Non è il caldo… Ma i cambiamenti improvvisi!

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Una delle cose più importanti da capire nei cavalli sportivi è che il caldo non rappresenta soltanto un “fastidio” o una semplice difficoltà ambientale. Quando iniziano ad aumentare le temperature cambiano realmente il metabolismo, il consumo energetico e il modo in cui il corpo gestisce lavoro muscolare, idratazione e dispersione del calore.

Molti proprietari continuano far lavorare il cavallo esattamente come poche settimane prima, senza rendersi conto che l’organismo sta già lavorando molto più di prima, semplicemente per mantenere stabile la temperatura corporea. Una parte dell’energia che prima veniva utilizzata quasi esclusivamente per la prestazione atletica inizia infatti ad essere impiegata per dissipare calore attraverso sudorazione, aumento della frequenza respiratoria e modificazioni della circolazione periferica.
Il problema è che tutto questo spesso inizia prima che il caldo venga percepito da noi come realmente “pericoloso”. Non servono necessariamente le giornate torride di agosto. I primi sbalzi di temperatura sono spesso i momenti più delicati, soprattutto in questi ultimi anni in cui davvero sembrano non esistere più le mezze stagioni. Il cavallo non ha, infatti, ancora completato il proprio adattamento fisiologico alle nuove condizioni ambientali.

Per questo motivo conoscere cosa accade dal punto di vista metabolico durante i primi caldi non è solamente una curiosità teorica. Significa capire perché alcuni cavalli improvvisamente recuperano peggio, sudano molto di più, perdono appetito, diventano più stanchi o iniziano ad avere dei cali di rendimento che spesso vengono attribuiti ad altri problemi. 

Con i primi caldi i cavalli possono rispondere male e sviluppare diversi problemi

Quando parliamo dei primi caldi tendiamo spesso a pensare solamente ad un cavallo un po’ più sudato o leggermente più stanco durante il lavoro. In realtà il problema può essere molto più subdolo, soprattutto nei cavalli sportivi che continuano ad allenarsi mentre il loro organismo sta cercando di adattarsi ad una situazione completamente diversa rispetto a pochi giorni prima.
Molto spesso i primi segnali sono vaghi e difficili da interpretare. Il cavallo magari mangia leggermente meno, recupera più lentamente del solito, suda di più oppure appare meno brillante nel lavoro. A volte diventa più nervoso, più irritabile o semplicemente più “spento”.
Sono cambiamenti piccoli, graduali, che raramente fanno pensare immediatamente ad un problema legato al caldo.
Eppure proprio in questa fase iniziano le prime alterazioni importanti. La perdita di liquidi e di elettroliti attraverso la sudorazione altera il funzionamento muscolare, la circolazione e persino la motilità intestinale.

Se il cavallo non beve abbastanza, oppure se continua a lavorare intensamente senza riuscire a compensare ciò che perde, l’intestino inizia lentamente a disidratarsi e a funzionare peggio. Per questa ragione può essere indicato somministrare anche dei probiotici assieme agli elettroliti, così da favorire la salute del microbiota intestinale che in queste fasi di transizione tende ad andare in sofferenza.
È anche per questo motivo che nei periodi di forte caldo e soprattutto durante i cambiamenti improvvisi di temperatura aumenta il numero di coliche. Diversi lavori hanno evidenziato come nei mesi più caldi l’incidenza delle coliche possa aumentare anche del 20-30% rispetto ai periodi più freschi. Ovviamente il caldo da solo non basta a causare una colica, ma rappresenta spesso uno dei fattori che favoriscono il problema, soprattutto nei cavalli che viaggiano molto per andare in gara e in quelli che tendono a bere poco troppo poco. Quando sono stanchi tendono a bere meno e questo li penalizza.
Questo è l’aspetto più insidioso: molti cavalli non mostrano subito sintomi drammatici. Il peggioramento spesso è lento e progressivo. Una lieve disidratazione che dura giorni, un recupero sempre un po’ più difficile, un intestino che lavora meno bene… fino a quando il cavallo manifesta improvvisamente un problema molto più evidente.
Per questo conoscere le modificazioni metaboliche che avvengono durante i primi caldi non significa fare teoria. Significa imparare a riconoscere segnali che spesso passano inosservati finché il cavallo non sta realmente male.

Una delle cose più importanti durante i primi caldi è non aspettare che il cavallo mostri segni evidenti di disidratazione o affaticamento. Molto spesso la gestione quotidiana può fare una differenza enorme, soprattutto nei cavalli sportivi che continuano a lavorare regolarmente.
L’aspetto più sottovalutato rimane quasi sempre l’acqua.
Molti proprietari vedono il cavallo bere e danno per scontato che sia sufficiente, ma in realtà con l’aumento delle temperature il fabbisogno cambia rapidamente e non tutti i soggetti aumentano spontaneamente l’assunzione quanto dovrebbero.  

Elettroliti e acqua abbondante sono indispensabili nella stagione calda

Ci sono diversi cavalli che tendono a bere più volentieri quando l’acqua ha un sapore più dolce. Per loro può essere utile aggiungere una piccola quantità di succo di mela nell’acqua per renderla più appetibile e stimolarne l’assunzione, soprattutto dopo il lavoro o nei periodi molto caldi. Ovviamente il cavallo dovrebbe essere abituato gradualmente a questo sapore e bisogna sempre lasciare a disposizione anche acqua pulita normale, così da evitare che rifiuti completamente di bere se trova un’acqua diversa da quella a cui è abituato.

Un altro punto fondamentale riguarda gli elettroliti. Con la sudorazione il cavallo non perde soltanto acqua ma anche grandi quantità di sodio, cloro, potassio e altri minerali fondamentali per il funzionamento muscolare e nervoso. Integrare elettroliti nei cavalli che lavorano o sudano molto può essere estremamente utile, ma bisogna ricordare una cosa importante: gli elettroliti aumentano la sete. Proprio per questo motivo non dovrebbero mai essere somministrati prima del lavoro, ma quando il cavallo è tranquillo con a disposizione acqua pulita da bere. 

Gli elettroliti vanno somministrati quando il cavallo ha a disposizione abbondante acqua da bere

Un cavallo che assume elettroliti ma non beve abbastanza rischia infatti di peggiorare ulteriormente il proprio stato di disidratazione.
Anche la gestione del lavoro cambia completamente durante i primi caldi. Continuare a far lavorare il cavallo nelle ore più pesanti della giornata perché “non fa ancora così caldo” è uno degli errori più comuni. Nella fase di adattamento iniziale il cavallo è molto più sensibile agli sbalzi termici e spesso fatica a dissipare il calore in modo efficiente. Bisogna dargli un periodo di assestamento in cui si possa abituare gradualmente alle nuove condizioni, cosa che una volta avveniva naturalmente ma che con i cambiamenti climatici è diventato molto più repentina.

I cavalli che fanno un lavoro dove si richiede un intenso sforzo fisico vanno attenzionati maggiormante ai primi caldi

Una delle cose più importanti da capire è che durante i primi caldi non possiamo pretendere che il cavallo continui a fare tutto esattamente come prima senza conseguenze. Molto spesso siamo noi a dover adattare la gestione alle sue esigenze fisiologiche, e non il contrario.
Il cavallo è un animale estremamente sensibile ai cambiamenti repentini. Cambi improvvisi di temperatura, variazioni nella gestione, allenamenti intensi nelle ore più calde, trasporti o lunghi periodi chiuso in ambienti poco ventilati rappresentano situazioni che il suo organismo può tollerare solo fino ad un certo punto.

Per questo motivo durante le giornate più calde sarebbe importante cercare di permettere ai cavalli di uscire e muoversi soprattutto nelle ore più fresche, sia per il lavoro sia per la permanenza al paddock. Allenarsi la mattina presto oppure la sera, lasciare il cavallo fuori quando le temperature sono più gestibili e ridurre per qualche settimana le richieste fisiche troppo intense spesso non significa “viziarlo”, ma semplicemente rispettare i suoi tempi di adattamento.
Molte persone pensano ancora al cavallo sportivo come ad un atleta che deve semplicemente abituarsi e sopportare. In realtà il cavallo resta un animale biologicamente molto delicato sotto molti aspetti, soprattutto quando viene sottoposto a lavoro atletico, trasporti, gestione in box e continui cambiamenti ambientali.
Capire questo è fondamentale non soltanto per preservarne le prestazioni sportive, ma anche per evitare problemi di salute che in alcuni casi possono diventare seri. Molte coliche, gastriti, disidratazioni importanti, alterazioni metaboliche, colpi di calore o cali fisici improvvisi non arrivano “dal nulla”.

Spesso sono il risultato di tanti piccoli segnali ignorati mentre il cavallo cercava semplicemente di adattarsi ad una situazione troppo diversa e troppo rapida rispetto alle sue reali capacità fisiologiche.
Ed è probabilmente proprio questo il punto più importante: i cavalli raramente “si lamentano” subito in modo evidente. Molto spesso iniziano lentamente a mangiare meno, recuperare peggio, bere poco o mostrare piccoli cambiamenti comportamentali che passano inosservati finché il problema non diventa molto più serio.

I cavalli dovrebbero poter uscire nelle ore più fresche

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