Alimentiamoli bene: gli errori da non commettere

Gli errori alimentari che vengono fatti sui cavalli sono comunissimi e, a differenza di quanto in molti sono portati a pensare, hanno realmente un impatto negativo sulla loro salute, soprattutto sul lungo periodo. Anche in articoli precedenti ho preso in considerazione questo argomento per sottolineare quanto sia importante avere un’attenzione particolare non solo sul tipo di alimenti ma anche sulle quantità a pasto, che non devono mai essere eccessive, e sulle giuste abitudini per alimentare i cavalli.

Ma cosa può interferire realmente con i fabbisogni nutrizionali di un cavallo?

  • Un aumento delle necessità nutrizionali del cavallo si ha in fasi metaboliche particolari, come in lattazione o in crescita, o quando per cavalli in lavoro l’addestramento si fa più intenso, soprattutto vicino alle competizioni.
  • Malattie o infortuni possono influenzare notevolmente i fabbisogni di un cavallo. Ci sono cavalli in convalescenza che hanno bisogno di una dieta decisamente più sostanziosa di quella abituale, e cavalli che invece sono infortunati e quindi, fermi dal lavoro, devono mangiare meno.
  • Cavalli che hanno seguito un certo tipo di dieta per la maggior parte della vita potrebbero, con l’avanzare dell’età, modificare i propri fabbisogni, proprio perché il metabolismo cambia e inevitabilmente negli anziani si creano delle alterazioni nell’assimilazione dei nutrienti a livello intestinale.
  • Cavalli che vivono con condizioni ambientali particolari, ad esempio liberi al paddock in inverno, e quindi particolarmente esposti a freddo, vento e intemperie hanno decisamente delle richieste nutrizionali superiori rispetto a cavalli che vivono in scuderia al caldo.

Vediamo insieme quali sono i 4 errori alimentari più comuni che spesso vedo fare per poca conoscenza della fisiologia dei cavalli, ma anche per rendere più pratica e veloce la somministrazione quotidiana delle razioni da parte di chi manda avanti la scuderia, perdendo magari di vista le reali necessità dei cavalli che ci vivono.
Gli errori di pensiero più comuni spesso influenzano in negativo la salute di molti cavalli che si trovano con il tempo oggettivamente in difficoltà, soprattutto se sono soggetti con delle esigenze metaboliche particolari.

1 errore: una dieta uguale per tutti i cavalli della scuderia, che siano giovani, anziani o cavalli in lavoro

Cavalli di razza diversa, con età diversa e grado di attività diverso anche intuitivamente NON possono avere le stesse necessità nutrizionali. In fondo è uguale per noi umani… se siamo abituati ad una vita sedentaria non mangeremo come chi fa sport e si muove tutti i giorni.
Anche tra gli atleti le esigenze cambiano in funzione del tipo di attività che fanno: un cavallo da completo mangerà differentemente da un cavallo da dressage e viceversa.
Chi ha il diabete mangerà differentemente di chi è insensibile agli zuccheri. Lo stesso è per i nostri cavalli.
Un cavallo con resistenza all’insulina non può mangiare le stesse cose di uno che non ha questo problema.
Altra analogia: una persona con un metabolismo veloce (sicuramente non in sovrappeso) può mangiare cose che uno con un metabolismo più lento certamente non può, soprattutto se non vuole diventare grasso come un vascello.

I diversi tipi di concentrato (cereali e mangime) e i diversi tipi di fieno hanno proprietà nutrizionali molto differenti in termini di calorie, grassi e contenuto in fibra.
Penso davvero che oggi sul mercato ci siano alimenti adatti ad ogni “tipo” di cavallo e quindi non sia più difficile come un tempo alimentarli correttamente. Come per gli umani, anche i cavalli hanno un fabbisogno quotidiano di calorie per mantenere il giusto peso corporeo. 

Equiscale – disponibile sull’app store

Per valutare se quello che mangia è sufficiente, la prima cosa da fare è pesare il cavallo in modo da rendersi oggettivamente conto se c’è una perdita di peso anche minima, magari non osservabile ad occhio nudo.
Oggi ci sono calcoli molto semplici da fare, giusto prendendo poche misure al cavallo, per calcolare il peso in maniera abbastanza precisa senza per forza doverlo piazzare su una bilancia tutte le volte. Oppure potete utilizzare la mia app gratuita per iPhone (Equiscale), che con due semplici misure vi calcola il peso e ve lo tiene in memoria.
E poi ci sono cavalli che, a parità di peso, hanno bisogno di mangiare il doppio di altri per mantenersi in forma, proprio a causa di un metabolismo più attivo e del tipo di lavoro quotidiano che gli è richiesto di fare.
Come ho detto in molte altre occasioni, la cosa importante è non caricare esageratamente di cereali i cavalli che devono mangiare di più dandone grandi quantità in uno o due pasti, ma distribuire la quantità che serve in più pasti, facendo particolare attenzione all’alimento che si sceglie, sia fieno che concentrato. Cavalli in lavoro con esigenze nutrizionali importanti dovranno essere alimentati con mangimi che abbiano le giuste caratteristiche per loro, in quantità adeguate. 

Non si può sopperire a queste esigenze solo aumentando la quantità a pasto di un mangime di base, ma è indispensabile cambiare il tipo di mangime, fornendone uno con caratteristiche nutrizionali più adatte alle esigenze del cavallo in quel momento (I cavalli sono quello che mangiano). Pasti di cereali troppo abbondanti sono difficilmente digeribili dai cavalli, che hanno uno stomaco fisiologicamente non preparato per digerire troppi cereali tutti insieme, e dunque rischieranno con il tempo di sviluppare gastriti e ulcere. Il mal di stomaco è un problema che può colpire fino all’80% dei cavalli scuderizzati, un po’ a causa dello stress legato al lavoro (soprattutto nei soggetti più giovani), ma molto anche per gli errori nutrizionali che vengono fatti quotidianamente in scuderia.

2 errore: sottovalutare l’importanza della fibra nella dieta del cavallo

Troppo spesso ho visto cavalli alimentati con troppi concentrati (cereali e mangimi), e a cui vengono invece date razioni di fieno decisamente insufficienti. Questo è dovuto sicuramente all’attenzione che viene data in modo preferenziale al mangime, dimenticandosi di quanto sia importante la fibra nell’alimentazione dei cavalli.
Il fieno non è tutto uguale: in funzione del taglio, della provenienza e della qualità si può stimare il fabbisogno di ogni cavallo. In generale si può dire che un cavallo di 500kg debba mangiare almeno 15kg di fieno al giorno, anche se le quantità possono aumentare di molto per soggetti in lavoro o cavalle in gravidanza.
Se abitiamo in zone dove si produce fieno particolarmente ricco dal punto di vista nutrizionale, o siamo abituati ad acquistarlo così, è chiaro che dovremo stare attenti a non esagerare con il concentrato (cereali e mangime) nella dieta, perché il rischio è di far mangiare al cavallo troppi carboidrati e proteine, fino a generare dei seri problemi metabolici.
Paradossalmente, cavalli che abitualmente mangiano del buon fieno ricco e a cui non è richiesta alcuna attività fisica impegnativa potrebbero fare a meno dei concentrati e alimentarsi solo con quello. Questa è una realtà con cui io personalmente ho poco a che fare, perché vivo in una zona d’Italia dove si coltiva fieno di prato stabile con proprietà nutrizionali non in grado da sole di sopperire alle esigenze dei cavalli al pascolo, ma in altre zone della nostra penisola o in Francia, il fieno coltivato è molto più sostanzioso.

I cavalli sono “progettati” proprio per avere questo tipo di alimentazione e dunque sono in grado di ricavare il massimo dei nutrienti dalla digestione della fibra e quindi del fieno. L’aggiunta di concentrati sotto forma di cereali o mangimi preparati commercialmente, diventa comunque indispensabile per i cavalli in piena attività, per le fattrici in gravidanza o per i puledri in crescita.
Spesso chi ha molti cavalli che vivono al pascolo, non presta particolare attenzione alla qualità del fieno che acquista, pensando che tanto c’è l’erba a sopperire alle carenze nutrizionali di un fieno magro o addirittura scadente. In pascoli non eccessivamente grandi i cavalli, che non mangiano mai volentieri fieno troppo magro, polveroso e di cattiva qualità, tenderanno a rasare completamente tutta l’erba che c’è riducendo al minimo tutti i possibili nutrienti recuperabili dal pascolo. Il risultato sarà di cavalli non alimentati adeguatamente e pascoli distrutti, su cui farà una gran fatica a ricrescere dell’erba decente anche in primavera.
Alla fine, il rischio di dover spendere dei soldi in cure per i cavalli nutriti in maniera inadeguata potrebbe essere concreto e le spese sicuramente superiori a quanto si è risparmiato nell’acquistare del fieno scadente.

Facciamo un esempio: se una persona è abituata a mangiare cibo sano e ben bilanciato tra proteine, grassi e carboidrati e un giorno decide di cambiare tipo di dieta, cosa può accadere?  Intuitivamente ingrasserà e si sentirà con molta probabilità male se comincerà a mangiare molti grassi e zuccheri e invece dimagrirà se la nuova dieta sarà carente di calorie. In entrambi i casi la salute ne risentirà e per i cavalli avviene esattamente la stessa cosa.
Mangiare il foraggio è fondamentale per gli equini perché, metabolizzandolo meglio dei concentrati, riescono ad acquisire più nutrienti permettendogli così di limitare l’assunzione di esagerate quantità di cereali, spesso causa di problemi metabolici, gastrici e intestinali.
Inoltre, il cavallo per sua natura ha un bisogno fisiologico di masticare e se non ha a disposizione fieno o erba, tenderà a sviluppare vizi comportamentali fastidiosi, come masticare il legno del box in scuderia o, se è fuori al paddock, degli alberi o delle staccionate, o con il tempo sviluppare problemi legati alla noia come il tic d’appoggio.
Alla fine chi più spende meno spende, perché di un fieno di miglior qualità ce ne vorrà meno per saziare e alimentare un cavallo e comunque, come dicevo prima, sarà minore la quantità di concentrati necessaria a sopperire a quello che manca al cavallo per avere tutto ciò che gli serve a livello nutrizionale.
Fieni scadenti che costano poco sono in genere tagliati troppo maturi e per questo motivo sono ricchi in lignina che li rende, oltre che scarsi di nutrienti, anche duri e poco appetibili per il cavallo che non ne mangerà sicuramente a sufficienza.
Quindi per prima cosa pensate alla qualità del foraggio, il più importante alimento per i cavalli.

3 errore: affamare i cavalli sovrappeso nel tentativo di farli dimagrire

È vero che certi cavalli sono oggettivamente sovrappeso e che sembrano assimilare anche l’aria, ma tenerli eccessivamente a dieta può essere addirittura controproducente. Nei cavalli, ma anche in noi umani, la continua sensazione di fame è causa di stress con un rilascio di ormoni corticosteroidi in grado di peggiorare la situazione. Inoltre, il fisico di un cavallo che sente fame per lunghi periodi rallenterà il suo metabolismo, mettendosi fisiologicamente nelle condizioni di bruciare meno calorie e di conseguenza immagazzinare tutto quello che può per far fronte a quello che ai suoi occhi sembrerebbe un periodo di “carestia”.
In più i cavalli hanno bisogno di masticare continuamente per sentirsi appagati e il non avere cibo a disposizione, oltre a farli sentire sempre affamati, li fa annoiare con il rischio di sviluppare tutta quella serie di vizi comportamentali che abbiamo visto prima.
Quindi nel caso di un cavallo in sovrappeso non sarà necessario ne particolarmente utile limitare troppo l’assunzione di cibo, ma sarà importante variare le abitudini alimentari, sia per quanto riguarda il tipo di concentrato (mangimi a basso contenuto di carboidrati) che il fieno e il pascolo. Fieni troppo ricchi in proteina come l’erba medica e mangimi formulati per avere un alto valore nutrizionale non andranno bene per questi cavalli, che dovranno invece mangiare del cibo più “dietetico”. In questo caso più che mai, l’abitudine di utilizzare reti da riempire con la giusta razione di fieno da appendere nel box o nel paddock è ottima, perché mima il normale comportamento alimentare dei cavalli al pascolo rallentando notevolmente l’assunzione del fieno: in questo modo la razione durerà molto più a lungo e il cavallo non proverà fame pur mangiando una quantità di fieno adeguata in funzione del suo peso e della sua attività.

Dalla rete il fieno si mangia più lentamente

4 errore: pensare che la proteina “scaldi” troppo i cavalli

La proteina nella dieta non è indispensabile solo per i puledri in crescita ma anche per i cavalli adulti, a cui è importante fornirla all’interno di un mangime ben bilanciato. Una giusta quantità di proteina nella razione serve per il metabolismo dei nutrienti oltre allo sviluppo osseo e muscolare durante la crescita e il lavoro.
La maggior parte dei cavalli adulti ha bisogno di circa l’8-10% di proteina all’interno della razione, ma cavalli in crescita, cavalle in gravidanza e poi in lattazione, e i cavalli anziani la percentuale si alza di molto, anche oltre il 14%. I puledri per costruirsi una buona impalcatura ossea e muscolare hanno bisogno degli aminoacidi, i mattoncini di cui sono fatte le proteine, altrimenti il loro fisico rimarrà indietro di crescita e una volta adulti ne pagheranno le conseguenze. Negli anni ho visto tantissimi puledri da corsa non alimentati correttamente che a due o tre anni sembravano averne uno e che chiaramente non potevano essere performanti, soprattutto da più giovani, sviluppando molte problematiche ortopediche in più rispetto ai loro coetanei alimentati correttamente.
Cavalli con una grande pancia e uno sviluppo muscolare insufficiente spesso sono alimentati con una dieta troppo  povera di proteina. 

Questo è tipico di cavalli che mangiano solo fieno di prato stabile. Per cavalli in crescita, cavalli in lavoro (anche lavoro non particolarmente impegnativo), e cavalli anziani lasciati a fare la loro pensione al prato, è dunque sbagliato dare solo fieno da mangiare, soprattutto se si tratta di un fieno povero in proteina, come la maggior parte del nostro fieno italiano. Per l’alimentazione dei cavalli più anziani le proteine hanno infatti un importanza particolare. Negli anziani il metabolismo è rallentato e l’assorbimento a livello intestinale dei nutrienti è ridotto (un po’ per una masticazione non al 100% e un po’ per problemi di assimilazione legati all’età), e dunque quando si decide la loro alimentazione è importante tenere in considerazione questi fatti, soprattutto se non si vuole vedere i cavalli più anziani dimagrire a vista d’occhio non capendone la causa.
Non ha importanza se questi “pensionati” non lavorano più, perché il problema è lo stesso e non è assolutamente legato al grado di attività ma all’età dell’animale.
È un dato di fatto: gli anziani hanno bisogno di un occhio di riguardo in più da parte del proprietario rispetto ai cavalli più giovani, anche se sono in pensione.
In questi casi ha molta importanza avvalersi di mangimi formulati adeguatamente per far fronte alle necessità degli anziani, stando attenti che spesso quelli formulati per cavalli in intensa attività sono esageratamente ricchi di carboidrati e potrebbero non andare bene.
Per i cavalli più anziani, come per i puledri in crescita e le fattrici in lattazione, un integrazione nella dieta con del fieno di erba medica è molto efficace perché consente di stare alti con la proteina senza dover aumentare eccessivamente la quantità di concentrati, difficilmente digeribili. Io personalmente non do mai solo fieno di erba medica, altrimenti si rischia di esagerare e poi i cavalli fanno fatica a riabituarsi a mangiare il fieno “normale”, a causa della decisamente minore appetibilità. Ma un pasto o due con l’erba medica fanno davvero la differenza per questi cavalli, sempre che abbiano denti sani e nessun problema di masticazione.

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Le coperte: ma i cavalli le amano?

Già a settembre i cavalli in molte scuderie, hanno addosso almeno una coperta. Magari non fa ancora freddo ma una copertina, anche leggera, è d’obbligo. E le motivazioni sono tantissime, anche se, la più gettonata, è sempre “se no gli cresce il pelo e suda”.

Nessuno si è mai chiesto perché a settembre gli cresca il pelo, anche se la temperatura esterna è la stessa di agosto?

Senza tediarvi sulla fisiologia e sull’influenza degli ormoni, vi basti sapere che la crescita del pelo non è dettata solo dalla temperatura esterna, ma anche dalle ore di luce che ci sono nel corso della giornata.

Da settembre in avanti le ore di luce diminuiscono e il pelo inizia a crescere.

In inverno, qua in scuderia, non facciamo che mettere e togliere coperte perché molti dei cavalli che sono ricoverati da noi le devono portare. Non tutti sono tosati, ma vanno comunque protetti dal freddo e quindi, sia in scuderia che al paddock, li teniamo coperti. Abbiamo coperte da box e coperte da paddock impermeabili che alterniamo durante la giornata.

Ma quante coperte insieme è giusto mettere ad un cavallo perché stia caldo?

Per rispondere a questa domanda inizio subito con il dirvi che personalmente è molto raro che metta più di 1 coperta alla volta. Se proprio arrivano tosati quasi a pelle e temo che prendano freddo, magari di notte ne aggiungo una più leggera sotto al piumino, ma è raro. Meglio un unico piumino più pesante perché, a mio avviso, 2 coperte sono eccessive, figuriamoci 3! Si, perché qualcuno ne mette addirittura 3 con il risultato di avere dei cavalli imbalsamati nel box che fanno fatica anche a muoversi.

Avete mai preso in mano una coperta invernale per cavalli?

Non è leggera, anzi… Pensate di averne 3, una sopra all’altra sulla schiena la maggior parte della giornata. Non credo che sarebbe piacevole, sarebbe come portarsi sempre qualcuno, che pesi una ventina di chili almeno, sulla schiena. Se poi ci aggiungete le fasce su tutte e quattro le gambe otterrete sicuramente un cavallo che non si sentirà molto libero nei suoi movimenti.

I cavalli non sono animali freddolosi, si sono evoluti in aree della terra molto fredde e quindi preferiscono di gran lunga il freddo al troppo caldo. Credo che proprietari e cavalieri che amano abbondare con le coperte, lo facciano per un loro istinto inconscio che gli fa pensare che se non li coprono abbastanza non li proteggono abbastanza, non tenendo in considerazione però quelle che sono le loro reali esigenze.

Un cavallo troppo coperto si non sentirà abbastanza libero di scappare davanti al pericolo, esigenza fondamentale per il suo benessere di animale da fuga.

Bisogna sempre riuscire a mediare tra il coprirli abbastanza perché rimangano in salute e il farli sentire bene. Quello che io in inverno temo di più non è il freddo in sé, ma gli sbalzi termici che sono causa frequente di problemi respiratori e di coliche intestinali.

Un paio di stagioni fa mi hanno portato in clinica un cavallo infortunato tosato così tanto da essere praticamente nudo. Aveva con sé solo una coperta di cotone, così io di notte ne ho aggiunta una più pesante. Non l’ho coperto eccessivamente perché speravo di vedergli crescere il pelo più velocemente, ma invece dopo 2 mesi il pelo era cresciuto pochissimo. Evidentemente le coperte che gli mettevamo erano sufficienti a tenerlo caldo e il suo fisico non sentiva l’esigenza di proteggersi ulteriormente. Tra il pelo e la coperta si crea sempre uno strato di calore che rimanendo a contatto con il cavallo è spesso sufficiente a tenerlo caldo.

Gli animali, per proteggersi dal freddo, oltre che farsi crescere il pelo, si creano uno strato d’aria tra il pelo e la pelle che fa da isolante e fa sembrare il pelo, se non è stato tosato, molto più folto di quello che è realmente.
Per questo con i primi freddi avete l’impressione che al cavallo cresca il pelo in una sola notte…

Negli anni ho anche visto cavalli che di portare la coperta proprio non ne volevano sapere, gliela mettevi alla sera e la mattina li ritrovavi nudi con la coperta distrutta in un angolo del box. Questi soggetti, sono convinta che vedano coperte e fasce come una eccessiva limitazione alla loro libertà e che cerchino di liberarsene applicandosi al massimo.

Molti altri cavalli però, amano molto avere addosso una coperta quando fa freddo, ma 2 o addirittura 3 sono sicura che le sopportino mal volentieri. Vi ricordo che i cavalli per loro natura è raro che esteriorizzino il disagio, quindi sembrano star bene anche quando magari c’è qualcosa che gli da fastidio.

Atri soggetti più di carattere, invece, cercano di segnalarvi il loro disagio come possono. La mia Peppina, per esempio, tutte le volte che le mettevo la coperta digrignava i denti in segno di disapprovazione, facendomi ben capire quale fosse il suo pensiero a riguardo. Così quando ha smesso di fare le gare, ha smesso anche di portare la coperta con sua grande gioia.

E allora che fare per proteggerli dal freddo, soprattutto se sono tosati, senza sovraccaricarli di coperte?

A me piacciono molto i “pigiamini”, delle copertine leggere fatte di tessuti tecnici che rimanendo aderenti al cavallo favoriscono la creazione di un microclima molto favorevole tra la pelle e il tessuto della coperta. Sopra a questa copertina generalmente si mette una coperta di piumino e il peso delle due coperte, una sopra all’altra, non è eccessivo.

In più posso dirvi che anche per i cavalli, come per noi umani, fanno adesso delle coperte con tessuti a mio parere eccezionali, perché pesano poco ma tengono caldissimo e quindi, anche da sole, tengono caldo il cavallo senza gravargli eccessivamente sulla schiena.

Ogni volta che in inverno avete la necessità di coprire il vostro cavallo pensate anche al suo benessere tenendo in considerazione:

  • Il numero delle coperte: troppe coperte pesanti una sopra all’altra gravano molto sulla schiena del cavallo.
  • La qualità e il peso delle coperte: bastano meno coperte di qualità migliore.
  • Il benessere del cavallo: i cavalli sono a disagio se si sentono impossibilitati a muoversi come vorrebbero.

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