Guarire senza fermarsi… con l’underwater treadmill!

Per affrontare con razionalità e competenza un infortunio del proprio cavallo, è importante avere consapevolezza dei metodi e delle tecniche riabilitative più moderne a disposizione, in modo da ottenere il maggior recupero possibile nel tempo più breve.
Il cavallo, con una carriera agonistica di qualsiasi tipo, è principalmente un atleta e come tale va gestito e trattato. Unire alle migliori terapie mediche o fisioterapiche un percorso riabilitativo vero e proprio, gli consente di guarire al meglio senza subire lunghi periodi di confinamento in box. Sopportare lunghi periodi forzati in box muovendosi solo pochi minuti al giorno al passo, è per il cavallo molto stressante dal punto di vista psicologico e assolutamente controproducente da quello fisico.
Per sottoporre il cavallo a esercizi mirati al ripristino della normale funzionalità dell’area infortunata senza che perda la forma fisica, facendo in modo che abbia psicologicamente la sensazione di “lavorare”, l’attività motoria in acqua (acquaterapia) è incredibilmente efficace.

Per acquaterapia si intende l’insieme di tutte quelle terapie riabilitative che sfruttano l’acqua e i suoi molteplici benefici.

Nell’acqua, il cavallo ha la possibilità di muoversi riducendo dal 40% al 100% il proprio peso corporeo: questo significa non gravare eccessivamente sugli arti infortunati e ottenere il recupero funzionale mantenendo l’allenamento e riducendo notevolmente la possibilità di recidive.
In acqua, oltre ad un aumento del grado di motricità, l’animale ha una maggiore mobilità dei tessuti molli, una modulazione e riduzione del dolore legata alla stimolazione dei meccanocettori presenti sulla superficie corporea da parte delle forze idrostatiche e una riduzione dell’attrito articolare e del gonfiore.

Oggi le terapie riabilitative in acqua più sfruttate sono la piscina, il treadmill in acqua e le vasche idromassaggio, oltre a mezzi più semplici ma comunque efficaci, utilizzati spesso in passato dai vecchi uomini di cavalli, come far camminare i cavalli sulla riva del mare (nel sud Italia questo si fa ancora soprattutto nei mesi invernali) o sostare nell’acqua gelata dei torrenti vicino a casa.

Anche se in Italia siamo ancora indietro rispetto ad altri paesi europei nello sfruttare queste terapie con i cavalli atleti, fino a pochi anni fa la piscina era comunque il mezzo più comune.
In piscina il peso dell’animale è eliminato del 100% ma, non essendo il cavallo un animale adatto a nuotare, a causa del suo peso e della sua mole, costringerlo a rimanere a galla può essere per lui molto stressante. Infatti, anche se in molti casi si usano apposite ciambelle per aiutarli a tenere la testa fuori dall’acqua, questo esercizio oltre a creargli evidenti difficoltà respiratorie, lo costringe a mantenere un innaturale atteggiamento di lordosi alla schiena e ad effettuare con i posteriori flessioni ed estensioni esagerate, spesso dannose per garretti e grasselle.
Per questo motivo le sedute in piscina non sono mai più lunghe di 5 minuti. 

Nel treadmill in acqua, invece, il cavallo ha la possibilità di muoversi riducendo dal 40% al 60% il proprio peso corporeo: questo significa non gravare eccessivamente sugli arti infortunati e ottenere il recupero funzionale mantenendo l’allenamento e riducendo notevolmente la possibilità di recidive.

Nella vasca, riempita d’acqua fino all’altezza desiderata, il cavallo viene sottoposto ad un esercizio idrocinetico controllato in linea retta. Sia l’altezza che la temperatura dell’acqua e la velocità del tappeto, vengono stabilite di volta in volta dall’operatore in funzione del problema del cavallo. 

Quando è indicato l’uso del treadmill in acqua?

  • Lesioni tendinee e legamentose
  • Recupero dopo interventi artroscopici
  • Incrementare lo sviluppo muscolare
  • Ripristinare la simmetria delle masse muscolari
  • Nel periodo di convalescenza dopo un intervento di colica

Nel caso di un intervento di colica, sottoporre il cavallo a una serie di sedute nel treadmill in acqua, una volta che la ferita è ben chiusa, è molto utile per mantenerlo in movimento, senza il rischio che un esercizio esagerato e poco controllato possa alterare il normale processo di guarigione.

Nel treadmill in acqua, l’attività metabolica è prettamente di tipo aerobico (ridotta produzione di acido lattico), con una stimolazione costante dell’attività cardiovascolare che si traduce in una maggiore efficienza fisica con meno stress muscolare.
Normalmente si sottopongono i cavalli in riabilitazione a sedute quotidiane di circa 20-25 minuti ciascuna, con l’acqua ad un’altezza che viene stabilita in funzione della necessità riabilitativa del cavallo. Infatti, l’altezza dell’acqua può influenzare il grado di flessione di ciascuna articolazione e può essere quindi usata per lavorare specificatamente sulle articolazioni che interessano.

La maggior parte dei cavalli in riabilitazione che ho avuto qua da noi in clinica, hanno eseguito quotidianamente la seduta di acquaterapia nel treadmill senza alcun problema. Inizialmente devono prendere confidenza con il tappeto e con l’acqua, ma lo fanno sempre con facilità e in 2 o 3 sedute generalmente affrontano i minuti della terapia con serenità, impegno e anche un certo grado di divertimento.

Infine è importante nominare anche le Spa, delle vere e proprie vasche idromassaggio dove il cavallo viene semplicemente immerso in acqua, sia fredda che calda secondo le esigenze, spesso addizionata con sale.
La forza di queste vasche è proprio l’acqua salata secondo me: nei treadmill l’acqua non si può salare senza che i meccanismi della macchina si rovinino nel giro di pochissimo tempo. In Germania e in nord Europa ce ne sono molte di Spa e l’utilizzo è legato maggiormente alla risoluzione dei problemi di natura ortopedica delle zone basse delle gambe come tendiniti e desmiti inserzionali, problemi articolari e problemi ai piedi. In queste vasche l’acqua, grazie ai getti sotto pressione, crea vortici benefici nel promuovere la circolazione sanguigna anche in aree normalmente poco irrorate. Questo tipo di terapia, utilizzata spesso come defaticante per cavalli reduci da competizioni importanti, si rivela molto efficace anche per ridurre gonfiori e per sfiammare e viene sfruttata anche per promuovere la guarigione di tagli e ferite.

Piscina e treadmill in acqua invece, non sono permessi ai cavalli con infezioni cutanee o ferite perché, nonostante l’acqua venga trattata e disinfettata, non può essere certo considerata pulita abbastanza per una lesione aperta e il movimento inoltre potrebbe recare danno ad una eventuale sutura. Per questo motivo, prima di sottoporre il soggetto a una di queste terapie, è sempre importante valutare che non vi siano ferite aperte, sia chirurgiche che non, ed eventualmente il loro grado di guarigione.

Bisogna sempre aspettare che la ferita sia ben chiusa prima di cominciare le sedute in acqua.

Importantissimo precisare che l’acquaterapia va sempre attuata sotto stretto controllo veterinario. Infatti il cavallo, sia prima di essere sottoposto a sedute nel treadmill o in piscina, che durante tutto il periodo di terapia, deve essere accuratamente valutato e seguito dal medico per valutare i progressi o eventuali problematiche.

Centro Veterinario Le Cicogne – Fisioterapia e Riabilitazione dei cavalli sportivi

 

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