Il box: un ricovero che può diventare prigione

Diamogli spazio...

Abbiamo parlato molte volte di quanto sia deleterio tenere un cavallo chiuso in box tutto il giorno. Certo, molti di voi muoveranno il cavallo tutti i giorni facendo anche un notevole sforzo per farlo, ma per quell’ora in cui siete in sella ce ne sono altre 23 in cui lui è obbligato a stare in uno spazio ristretto tra quattro mura. Per un animale sociale come il cavallo, anche il solo vedere i suoi vicini di box, potrebbe non bastare. Ma la cosa più frustrante rimane il limite al suo movimento, che lo costringe a star fermo per la maggior parte della giornata. Il potersi muovere liberamente, i rapporti sociali con i suoi simili e il poter brucare l’erba sono aspetti fondamentali della sua identità di erbivoro e, per favorirne il benessere psicologico, bisognerebbe dargli la possibilità soddisfare queste naturali esigenze. Questo ci permetterebbe di ridurre al minimo la possibilità che sviluppi fastidiosi comportamenti dettati dallo stress oltre a patologie serie per cui, ad oggi in Italia, viene curata un’altissima percentuale dei cavalli scuderizzati, come gastrite e ulcera gastrica. Con un notevole impatto economico sul loro mantenimento, causato da costosi farmaci ed integratori di cui hanno costantemente bisogno.

Cavalli che fanno fatica a viaggiare, che giocano con la bocca continuamente o che diventano intolleranti al lavoro, possono certamente avere problemi caratteriali, ma il più delle volte sono semplicemente alterati a causa dei lunghi periodi di noia trascorsi nel box. Ogni cavallo ha un suo carattere e una sua identità e quindi vive differentemente questa condizione forzata dall’uomo.

Il nervoso dovuto alla noia

Molti proprietari o cavalieri non pensano spesso ai comportamenti dettati dalla noia, perché valutare una soluzione alternativa al box che non sia, agli occhi di molti, potenzialmente pericolosa, può in molti casi essere troppo complicato.
È provato scientificamente che i cavalli confinati in box per troppe ore consecutive hanno una maggiore possibilità di sviluppare comportamenti indesiderati come le stereotipie (tic d’appoggio, ballo dell’orso, ecc…), e in più, come abbiamo detto, diventano dei buoni candidati per patologie come gastriti e coliche, oltre a problemi muscolari.

Chiudi gli occhi e immagina

Come abbiamo visto in molte altre occasioni, i cavalli sono fatti per muoversi continuamente e, confinati a lungo, per loro può essere molto dura anche se, per loro natura, non lo manifesteranno mai apertamente.
Se vi chiedo di chiudere gli occhi e di immaginarvi il vostro cavallo in una condizione di massima serenità, secondo me la maggior parte di voi se lo immagina pascolare tranquillo insieme ad altri cavalli in una verde prateria. Non se lo immagina certamente chiuso in un box della scuderia con poco fieno da mangiare.
Sono sicura che però esistono persone che se lo immaginano invece spuntare tristemente con la testa fuori dal box, nell’attesa di ricevere da mangiare o di uscire a lavorare, perché questa è l’unica attività in movimento che purtroppo farà nel corso di tutta la sua giornata.

Se fate parte di questa ultima categoria vi chiedo di chiudere ancora gli occhi e di immaginare il vostro cavallo correre al paddock, e di sforzarvi di non pensare che potrebbe farsi male. Naturalmente questa visione dovrebbe trasferirvi una sensazione positiva, di libertà e benessere, soprattutto se tenete alla serenità del vostro cavallo.
Il movimento incontrollato di cui tanto i proprietari e gli istruttori hanno paura, in genere lo fanno solo se non escono mai, e se si ritrovano da soli lontano dai loro simili.

Ma cosa ha ispirato nel tempo questa pratica di tenere i cavalli chiusi in una scuderia?
Inizialmente credo che si sia voluto proteggerli dal tempo atmosferico non favorevole e mantenere il mantello lucido è bello, soprattutto per i cavalli da carrozza. Peraltro il confinamento in spazi singoli, inizialmente poste, permetteva ai cavalli di mangiare in tranquillità senza che interferissero gli uni con gli altri.

Cavalli in posta

In più, recuperare un cavallo dalla scuderia per sellarlo e montarlo o attaccarlo alla carrozza, è molto meno impegnativo che doverlo recuperare dal pascolo, per poi doverlo ogni volta pulire prima di mettergli i finimenti.
Immaginatevi la Regina Elisabetta su di una carrozza trainata da cavalli polverosi…
Qualunque siano le ragioni di questa pratica che si è tramandata nella storia, la verità è che, oggi come oggi, la maggior parte dei cavalli utilizzati a scopi sportivi, in Italia, spende la maggior parte del tempo in box, senza che nessuno si ponga il problema di quanto possa essere dannoso per la loro salute.

Inghilterra - cavalli al pascolo

Per altro in molti altri Paesi con una tradizione equestre ben più radicata della nostra, come Irlanda ed Inghilterra, non è così. Anzi, i cavalli trascorrono al paddock la maggior parte del loro tempo.
In effetti, per noi umani è difficile immaginare cosa significhi vivere in uno spazio ridotto come quello di un box, soprattutto per l’apparato respiratorio.

Anche nella scuderia più pulita, in cui c’è attenzione sul somministrare fieno non polveroso e utilizzare una lettiera depolverata, c’è inevitabilmente polvere, molta polvere, che trasporta endotossine che, localizzate sulla parete dei batteri presenti in gran quantità nelle feci, nel fieno e nella paglia, vengono liberate dopo la loro morte generando una risposta infiammatoria a livello dell’apparato respiratorio di chi in quell’ambiente ci vive tutto il giorno. In risposta a questa infiammazione viene prodotto molto catarro, con scolo nasale, tosse cronica e inevitabili ripercussioni sulla salute del cavallo e sulle performance sportive.
E se tutto questo avviene anche nelle scuderie più pulite immaginatevi cosa può voler dire per un cavallo vivere in una scuderia sporca e senza finestre.

Sembra che anche i singoli comportamenti dei vari individui all’interno del box abbiano un certo impatto sullo sviluppo di questa patologia: cavalli che sporcano sempre in un angolo che si muovono poco, spostando meno lettiera, saranno meno esposti a polvere e allergeni e dunque avranno un rischio minore di sviluppare problemi respiratori.

La lettiera deve essere il più pulita possibile

Ma le endotossine non sono solo nel box: per questo è importante valutare bene, se si decide di lasciare fuori il cavallo molte ore nel corso della giornata, se il paddock è pulito e adatto. I paddock piccoli, asciutti, con poca erba e molte feci rischiano di esporre il cavallo comunque a polvere ed endotossine, anche se ritengo che qualsiasi spazio all’aperto sia sempre meglio di un box.
Scuderie con soffitti alti e box con le finestre, che utilizzano fieno e lettiere con poca polvere e hanno l’abitudine di ripassare il box anche al pomeriggio e di far uscire i cavalli, magari in giostra, mentre puliscono il box, e dunque smuovono molta polvere, possono ridurre molto queste problematiche, anche se tutti i problemi legati allo stress dovuto alla noia purtroppo rimangono.

Il cavallo ha mal di pancia

Il confinamento forzato in box sembra essere associato a più del 50% dei casi di coliche da costipazione. Per cavalli abituati a stare in box molte ore e a mangiare comunque fieno in abbondanza, l’ulteriore tempo trascorso al chiuso non dovrebbe essere un grosso problema, ma per soggetti poco abituati che vengono, ad un certo punto della loro vita, chiusi in un box per la quasi totalità della giornata questo potrebbe veramente diventare la causa di una colica seria.

Questo è quello che capita spesso a cavalli importati da paesi come l’Irlanda, che passano da una situazione di semi libertà al paddock al box per la quasi totalità della giornata, magari con anche un repentino cambio di alimentazione, senza la possibilità di autogestirsi per il foraggio. Lo stare al paddock molte ore e il potersi regolare da soli con il fieno (che non dovrebbe essere particolarmente ricco), riduce molto lo stress e la possibilità che il cavallo sviluppi ulcere gastriche, oltre a problemi comportamentali.
Il movimento stimola il metabolismo dimostrando come un lavoro fisico, anche leggero come il semplice camminare al paddock, stimoli la motilità intestinale riducendo la possibilità che si sviluppino coliche da costipazione.
La digeribilità della fibra, infatti, aumenta fino al 20% in cavalli mossi regolarmente, promuovendo una maggiore ritenzione della componente fluida della dieta e una maggiore peristalsi con l’eliminazione più rapida della parte formata, le feci.

Diete “spinte” per cavalli in lavoro, un cambiamento troppo rapido delle abitudini alimentari e un accesso all’acqua limitato, sia per il tipo di beverino (dai beverini a spinta i cavalli bevono poco), che per la temperatura dell’acqua troppo fredda in inverno, sono cause comuni di coliche. In cavalli che vivono in box tante ore a cui è richiesto un lavoro leggero dovrebbe essere ridotto l’apporto di carboidrati con la dieta, somministrando minor quantità di cereali, e dovrebbero poter avere a disposizione fieno di qualità per limitare i problemi di ulcere gastriche e coliche.

Con le beverine a spinta i cavalli bevono troppo poco

Togliere completamente il mangime è sbagliato perché il fieno non contiene tutto ciò di cui il cavallo ha bisogno, dunque la prima cosa è dargli la possibilità di muoversi come sarebbe per lui naturale e, in caso questo non fosse possibile, scegliere il mangime più adatto a cavalli che si muovono poco.
Un interessante studio della collega dell’università della Virginia Patty Graham-Thiers, ha voluto valutare gli effetti del confinamento in box sulla condizione fisica di cavalli di circa 14 anni.
Dal suo studio è emerso come i cavalli che vivevano al pascolo e quelli che venivano messi in paddock più piccoli solo di notte, fossero più in forma di quelli che vivevano sempre in box, anche se regolarmente lavorati. Attraverso l’applicazione di un gps si è potuto capire come quelli che vivevano fuori 24h al giorno si muovessero il doppio di quelli lasciati fuori solo alla notte, mentre quelli in box, arrivassero a malapena a fare 3 miglia in una giornata. Questo sta a dimostrare quanto un cavallo si muova al paddock e probabilmente quanto tempo di lavoro si potrebbe risparmiare per tenerli in buone condizioni fisiche se si evitasse di chiuderli in uno spazio ridotto per la maggior parte della giornata.

La maggior densità ossea che si riscontra in soggetti che hanno regolare accesso al paddock, sta anche a dimostrare quanto possa essere deleterio confinare in box puledri in crescita. Infatti, puledri che non hanno possibilità di fare continuamente esercizio potendosi muovere come più preferiscono, avendo anche la possibilità di giocare con i coetanei, hanno 

un ritardo nello sviluppo delle cartilagini, che potranno creare problemi articolari quando il puledro crescerà e andrà in lavoro.
Prima dei cinque mesi di età la cartilagine giovanile è un tessuto in evoluzione che si rimodella continuamente e gradualmente assume le caratteristiche, di forza e resistenza, che avrà anche nel futuro del cavallo adulto. Per questo motivo è così importante che i puledri crescano in modo appropriato, sia in termini di movimento che di alimentazione.
Ci sono cavalli che sono talmente abituati a vivere in box da sembrare che quello sia il loro elemento e non voler quindi stare fuori. Nella realtà non può mai essere davvero così, ma può sembrarlo, perché ormai lo spazio aperto può creare disagio a cavalli che non lo “conoscono” più. 

Però se avrete la possibilità di abituarli gradatamente alla nuova situazione, stando attenti di rispettare le loro caratteristiche etologiche, come non lasciarli isolati senza poter vedere altri cavalli, tutti i cavalli o quasi staranno bene fuori dalla scuderia e rientreranno con gioia a fine giornata, perché in quel caso il box per loro non sarà più una prigione, ma un vero ricovero dove mangiare e riposarsi in sicurezza e tranquillità.

Per i cavalli il box deve essere un luogo sicuro dove mangiare e riposare in tranquillità

I cavalli sportivi devono essere obbligatoriamente ricoverati nel box, e sono sicura che a loro fa piacere se il tempo trascorso dentro rimane solo una parte dell’intera giornata.

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