La primavera, il risveglio dell’energia

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Malgrado le temperature non siano ancora altissime, possiamo dire che in questi ultimi giorni è arrivata finalmente la primavera, un periodo sicuramente molto favorevole per i nostri cavalli. La rinascita della stagione calda, porta con se una grande energia, odori interessanti, non solo per gli stalloni, ed erba fresca da brucare per i più fortunati.
In medicina tradizionale cinese la primavera è associata alla nascita, alla crescita ed all’espansione. Si ha il passaggio dall’elemento acqua all’elemento legno rappresentato dal fegato, organo responsabile del corretto scorrere del Qi, l’energia vitale patrimonio di ciascuno di noi.
In primavera si ha quindi una sorta di rinascita sia  emozionale e fisica, con un’importanza che non si può sottovalutare. Gli animali, che sono molto più sensibili di noi a queste differenti fasi stagionali, possono anche manifestare comportamenti “naturali” che a noi appaiono però sgradevoli.
Pensate alle femmine: alcune, quando le ore di luce quotidiane aumentano e riprendono ad andare in calore, e molte entrano in un periodo in cui diventano intrattabili e difficilmente gestibili da chi le deve montare. 

In primavera c'è della buona erba fresca da mangiare

Anche questi comportamenti fanno parte della ripresa dell’attività ovarica, dopo la stagione invernale più o meno silente. In molti per risolvere questo problema si affidano ad un trattamento farmacologico ormonale che inibisce i calori, senza pensare che non poter ciclare normalmente, sul lungo periodo, può causare alterazioni all’apparato riproduttore della cavalla e comunque l’effetto non è sempre quello desiderato. Infatti, non sono solo le ovaie a rimettersi in moto ad inizio primavera, ma un’apparato endocrino ben più complesso, che ha un coinvolgimento anche cerebrale. 
Non è raro che queste cavalle, che sembrano essere in calore perché continuano ad urinare e a mettersi contro durate il lavoro (di solito appoggi le gambe e saltano per aria), una volta valutate con una visita ecografica, non lo siano affatto.

Se parliamo di primavera non possiamo scordarci di parlare anche degli insetti, che cominciano a fare capolino già adesso e che per alcuni cavalli possono diventare l’incubo della stagione calda. Al di là della sensibilità soggettiva di ciascun cavallo, soprattutto i meno abituati che anche per un solo tafano non uscirebbero mai dal box, altri hanno realmente dei problemi di allergia. Lo Sweet itch o dermatite estiva è infatti una vera patologia cutanea che si vede sempre più di frequente, causata da minuscoli moscerini che si fa addirittura fatica a distinguere ad occhio nudo. I cavalli che ne soffrono continuano a grattarsi, fino addirittura a farsi venire fuori il sangue. La siccità di questo inverno associata a delle temperature non particolarmente rigide, possono aver comportato un aumento di questi insetti, che appena comincerà a fare più caldo possono diventare un grosso problema.

Anche le piante, causa di fastidiose allergie anche a noi umani in primavera, possono essere motivo di patologie respiratorie o di sfoghi cutanei anche per i cavalli. Le allergie alimentari, che in molti casi rimangono latenti durante i mesi invernali, possono avere un rincrudimento in primavera e questo io l’ho sempre imputato alla sommatoria di varie ipersensibilità soggettive, in grado di dare insieme manifestazioni davvero fastidiose, come ponti, gonfiore, prurito, etc
Ho sempre sostenuto che la stagione invernale è sicuramente la migliore per i cavalli, per quelli che hanno accesso al paddock tutto l’anno naturalmente.
Questo può sembrare strano, perché in effetti vedere i cavalli mangiare l’erba, al caldo e con tanta luce sembra essere il massimo per loro.

Molte piante primaverili possono avere un ruolo nelle forme allergiche dei cavalli

Ma come abbiamo visto, tutte le stagioni hanno pro e contro e considerare tutte le diverse problematiche che possono portarsi dietro, è importante per riuscire a prevenire molte condizioni spiacevoli.
Quando si decide di acquistare un cavallo durante l’inverno, ad esempio, bisogna essere coscienti che molti problemi, anche debilitanti, possono essere nascosti dalla stagione favorevole. Negli anni mi è successo diverse volte di sentire clienti lamentarsi perché il loro cavallo o la loro cavalla, apparentemente perfetti, con la bella stagione si distruggono criniera e coda grattandosi su ogni superficie disponibile o di cavalle apparentemente angeliche, che quando vanno in calore diventano magari molto meno adatte a cavalieri alle prime armi o comunque non professionisti.

Prurito e manifestazioni legate ai calori sono più frequenti in primavera

E allora che fare?

Nessuno dice di vivere nella paura di acquistare un cavallo con problemi perché, come sempre, bisogna mettere sul piatto della bilancia i pro e i contro di quello che l’animale ci può restituire in termini “sportivi” e, perché no, anche affettivi, ma è comunque importante avere la consapevolezza che essendo i cavalli animali piuttosto delicati, queste problematiche possono emergere e l’unica cosa che si può fare e metterci la classica “pezza”.
Le cavalle che patiscono la fase ormonale di transizione in primavera, cioè quella fase intermedia tra l’anestro invernale e la fase in cui tornano ad essere nuovamente fertili, la patiranno sempre, purtroppo non si tratta di patologie da cui si può guarire, ma di alterazioni ormonali innate, caratteristiche della singola cavalla. 

In fondo in primavera la natura dice alle cavalle di prepararsi per gli accoppiamenti e in molte si adeguano, manifestando atteggiamenti ai nostri occhi di difficile gestione.
Regolarizzare gli ormoni, possibilmente con prodotti naturali che non sopprimano totalmente i calori, e capire quale sia il miglior modo per montarle e lavorarle durante questo periodo, senza mettersi contro, può essere d’aiuto. 
Il risveglio della natura è mediamente molto salutare, ma per alcuni soggetti ci possono essere delle eccezioni. 

Questo non ne fa dei cavalli per forza più problematici di altri, anche perché ci sono diversi sistemi per contrastare quella che può essere una fase stagionale sfavorevole, destinata comunque a passare. Prodotti omeopatici, fitoterapici, agopuntura e altri rimedi più naturali andrebbero sempre considerati prima di pensare a farmaci più invasivi, che andrebbero utilizzati solo come ultima ratio.

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