I rincari, non facciamoli pagare ai cavalli

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I rincari di questo brutto periodo, si stanno enormemente ripercuotendo anche sulla gestione dei cavalli nei maneggi. Gli aumenti del costo del gasolio e la siccità di questo ultimo anno, hanno fatto lievitare il costo del fieno, della paglia, della lettiera e del mangime. I cereali contenuti nei mangimi, che in buona parte venivano dall’Ucraina, risentono di un mercato in crisi a causa della guerra e del blocco nei porti. In più la siccità ha fatto si che il fieno di primo taglio imballato sia stato pochissimo, soprattutto al nord, e davvero magro, mentre quello di secondo taglio, in molte zone d’Italia, non è neanche cresciuto. Quindi, sicuramente c’è chi fa speculazione e si approfitta del periodo per alzare i prezzi a dismisura, ma bisogna anche onestamente dire che le spese di produzione sono diventate altissime, soprattutto a causa dei rincari del carburante, per ottenere poco prodotto da vendere. 

Le regole del mercato sono spietate, quando c’è scarsità chi paga di più si porta a casa quel poco che c’è. 
E allora in poco tempo ci si trova con spese quasi raddoppiate a fronte di guadagni che rimangono gli stessi o quasi, anche se si decide di applicare degli aumenti sulla pensione, come ormai molte scuderie hanno fatto. Il rischio è dunque quello di avere sempre meno guadagni, mettendo comunque in difficoltà i clienti, tanto da rischiare di perderli.
Cambiare maneggio nel tentativo di risparmiare è assurdo secondo me, perché i rincari li hanno tutti e chi mantiene le pensioni invariate o lo fa  

L'aumento del gasolio ha fatto lievitare il costo del fieno

a scapito proprio o dei cavalli, che non avranno cibo e lettiera a disposizione come prima.
Perché nel tentativo di barcamenarsi per non affondare c’è chi può cercare di consumare meno foraggio, meno lettiera, meno mangime e magari facendo a meno di un uomo in scuderia. Ed è un circolo vizioso, perché le esigenze dei cavalli sono rimaste le stesse, e il rischio che questo periodo di crisi si ripercuota sulla loro salute non è indifferente. 

Nei maneggi i cavalli dovrebbero mangiare 12-15 kg di fieno al giorno

In molte occasioni mi è capitato di ribadire quanto una riduzione della quota di fibra nella dieta, predisponga i cavalli ad avere problemi gastrointestinali: ulcere e coliche ricorrenti sono spesso riconducibili a diete sbagliate in cui il fieno non è il primo alimento, come dovrebbe essere. Molti maneggi, hanno sempre la brutta abitudine di fare razioni di fieno troppo risicate, un po’ perché il fieno può essere complicato da somministrare, un po’ perché è sicuramente una delle voci più impegnative nel bilancio di una scuderia, e molto per l’errata convinzione che faccia venire ai cavalli troppa pancia.
Calarne ulteriormente la quantità può essere davvero dannoso e quindi bisogna assolutamente trovare soluzioni alternative, che favoriscano 

l’assunzione di una adeguata quantità di fibra.
L’impennata di presenze di cavalli con la colica nelle cliniche in questo ultimo periodo mi fa pensare che, oltre sicuramente al caldo di questa interminabile estate, ci sia un problema alimentare di fondo compatibile, appunto, con una scarsità di fibra nella dieta. La combinazione di pascoli aridi già a giugno, l’erba eccessivamente matura e dunque ricca di lignina, un’ingente perdita di elettroliti con la sudorazione, dovuta a questo caldo eccessivo, e spesso anche contenitori e beverine sporche, che rallentano l’assunzione di un’adeguata quantità di acqua, incrementano la frequenza di queste patologie.
Tutti noi dobbiamo avere ben chiaro come l’obbiettivo dei prossimi mesi sia quello di non far mancare la giusta quantità di fibra ai cavalli, senza per questo dover fare un mutuo in banca. Mi rivolgo soprattutto alle scuderie, che dovrebbero spalmare i rincari sul costo delle pensioni, senza calare le quantità di fieno e mangime che danno ai cavalli. 

E se il fieno è difficile da reperire, si possono trovare altre fonti di fibra da integrare alla dieta e da aggiungere al fieno, che anche se in minor quantità non deve mancare per nessuna ragione. Pastoni a base di barbabietola e crusca, pellet di erba medica da bagnare, fieno in wafer (sempre da bagnare), che al momento non sembra aver avuto dei rincari così esagerati, possono essere tenuti in considerazione. Non sarà mai come mangiare il fieno, che in animali “pascolatori” come i cavalli ha anche un significato etologico non trascurabile, ma in un momento di carestia come questo, ci possono aiutare a superare la crisi limitando i problemi che una dieta povera di fibra può dare.

Rod ama le barbabietole

 Non dimentichiamoci poi delle reti da slow feeding, dove un’adeguata razione di fieno viene mangiata più lentamente senza che vi sia alcuno spreco. In natura ci sono sempre periodi dell’anno in cui per i cavalli è normale non avere erba fresca a disposizione, solitamente a fine estate, e in genere si gestiscono comunque bene, accontentandosi di quello che rimane nei pascoli, per lo più sterpaglie ed erba matura. 

Le reti da slow feeling

Non sono certamente grassi, ma le femmine portano avanti le gravidanze e i piccoli crescono nell’attesa che passi poi l’inverno e che con la primavera successiva ci sia nuovamente a disposizione erba ricca e abbondante. Anche in questi periodi di magra lo stomaco non rimane vuoto troppo a lungo, benché quello che mangiano non è particolarmente ricco di nutrienti. Il mangiare lentamente e spesso dalla rete, aiuta molto a non sprecare il fieno e favorisce il comportamento che i cavalli avrebbero in natura, anche se le risorse disponibili sono ridotte. 

Dobbiamo considerare che nel corso della storia della terra i cambiamenti climatici sono sempre avvenuti e che non è vero che i cavalli hanno a disposizione verdi praterie dove pascolare tutto l’anno. Quindi un anno di siccità non mi preoccuperebbe particolarmente, se non fosse che la gestione degli animali in cattività non gli fornisce la possibilità di muoversi e dunque di trovarsi da soli quello che più gli serve per poter sopravvivere. I nostri cavalli sportivi dipendono in tutto e per tutto da noi, e dunque siamo noi che dobbiamo trovare per loro la miglior soluzione per superare un periodo in cui la natura sicuramente non favorisce il loro benessere. 
Se il vostro maneggio vi chiede un aumento per far fronte ai rincari non prendetevela, è solo un atteggiamento serio ed onesto secondo me. Cercate di capire che è meglio pagare qualcosa in più piuttosto che ci rimetta il cavallo. Anche perché le spese per affrontare una colica o un gastrite dal punto di vista veterinario, sono molto superiori a quel rincaro, alla fine dell’anno. 

Pensate eventualmente a delle fonti alternative di fibra da integrare alla normale alimentazione e pensate che questo è solo un periodo, almeno spero, e che malgrado i cambiamenti climatici modificheranno molto le nostre abitudini nel corso dei prossimi anni, probabilmente già l’anno prossimo le cose potranno andare meglio e i costi torneranno entro dei range più accettabili. 

Cerchiamo di pensare positivo, altrimenti si fa troppa fatica a superare momenti problematici come questo.

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