La seconda vita delle cavalle riceventi

riceventi

Ultimamente mi capita spesso di imbattermi in post in cui si demonizza chi “sfrutta” le cavalle per fare le riceventi, cioè cavalle che portano la gravidanza di altre cavalle, spesso ancora in attività o magari troppo anziane per poter portare a termine una gestazione, senza conseguenze negative. Con tutte le mie battaglie per la salute e il benessere dei cavalli, devo onestamente dire che non mi sono mai davvero sentita in colpa nei confronti delle cavalle riceventi, tranne una volta, quando il proprietario ha venduto la sua che è andata a stare in Spagna. La verità è che, come ho scritto già molte volte in altre occasioni, non tutti i cavalli nascono atleti e per molti si prospetta una vita a volte davvero sacrificata: vivono in maneggio gran parte della loro vita, passano spesso troppo tempo in box per poi lavorare “poco e male” solo pochi giorni a settimana o magari vengono dimenticati da qualche parte al paddock, con poche o nessuna attenzione da parte di chi dovrebbe occuparsene.

Ci sono anche cavalli più sfortunati, che nascerebbero potenzialmente atleti, ma che finiscono nelle mani sbagliate e questo ne compromette la carriera agonistica fin da giovani. I cavalli vanno interpretati e non è da tutti saperlo fare. Tra questi cavalli ci sono spesso le femmine, che in molti casi vengono scartate proprio a causa di problemi comportamentali, soprattutto di origine ormonale.
E allora perché non offrirgli una “seconda” vita da fattrici?

Molte cavalle riceventi sono trotter scartate dalle corse

Situazione che più si avvicina alla loro reale natura, dato che le cavalle in natura è questo che fanno, vivono in gruppo e fanno i puledri. Per altro, in condizioni di piena libertà, devono spostarsi continuamente per trovare cibo a sufficienza, così da poter accedere alle risorse necessarie ad allattare e crescere adeguatamente i loro puledri. E non è tutto rosa e fiori come sembra, perché se l’ambiente è ostile, a causa di stagioni avverse come nel caso di siccità o piogge continue o caldo eccessivo e insetti, vi assicuro che patiscono parecchio, per non parlare dei rischi di partorire senza alcun controllo e aiuto esterno. In molti casi, soprattutto se non più giovanissime, crescono i figli a scapito della loro salute e questo si può facilmente evidenziare attraverso la loro condizione fisica scadente, soprattutto quando il puledro comincia a diventare grande.

Con il trasferimento embrionale ogni cavalla può avere più figli nella stessa stagione

Ma per le nostre cavalle in allevamento non è così, almeno per quelle situazioni in cui gli allevatori tengono alla nascita e alla crescita di puledri sani, che abbiano tutte le chance di diventare degli atleti promettenti. Se un allevatore affronta un procedimento veterinario costoso, come può essere un trasferimento embrionale, da un embryo transfer o da un icsi (fecondazione in vitro), ha ovviamente tutto l’interesse a tener bene chi quell’embrione lo deve portare a maturazione fino al parto e che poi crescerà il puledro.

Si tratta di cavalle mediamente giovani, sane e belle, molto spesso trotter, perché generalmente sono ottime mamme spesso scartate dall’agonismo da giovani.
In un mondo perfetto, sarebbe molto bello se i nostri cavalli potessero vivere sereni e felici nei nostri “rigogliosi” prati e non gli venisse chiesto nessuno sforzo, né fisico né mentale, ma purtroppo non è così e non potrà mai esserlo. Un tempo i cavalli venivano mandati in guerra assieme ai loro cavalieri o tiravano carrozze e aratri, oggi gli chiediamo di saltare, di correre e di fare strane figure, che loro certamente non comprendono, il tutto esclusivamente per il nostro divertimento.

Penso che questi “lavori”, se gli vengono chiesti con rispetto, senza inutili prevaricazioni, siano il prezzo che devono pagare per vivere sereni lontano dai predatori, al riparo oltre che mangiati e bevuti. Per dirla breve, il nostro divertimento è per loro un vero e proprio “lavoro”. E allora perché per le cavalle portare i puledri di altre cavalle dev’essere per forza qualcosa di brutto?
Lo considero un lavoro anche questo, adatto a cavalle giovani che nello sport non hanno dato molto o magari non hanno avuto la 

La nostra Petronilla ha fatto la ricevente nel 2021

possibilità di dare, perché si sono infortunate o perché sono finite, come dicevamo, nelle mani sbagliate.
Da me le cavalle riceventi vengono gestite esattamente come tutte le altre cavalle gravide, con tutte le attenzioni possibili. In molti posti magari vivono fisse al paddock, magari sono molte cavalle tutte insieme, perché ci sono allevamenti che vivono sugli embryo transfer da cavalle buone, ma questo non significa che debbano stare per forza male. Vi assicuro che se non facessero questo nella vita, nella stragrande maggioranza dei casi, starebbero molto peggio di così, sempre che siano ancora vive e non sulla tavola di qualcuno.

In natura le cavalle vivono in gruppo con il loro puledri

Quindi, mi piacerebbe che ognuno di voi chiudesse gli occhi e immaginasse gruppi di cavalli liberi in grandi praterie, con gruppi di fattrici gravide, puledri più o meno grandi e uno stallone che le veglia e ogni anno le copre. La scelta se avere puledri o non averli in natura non ce l’hanno, non possono decidere di fare ciò che preferiscono. È brutto pensarlo, ma è tristemente vero.

Partorire ogni anno, infatti, è quello che farebbero in natura e durante il corso di tutta la loro vita che, tranne che per la presenza dello stallone nel gruppo, non è diversa da quella che le nostre fattrici riceventi fanno con noi.
Un “lavoro” in fondo molto più vicino alla loro natura di quello che può essere lo sport, il più delle volte esasperato da richieste sempre più difficili da soddisfare per il cavallo.

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