegnarle, soprattutto nel primo periodo.

Fieno

Diluire il fabbisogno quotidiano su tre o più pasti è un altro sistema per evitare che ci siano repentine fluttuazioni della glicemia nel sangue. 
Rimane sempre e comunque importantissimo fornire al cavallo, insieme al concentrato, una giusta quantità di fieno di buona qualità; se il fieno è buono e abbondante, in buona parte sopperisce da solo ai fabbisogni calorici del cavallo che andranno integrati solo con una ragionevole quantità di concentrato, che in porzioni più contenute sarà gestito meglio sia dall’apparato gastroenterico del cavallo che dal suo metabolismo.

I comportamenti sgraditi dei cavalli non sempre hanno un legame con gli alimenti che assumono, ma un ruolo possono sicuramente averlo, ed è quindi importante sempre indagare quello che mangiano. Se un cavallo è magro e ha problemi ad assimilare quello che mangia, aggiungendo concentrato alla razione si può alterarne il comportamento senza che lui riesca comunque a ingrassare.
È quindi importante considerare bene il singolo soggetto-cavallo e il suo temperamento, oltre a valutare assieme ad uno specialista che tipo di dieta sia adatta a lui, per riuscire a ricavare il massimo senza sovraccaricare l’animale di zuccheri potenzialmente dannosi per la sua salute e la sua psiche.

Hai trovato interessante questo articolo ?

allora ecco come puoi interagire con chi ha la stessa tua passione per i cavalli e l'equitazione
Vivaldi frost-2

Iscrivendoti al Blog

Se ti iscrivi al Blog entrerai nella mia mailing list e riceverai una email ogni volta che pubblicherò un nuovo articolo o un contenuto che può interessarti

Lasciando un commento

Mi piacerebbe sapere la tua opinione e se hai esperienze riguardo all'articolo da condividere con me e gli altri lettori

Condividendo l'articolo sui social

La condivisione crea dibattito che può' portare spunti di riflessione importanti per tutti quelli che hanno i tuoi stessi interessi

Condividi l'articolo

Cerca tra gli articoli l'argomento che ti interessa...

Chiudi il menu
×
×

Carrello

Psicologia&Comportamento - 3 eBook GRATIS

Nei 3 eBook troverai:

  • Come si sono evoluti i cavalli nei secoli
  • Le caratteristiche dei cavalli moderni
  • Le loro necessità fondamentali
  • Come soddisfarle anche in scuderia
  • I problemi gestionali più comuni
  • Come ovviare alla maggior parte dei problemi fisici e comportamentali dei cavalli