Overblanketing: la cattiva abitudine di coprire troppo i cavalli

Overblanketing

Anche se le temperature sono ancora piuttosto miti, i cavalli hanno già iniziato a mettere il pelo e molti sono già stati addirittura tosati.
Questo vuol dire che non manca molto tempo perché i cavalieri tirino fuori le coperte invernali ed inizino, poco alla volta, a creare strati su strati sulla schiena dei loro cavalli. 
Questo è l’overblanketing: la cattiva abitudine di coprire troppo i cavalli anche se non serve, creandogli un vero e proprio disagio, più che per il troppo caldo o il troppo freddo, per la somma del peso specifico di ogni singola coperta che devono portare costantemente sulla schiena.

Che io non ami coprire i cavalli all’inverosimile in inverno non è una novità, come d’altronde non lo è, per i ragazzi che lavorano con me, la mia fissazione per le coperte invernali. Quando ne vedo una che ritengo essere in qualche modo funzionale e innovativa, proprio non riesco a fare a meno di comprarla. Soprattutto se è confezionata con uno di questi tessuti tecnici all’avanguardia. 

Troppe coperte
Wiki.it

Il risultato è che ho l’armadio della scuderia che trabocca di coperte, ben di più dei vestiti che compro per me, e che alla fine dell’inverno spendo un capitale per farle lavare tutte. Anche perché le uso per i cavalli che ricovero in riabilitazione che, a mio avviso, non hanno coperte adatte: per praticità preferisco mettergli una delle mie. Probabilmente è una scusa per usarle, ma è anche vero che molti cavalli arrivano da noi con un corredo che non si addice né alla loro condizione fisica, né al loro benessere. 
Allora vi chiederete: cosa c’entrano le coperte con il benessere?

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Overblanketing

Chi ha avuto l’occasione di leggere i miei articoli, sa quanto sia importante per un cavallo sentirsi il più libero e meno impacciato possibile, proprio perché in natura qualsiasi cosa gli impedisca di correre veloce e dunque scappare da ciò che lo spaventa, è una subdola causa di stress.
Certo, non uno stress che si manifesta apertamente e che sia apprezzabile da tutti, ma ricordiamoci che loro non possono parlare per dirci come si sentono e che in questi casi dovremmo essere noi a metterci nei loro panni.

Un cavallo con addosso una prima coperta a contatto con il pelo, una seconda probabilmente di lana e sopra un ulteriore piumino anche pesante con in più, magari, anche fasce e sottofasce su tutte e 4 le gambe, ha secondo voi un aria felice? È come se noi uscissimo di casa con tre cappotti uno sull’altro e pure gli scaldamuscoli dentro agli stivali.

Cavalli al paddock
Alain
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C’è chi penserà che sono matta, in un senso o nell’altro: parte di voi sosterrà che i cavalli in natura non portano nessuna coperta e che coprirli è una forzatura dell’uomo non necessaria, mentre altri di voi penseranno che non si può evitare di agire in questo modo, perché i cavalli tosati o con poco pelo che lavorano tutti i giorni hanno freddo e dunque devono essere ben coperti.
Ai primi, fan del cavallo tutto natura, vorrei dire che i cavalli sportivi non sono quelli che girellano liberi nei prati del vicino di casa, ma sono atleti che necessitano di particolari attenzioni. Se non hanno avuto la possibilità di sviluppare un pelo da orso, una coperta non gli va assolutamente negata, se il clima è freddo.
Malgrado mediamente i cavalli non siano freddolosi io, ad esempio, a quelli che rimangono fuori nelle capannine anche di notte, alla sera metto sempre una coperta da paddock ben impermeabilizzata, per poi toglierla al mattino appena le temperature si rialzano.
Forse non ha molto senso, ma così non patiscono l’umidità della notte e, quando riposano rimanendo fermi a lungo, non si raffreddano eccessivamente; peraltro, prima di mettergli la coperta vanno spazzolati e questo è sempre una buona scusa per guardarli con maggiore attenzione.

A chi invece metterebbe coperte su coperte direi, appunto, che è giusto coprire i cavalli in inverno, soprattutto se sono tosati, ma senza caricarli di un peso esagerato sulla schiena, controproducente sia per la salute del cavallo che, come abbiamo visto, per il suo benessere psico-fisico.
E allora che fare?

I fratelli D’Inzeo probabilmente mettevano le coperte dell’esercito della seconda guerra mondiale sulla schiena dei loro cavalli, perché allora non esisteva nulla di meglio. Oggigiorno, per fortuna, ci siamo evoluti e i 20 kg almeno di coperte possono essere ridotti di più della metà, se ci si avvale di tessuti tecnologici capaci di prestazioni ottimali.

Fratelli D'Inzeo
Fratelli D'Inzeo 1952

E per prestazioni ottimali intendo coperte che mantengono la temperatura corporea impedendo la dissipazione del calore, senza pesare eccessivamente.
Un po’ come l’abbigliamento da sci per umani: non si vedono più sciatori imbacuccati con giacche e maglioni uno sopra all’altro, come l’omino Michelin, impedendogli di sentirsi completamente liberi e di divertirsi al massimo.

cavallo montato

In fondo noi ci siamo evoluti nel nostro abbigliamento, ed è giusto che lo si faccia anche per quello che non ci riguarda in prima persona, come i nostri cavalli. Tutto ciò che serve per montare a cavallo al meglio sembra, infatti, avere la priorità nella testa di molti cavalieri, che spenderebbero delle fortune in selle, sottosella, finimenti, stinchiere e quant’altro sia direttamente utilizzabile, continuando però a rimettere il cavallo in box con 

una valanga di coperte pesanti sulla schiena, non rendendosi conto del fastidio che gli procurano. È vero che ci sono cavalli più o meno freddolosi e che in molti non manifestano apertamente il disagio di questo bisogna tener conto, ma in realtà l’approccio con le coperte non è che cambi di tanto, perché le coperte più belle sono in grado di sopperire alle necessità termiche di ogni cavallo.

I tessuti tecnici sono, infatti, in grado di creare un cuscinetto di aria calda tra la pelle e la coperta stessa capace di mantenere l’animale in uno stato di comfort senza che sudi o abbia freddo.
Nella mia continua ricerca di soluzioni innovative che mi permettano di avere in scuderia cavalli coperti adeguatamente, senza che debbano patire alcun vincolo di movimento, ho pensato più volte che la soluzione migliore fosse di utilizzare un unico piumino di buona qualità e di un peso adeguato alle caratteristiche del cavallo: cavalli particolarmente calorosi o freddolosi, tosati, anziani, etc…

Love e Anna
Anche i gatti amano le coperte invernali
omino Michelin

Ma se non dovesse bastare per i cavalli tosati, cosa si può associare al piumino evitando, appunto, l’effetto omino Michelin?

Uso da diversi anni i prodotti Back On Track proprio per questa mia esigenza ma le loro coperte, avendo anche un efficace effetto terapeutico su schiena e spalle, per cavalli senza particolari problemi fisici possono risultare eccessivamente costose.
Recentemente però mi sono imbattuta in un prodotto molto più semplice ma assolutamente validissimo di cui vorrei parlarvi, perché assolutamente innovativo e con un costo alla portata di tutti.

Pina copertina 8
Copertina Ghibli

È una copertina della Ghibli Horse Underwear, azienda tutta italiana, nata con tecnica davvero innovativa. Si tratta di un “pigiamino” vero e proprio, confezionato con un tessuto tecnico elastico molto resistente. Rimanendo comodo ma ben aderente al cavallo sotto al piumino o ad altri tipi di coperte, favorisce lo sviluppo di un microclima molto favorevole tra il pelo e la coperta. Con un aspetto liscio all’esterno e garzato nella parte che è in contatto con la pelle, questa copertina, che non arriva a pesare 1 kg, oltre a tenere caldo il cavallo, è traspirante permettendo al sudore di affiorare in superficie, un po’ come fa il pile, previene le fiaccature soprattutto su petto e spalle, incubo di molti cavalieri, ed è molto comoda e leggera per il cavallo, caratteristica per me fondamentale. In più ha il grande vantaggio di non permettere al truciolo e alle altre lettiere di attaccarsi, rimanendo in ordine senza bisogno di essere continuamente spazzolata.
Quando è sporca si lava facilmente in lavatrice, operazione che dato il peso e le sue caratteristiche può essere fatta tranquillamente più volte nel corso di una stagione.

Molti di voi conosceranno già altri prodotti simili, ma quasi tutti con finalità differenti; tutine in lycra con anche il cappuccio utilizzate spesso nei Quarter Horse da gara per mantenere in ordine pelo e criniera, o altre che vengono utilizzate spesso per i cavalli da dressage e da concorso per proteggerli dalle fiaccature, causate, al garrese o sul petto, dalle altre coperte più pesanti, anche le migliori, quando sono a diretto contatto con la pelle.

Anti-fiaccature
Proteggi spalle

Molti anni fa avevo già una copertina simile che mi era stata regalata, confezionata con una lana pesante all’esterno e dell’agnellino sulla pelle. Questa antenata della copertina Ghibli, ai tempi mi sembrò fantastica, ma a causa dei materiali pesanti con cui era fatta, alla fine non l’ho più utilizzata perché non troppo confortevole per il cavallo. I cavalli, infatti, odiano sentir caldo, ce ne sono alcuni che pur di togliersi di dosso la causa del loro disagio, riducono le coperte a brandelli o, quelli più bravi, se le sfilano come il mago Houdini. Noi abbiamo Crigolo che è bravissimo a farlo, in tanti anni non sono mai riuscita a vederlo direttamente ma, dopo nottate in cui il clima era più mite, al mattino lo trovavamo “nudo” con la coperta in terra seppellita nel truciolo. Sono sempre stata affascinata da questi elementi così scaltri, e ancora adesso non ho idea di come facciano, ma bisogna considerare che questo comportamento è il loro modo per dirci che hanno caldo e che stiamo utilizzando coperte inadeguate e fastidiose.

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Ma qualcosa che mi entusiasmasse, concepito per essere messo sotto il piumino e aiutare il cavallo a mantenersi bello caldo anche in pieno inverno senza il peso di più coperte, qua in Italia prima d’ora non lo avevo trovato. È vero, sono fanatica del Made in Italy perché, come per le nostre reti Slow Feeder, ritengo che molte attrezzature siano fatte meglio e dunque durino più a lungo, giustificando i costi leggermente più elevati di quelle fatte, ad esempio, in Cina. Con i cavalli buttar via roba rotta o usurata continuamente, perché pagata il minimo e dunque più scadente, a mio avviso, non ha molto senso.
Quando si parla di cavalli, tutto ciò che è caldo e leggero va tenuto sempre ben in considerazione, proprio per garantire a loro il massimo del benessere e a noi, che li dobbiamo gestire tutti i giorni, il massimo della praticità. Riducendo il numero di coperte puntando su poche ma buone, infatti, i costi di gestione saranno più o meno gli stessi, ma tutto il tempo e la fatica che in inverno impieghiamo per mettere e togliere coperte pesantissime, a scapito della salute delle nostre spalle, si ridurrà notevolmente. 

Copertina Ghibli

Oltretutto, queste copertine della Ghibli, dotate anche di una pratica panciera, si possono lasciare sotto alla coperta da esterno quando si mettono i cavalli al prato, mantenendo il cavallo bello caldo anche nel passaggio tra la coperta da box e quella da paddock.
Come ho ribadito in diverse occasioni, il progresso e la scoperta di tessuti tecnici innovativi ci viene in aiuto per migliorare le condizioni di vita nostre e dei nostri cavalli, ed è quindi importante tenersi costantemente informati su quali siano le novità, così da evidenziare quelle che maggiormente possono fare al caso nostro.

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