Emergenze e farmaci: quali tenere a portata di mano

La gestione di un’emergenza in campo, sia che coinvolga uno o più cavalli, richiede sempre un intervento tempestivo da parte di chi è sul posto in quel momento, nell'attesa che…

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Anche i cavalli sportivi hanno bisogno delle vacanze…

Per chi va a cavallo, la primavera e l’inizio dell’estate sono i periodi dell’anno più impegnativi, soprattutto perché le gare si concentrano maggiormente quando le temperature sono più miti e il tempo diventa più bello. Molti cavalli si trovano dunque a lavorare più intensamente del solito e a viaggiare di più, proprio in un momento in cui caldo e insetti possono diventare per loro davvero difficili da sopportare.

Lo dico sempre che i cavalli amano autunno ed inverno e molto, ma molto meno l’estate, proprio per queste ragioni. In più, per i cavalli più fortunati abituati a stare ogni giorno qualche ora fuori, a causa degli insetti l’accesso al paddock viene inevitabilmente limitato a poche ore presto alla mattina. In più lavorare con il caldo ed elevati tassi di umidità, anche se ci si sforza di farlo nei momenti più freschi della giornata, è per loro fisicamente molto più impegnativo. Molti cavalli con il caldo rendono meno perché sudando molto tendono a disidratarsi e in più, durante la notte, anche le zanzare non gli permettono di riposare a sufficienza.

Ci pensiamo poco ma anche loro hanno bisogno di riposare una quantità di ore adeguata, altrimenti il giorno successivo non saranno abbastanza “freschi” per lavorare al meglio. Detto questo, diventa lecito pensare che anche loro, come noi, abbiano bisogno ogni tanto di andare in vacanza

E allora perché non programmare per loro delle vacanze degne di questo nome, proprio nel periodo in cui ci andiamo anche noi?

D’estate siamo tutti mediamente più stanchi e mentalmente proiettati proprio sulle vacanze, vicine o lontane che siano. Le vacanze, infatti, rappresentano una vera e propria fuga dalla quotidianità e quindi anche dallo stress e dalle eventuali preoccupazioni. Insomma, un’oasi di benessere dove dedicare tempo a se stessi e agli amici, immersi nelle attività che più ci piacciono e ci ricaricano, qualcosa che si allontani dalla routine quotidiana.

Per i nostri cavalli non è diverso…

Staccare dal solito tran tran, ha anche per loro un’importanza che spesso si tende a sottovalutare.
I cavalli non sono in generale molto bravi a comunicarci stress e disagio, ma siamo noi “umani” che dobbiamo avere sempre a mente quanto lavoro ed impegno gli richiediamo durante il corso dell’anno e che anche loro hanno, come noi, il diritto di trascorrere dei periodi lontani da tutto questo. Un periodo di stop dal lavoro può diventare un valido alleato nel mantenere il cavallo in salute, soprattutto se associato a terapie mirate, riabilitative o di supporto che siano.
Se il cavallo soffre di problemi fisici, come ad esempio le ulcere gastriche, o ha un problema ortopedico che magari si trascina da tempo perché, per ragioni legate al calendario delle gare, non è stato possibile dargli del riposo dal lavoro e dalle competizioni per un periodo abbastanza lungo, questo diventa decisamente un buon momento per intervenire in maniera efficace.

La vacanza di un assiduo cavaliere, peraltro, tende inevitabilmente ad avere delle conseguenze sulla vita immediata del cavallo; ripercussioni che, a seconda di come verrà gestito questo periodo di “separazione”, potranno essere positive ma anche molto negative. La nostra vacanza, infatti, può diventare un periodo davvero odioso per quei cavalli che si ritrovano a patire lunghi confinamenti in box, perché nessuno si prende la briga di metterli al paddock o in giostra nelle ore più fresche o muoverli alla corda o montati.

Il rischio che ad agosto nei maneggi ci sia del personale in vacanza è piuttosto alto, dunque chi rimane in scuderia di solito ha da gestire molti più cavalli del solito, spesso tralasciando attenzioni che da molti vengono considerate superflue.

In più, la consapevolezza di essere in vacanza a divertirsi sapendo che il proprio cavallo è sacrificato nel box con un caldo pazzesco fa, nei proprietari più attenti, provare un sentimento di leggero senso di colpa che inevitabilmente influirà sulla piena serenità delle vacanze. Il senso di colpa è, infatti, correlato all’altruismo e all’empatia per gli stati psicologici in cui si trova chi ci sta più vicino, e quindi inevitabilmente anche i nostri equini, nostri amici e compagni di avventure.

E allora che fare?

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Caldo e insetti: è un dovere proteggere i nostri cavalli

Maschere insetti

Con la primavera e l’estate andiamo incontro al periodo più difficile per i cavalli perché in posti circondati dal verde, come può essere il nostro, oltre a dover combattere con il caldo estivo, si trovano ad essere preda di svariati insetti, che non gli danno pace. Soprattutto i nostri cavalli sportivi, nati e cresciuti nella bambagia e accuditi in scuderia, quando si ritrovano a dover combattere con moscerini, mosche e, quando inizia il caldo afoso, anche con i tafani, possono andare incontro ad enormi problemi.

E allora che fare?

Sicuramente non bisogna farsi prendere dal panico e rinchiudere i cavalli nei box tutto il giorno, ma si deve trovare il sistema per proteggerli dagli insetti, sia dentro la scuderia che soprattutto all’esterno. Vi ho parlato anche di interno, perché a differenza di quello che si può credere, in alcuni periodi dell’anno, quando ancora non fa tanto caldo, mosche e moscerini possono trovarsi addirittura meglio all’interno della scuderia e, in quel caso, diventa importante proteggere il cavallo anche quando è nel box.
Naturalmente la quantità di insetti e la loro aggressività dipendono soprattutto da 2 fattori:

  • La località in cui ci si trova e le condizioni atmosferiche: soprattutto caldo e umidità
  • I diversi orari della giornata: di notte e quando è nuvoloso la situazione per i cavalli è migliore

Qui in clinica già da marzo ci troviamo costretti a proteggere i cavalli dai moscerini (che ormai vivono addirittura fino a Novembre inoltrato), con maschere che coprono sia occhi che orecchie. I moscerini, anche se non hanno potenti pungiglioni e alla fine non fanno grandi danni ai cavalli, sono per loro comunque fastidiosissimi perché si infilano nelle orecchie e negli occhi senza dargli tregua. Non hanno bisogno di temperature molto alte per vivere, per questo sopravvivono anche in autunno quando noi abbiamo già bisogno di golf e giacche pesanti. Per altro, quando gli inverni sono miti, in primavera sono più allegri e rigogliosi di sempre. Noi qui li odiamo davvero perché nei periodi in cui i cavalli starebbero benissimo al paddock, perché le temperature sono molto gradevoli e c’è tanta erba da mangiare, loro arrivano e ci rovinano la festa.

Ma ormai ci siamo attrezzati e sappiamo come proteggere al meglio i nostri cavalli.

Non bisogna mai, infatti, dimenticarsi di metterli fuori con maschere di rete che coprano, appunto, orecchie e occhi. Anche se gli occhi sono umidi e attraggono tantissimi insetti, la cosa più importante in realtà è coprire le orecchie perché i cavalli diventano matti quando sentono gli insetti che gli ronzano intorno, perciò non comprate maschere che coprono solo gli occhi (in commercio ce ne sono diverse), perché in realtà non servono a molto.

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