Combattere l’ulcera gastrica: le tre regole d’oro

picmonkey-collageCome vi ho raccontato nell’articolo della settimana scorsa (Aiuto! Il mio cavallo ha mal di stomaco), la gastrite e l’ulcera gastrica nel cavallo sportivo sono patologie molto comuni e debilitanti, che bisognerebbe sempre considerare quando si ha a che fare con un deficit di resa sportiva e un calo della condizione fisica. Vi ho descritto i sintomi più comuni, raccomandandovi di osservare sempre con molta attenzione il vostro cavallo per riuscire ad evidenziare comportamenti anomali che potrebbero, già da soli, dare un indicazione di un problema gastrico.

Questa settimana vorrei, invece, parlarvi più concretamente di quello che si può fare per prevenire e, nel caso il problema sia già emerso in maniera evidente sotto forma di patologia, curare il mal di stomaco nel cavallo.

Cosa possiamo fare quindi di concreto per prevenire l’ulcera gastrica nel cavallo?

  • Una corretta alimentazione: in termini di qualità del cibo (che spesso deve essere scelto con attenzione tra l’ampia offerta di mangimi studiati appositamente per cavalli con questi problemi), di quantità di concentrati* a pasto (i cavalli hanno uno stomaco piccolo in relazione alla loro mole che non è quindi in grado di accogliere grandi quantità di concentrati ad ogni pasto) e di tempi di somministrazione (se è necessario aumentare il dosaggio giornaliero di concentrati, bisogna aumentare il numero dei pasti, dividendo l’intera razione giornaliera in quantità più piccole, che non superino in genere il 1,5 kg).
Gorgo pranzo Piccolo
*Concentrato: tutto ciò che apporta un’ampia quota energetica al cavallo. In genere si tratta di cereali sotto forma di mix di fiocchi o di mangime.

Dare al cavallo da mangiare di frequente, con adeguate razioni, è alla base della buona salute dello stomaco.

Somministrare poco o troppo cibo ad intervalli di tempo tra un pasto e l’altro superiori alle 6 ore, aumenta esponenzialmente l’acidità del contenuto dello stomaco e diminuisce la quantità di saliva che viene prodotta con la masticazione. Questo interferisce notevolmente con la salute della mucosa gastrica, predisponendo il cavallo a sviluppare una o addirittura più ulcere.
Negli anni mi è capitato di vedere cavalli con la mucosa gastrica tappezzata di ulcere, e vi assicuro che non è una condizione rara.

Lasciando il fieno a disposizione per la maggior parte della giornata, si evita che lo stomaco rimanga vuoto per troppe ore consecutive. Questa strategia è ottimale per aiutare il pH dello stomaco a rimanere nel giusto range, evitando continui insulti della mucosa da parte dei succhi gastrici acidi.

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Reti per il fieno che ne rallentano molto l’assunzione

Se la preoccupazione dei cavalieri è quella che il cavallo mangi troppo fieno e dunque ingrassi eccessivamente, si può ovviare al problema utilizzando delle apposite reti che riempite di fieno ne rallentano molto l’assunzione, perché il cavallo non riesce a prenderne in bocca delle grosse quantità alla volta. In questo modo hanno fieno a disposizione per periodi di tempo più prolungati (anche tutta la notte), ma non ne mangiano più di quanto ne mangerebbero con i soliti 3 o 4 pasti di fieno al giorno.
Queste reti sono fatte apposta per questo uso e quindi costruite con un materiale molto resistente, oltre che semplici e veloci da riempire. Su internet ce n’è un ampia scelta ma quelle più comode, secondo me, sono quelle che si riempiono dall’alto e che si appendono al box in 2 punti, in genere con 2 moschettoni. Basta digitare su Google Hay Net e vi appariranno molti siti che le vendono on line. Vi consiglio, per praticità, di acquistarle in Europa, soprattutto in Inghilterra, e di non guardare i siti americani, altrimenti le spese di trasporto e i tempi di spedizione aumentano esponenzialmente.

ticchioPer altro, questo sistema, impedisce che il cavallo nel box per tante ore consecutive si annoi eccessivamente, rischiando di sviluppare problemi comportamentali noiosissimi ed estremamente debilitanti per la sua salute, come il tic d’appoggio o il ballo dell’orso.
Per altro tic d’appoggio e ulcera gastrica sono 2 problemi solitamente collegati.
Più il cavallo ha mal di stomaco più ticchia.

Per quanto riguarda l’alimentazione non bisogna mai dimenticare che, anche se nelle scuderie si tende per praticità a somministrare a tutti i cavalli lo stesso tipo di mangime, non è detto che sia adatto alla dieta di certi cavalli con problemi particolari, come il mal di stomaco.
Chi soffre di ulcera gastrica dovrebbe, infatti, mangiare una dieta povera di cereali perché gli amidi che contengono fermentano, creando acidi grassi volatili e acido lattico in grado di modificare le proprietà della mucosa gastrica, rendendola più impermeabile.
Inoltre, una dieta ricca di carboidrati aumenta la concentrazione di gastrina in circolo, ormone che stimola la secrezione gastrica nello stomaco, abbassandone ulteriormente il pH.
Una dieta ricca di cereali aumenta inevitabilmente l’acidità gastrica e quindi la possibilità per il cavallo di sviluppare un’ulcera.
Una volta era complicato formulare una dieta per cavalli senza che i cereali fossero l’alimento principale, ma oggi molti mangimifici offrono prodotti interessanti formulati appositamente per cavalli che soffrono di gastrite, proprio perché all’interno i cerali, anche se presenti, non sono l’alimento prevalente.
Assieme ad una gestione più oculata dell’alimentazione, i cavalli predisposti si possono aiutare somministrando quotidianamente degli integratori, studiati apposta per limitare i problemi di stomaco, in grado di proteggere la mucosa gastrica dall’eccessiva acidità.

Importante abituare gradatamente il cavallo ai nuovi sapori

Ci sono molti prodotti in Italia studiati per questo scopo, ma io sto molto attenta, oltre che naturalmente all’efficacia, anche all’appetibilità. Se a molti cavalli si aggiunge alla razione una polvere che non gradiscono, tendono a lasciare indietro tutto e questa situazione, soprattutto se hanno mal di stomaco, è controproducente.
Quindi, prima di acquistare un prodotto in confezioni grandi è sempre bene accertarsi, acquistando una confezione più piccola o provandone un po’ di qualcuno che già lo utilizza, che il cavallo lo gradisca e quindi lo mangi. Molti di questi prodotti, proprio per ovviare a questo problema, contengono degli appetizer che li rendono più gradevoli e dunque ben tollerati dal cavallo.
Uno di questi è sicuramente il Gastrocure della Candioli che contiene liquirizia e dunque, oltre ad essere efficace, è anche apprezzato dalla maggior parte dei cavalli.
Per abituarli al nuovo sapore però, è sempre bene aggiungerne poco alla volta alla solita razione di mangime o ad un pastone a base di barbabietole o cereali.
Anche prodotti formulati in pellet e non in polvere, come il Safegard della Equistro, vengono in genere assunti dal cavallo senza problemi.

  • Un training adeguato: il tipo di addestramento e di allenamento di un cavallo deve tenere conto sia della forma fisica dell’animale che della sua attitudine psicologica al lavoro. Se il cavallo non è fisicamente preparato a fare il lavoro che gli viene richiesto, svilupperà stress e di conseguenza sarà preda facile di problemi gastrici e, nei casi più gravi, di ulcera. Un dolore muscolare cronico da training inadeguato o un problema ortopedico che, malgrado non gli causi una marcata zoppia, lo obbliga a lavorare con dolore, sono spesso causa di stress, lo stesso sarà se l’addestramento si basa eccessivamente sui rinforzi negativi (punizioni quando il cavallo sbaglia) e non abbastanza sui rinforzi positivi (premi quando il cavallo fa bene quello che gli viene richiesto).

Inoltre, cavalli sottoposti a frequenti sforzi fisici, come i cavalli da corsa, hanno una maggior incidenza di ulcera gastrica per problemi puramente meccanici. Infatti, durante l’esercizio, la motilità dello stomaco si riduce mentre aumenta la pressione interna per causa della contrazione dei muscoli addominali e dello sforzo respiratorio. Questo è causa di una spremitura del contenuto acido dello stomaco nella regione aghiandolare, la più facilmente aggredibile, dove causerà un insulto diretto sulla mucosa.

  • Una gestione quotidiana che tenga conto delle reali necessità del cavallo: le cose più importanti sono la qualità del tempo libero, che non dovrebbe essere speso per la maggior parte del tempo in un box, e la possibilità di socializzare con gli altri cavalli (i cavalli sono animali sociali e per star bene hanno bisogno di interagire con i loro simili). Situazioni di confinamento forzato in box, in cui il cavallo non ha alcuna possibilità di interagire con i suoi simili e di conseguenza soddisfare le sue necessità primarie di “equino”, inducono delle modificazioni fisiche (stress) e chimiche (ormonali) alla base di serie alterazioni organiche.
    È stato infatti dimostrato, come cavalli obbligati a stare in box per più di 19 ore al giorno con poco fieno a disposizione, sviluppino una importante condizione di stress che, anche se per loro indole non manifestano apertamente, da comunque luogo a moltissimi problemi, tra cui lo sviluppo di alterazioni comportamentali come i tic e patologie serie come l’ulcera gastrica.

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    Fieno sempre disponibile anche al paddock

Qualcuno mi dirà che esistono molti cavalli che subiscono il confinamento in box, ma che patiscono meno di altri e non hanno problemi di stomaco. Questo è verissimo, ma come abbiamo visto prima, alla base di uno stomaco sano è fondamentale una strategia alimentare ragionata e fatta bene e un lavoro quotidiano che li tenga occupati e li faccia stancare.

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La gastroscopia

Quando il vostro cavallo conduce un certo tipo di vita in scuderia o è andato incontro di recente ad un cambiamento delle sue normali abitudini, e in concomitanza ha magari smesso di mangiare con l’appetito di prima o è dimagrito perdendo un po’ di lucentezza nel mantello, è sempre bene considerare la gastrite e, nei casi più gravi, l’ulcera come una possibile causa e interpellare il veterinario. Quando si ha un sospetto del genere si può procedere sottoponendo il cavallo ad una gastroscopia, esame che attraverso una piccola telecamera ci permette di “sbirciare” direttamente all’interno dello stomaco per valutare l’integrità della mucosa, oppure, dato che si tratta di un esame piuttosto costoso, se si ha un valido sospetto si può provare a trattare il cavallo alla cieca e verificare che tipo di risposta ha il cavallo alla terapia. Se il cavallo riprende a mangiare con gusto tutta la sua razione nel giro di pochi giorni,  vuol dire che siete sulla buona strada e che la terapia ha l’effetto desiderato.

La terapia per l’ulcera gastrica prevede in genere l’utilizzo di un principio attivo chiamato omeprazolo contenuto nei farmaci disponibili in Italia da somministrare per bocca, come il nuovo Gaster® dell’Acme, il Peptizole® della FM o il Gastrogard®, presente sul mercato già da diversi anni.
In alternativa, si può utilizzare un prodotto naturale meno costoso ma molto efficace a nome Protector della Scandinavia. Confezionato in tubo/siringhe monodose molto appetibili, se ne somministra in genere uno al giorno per bocca, anche se come terapia preventiva se ne può dare anche metà siringa.
La terapia per l’ulcera può durare anche molti giorni, e anche dopo che il problema si è risolto è bene continuare a prendersi cura dello stomaco del cavallo in via cautelativa, somministrandogli uno degli integratori di cui abbiamo parlato qualche riga più sù.

La dimostrazione di quanto questa patologia sia frequente e dell’importante impatto economico che ha sulla resa sportiva dei cavalli atleti, sta anche nella vasta offerta di prodotti, sia terapeutici che di mantenimento, creati specificatamente per questo problema.
Al di là, però, di quello che si può somministrare al cavallo, è sempre bene ricordare che una buona gestione quotidiana, sia in termini di alimentazione che di qualità di lavoro e di tempo libero, rimane sempre e comunque la strategia migliore per ovviare a questo tipo di problema. E anche nel caso ci sia la necessità di curare il cavallo per l’ulcera gastrica, diventa fondamentale eliminare la fonte di stress che l’ha generata, altrimenti il rischio di incompleta guarigione o di recidiva è sempre dietro l’angolo.

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