Ma lo sappiamo di cosa muoiono davvero i cavalli vecchi?

Morte cavalli anziani

È arrivato il momento di fare un triste bilancio, nell’ultimo anno ho perso le mie 3 cavalle storiche, le mie amiche di una vita, perché l’età e la malattia se le sono portate via nel giro di pochi mesi. Per me un anno da dimenticare…
So di non essere la sola, so che ci sono passati in molti e che per molti è rimasto nel cuore un vuoto incolmabile come è rimasto a me. Faccio il veterinario ormai da molti anni e purtroppo mi è capitato diverse volte di dover addormentare cavalli anziani, arrivati allo stremo delle forze, che ad un certo punto decidevano che alzarsi non era più per loro uno sforzo affrontabile. Ma quando il cavallo è tuo non si limita ad essere un atto di umanità per l’animale, ma è anche un notevole shock per chi, come me, dovrebbe affrontare con lucidità il problema.
La mia Lory erano più di 2 anni che non si alzava più da sola, ma lei una volta in piedi era vivace e ben felice di continuare a vivere. Così io con l’aiuto dei ragazzi l’abbiamo sempre alzata in questi anni, con fascione e trattore, facendoci anche un bel know how sulla tecnica. Ma la consapevolezza che ogni volta potesse essere l’ultima mi ha accompagnato fedelmente tutti i giorni fino a quando mi sono resa conto che in piedi non ci sarebbe più rimasta e che non era più il caso di alzarla.

 Ovviamente non è stata una decisione semplice, come d’altronde non lo è mai per nessun cavallo, ma credo che per lei non fosse più prorogabile. In fondo sono stata fortunata perché, prima di quest’anno da dimenticare, non avevo mai perso un mio cavallo, e comunque la vita mi ha donato 25 anni di convivenza con 3 cavalle straordinarie che mi hanno insegnato tanto in termini di rispetto, amicizia e pazienza.
Quando condividi una grossa fetta della tua vita con un altro essere umano, che sia animale o persona, la sua perdita può essere psicologicamente devastante.
I nostri animali sono dipendenti in tutto e per tutto da noi, che per anni cerchiamo di comprendere i loro bisogni e di accompagnarli nel trascorrere della loro vita al meglio che sappiamo fare.

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Lory e Pippi impegnate a mangiare il fieno fuori dalla scuderia

Quando questa alchimia si perde perché il nostro animale muore, gli effetti della voragine che lascia nel nostro cuore e la nostra nostra psiche possono essere davvero pesanti. La consapevolezza di non avere alcun controllo su un evento definitivo come la morte è sempre difficile da accettare.

Pippi
La Pippi con la nostra gattina Anna
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La Pippi con la Resi

Però è proprio così: gli anni passano anche per loro e spesso i cavalli muoiono senza che siano state fatte delle diagnosi precise, che consentano di avere ben chiare le cause del decadimento che spesso hanno quando superano una certa età. Per questa ragione, si tende ad attribuire alla semplice vecchiaia molti sintomi che invece hanno una origine più descrivibile dal punto di vista medico.
Non vi nego che anche per me, che lo faccio di mestiere, attribuire ad una precisa patologia il motivo per cui la mia cavalla non fosse più in grado di alzarsi da sola non è stato completamente possibile, anche se osservandola quotidianamente ho inserito il problema dentro la grande famiglia delle patologie neurologiche legate, appunto, all’età.
Ma lo stesso sarà per molti altri cavalli anziani che deperiscono, malgrado una vera e propria causa non si riesca ad identificare a meno che non si esegua dopo la morte un’autopsia, quasi mai attuabile sia per questione di costi, che per il sentimento di fastidio e tristezza che il proprietario prova ad immaginare o addirittura vedere il proprio animale sventrato.
Malgrado questo, sono stati comunque eseguiti diversi studi che attraverso l’esecuzione di autopsie sui cadaveri di cavalli anziani

deceduti, hanno cercato di chiarire un po’ meglio quali siano le ragioni più frequenti che conducono a morte un cavallo anziano, che si tratti di morte naturale o eutanasia.
Anche se l’età media dei cavalli si è sicuramente allungata nel corso degli ultimi anni, grazie a cure migliori, vaccinazioni, alimentazione e, per fortuna, maggiori conoscenze riguardo alle loro esigenze quotidiane, dopo una certa età anche loro hanno un fisiologico decadimento, con tutte le problematiche che ne conseguono. La mia Lory aveva 31 anni, sembrano tantissimi, ma nella realtà ci sono cavalli che vivono anche di più e con una qualità della vita assolutamente accettabile.

Lisa e Lory
Lisa e Lory in giro per la proprietà

Come avviene per le persone anziane, il metabolismo si adatta a sostenere un organismo che ha bisogno di meno energia e finché non subentra un problema fisico, il cavallo vive nel suo tran tran quotidiano senza particolari problemi. Appena però si affaccia una qualsiasi patologia, bisogna essere coscienti che in cavalli in età molto avanzata è difficile che ci sia una completa guarigione. In questi casi bisognerebbe adattare la gestione del cavallo in modo che possa convivere bene con la malattia finché non diventa così invalidante da diventare incompatibile con una qualità della vita decente.
Io, ad esempio, ho sempre pensato che stare troppo ferme avrebbe penalizzato le mie “ragazze” e dunque negli ultimi anni le ho lasciate libere tutto il giorno di girare nella proprietà, modello paddock paradise, in modo che fossero stimolate a muoversi il più possibile e a non rimanere sulla porta del paddock tutto il giorno nell’attesa di rientrare.
Quando però la qualità della vita del cavallo diventa veramente scadente per colpa di debolezza e dolore, la natura fa il suo corso e comunque aiutarli eventualmente a morire diventi un vero atto di pietà.

Loreley
La mia Lory in difficoltà

Tenete conto che i cavalli sono animali grossi e pesanti, con una fisiologia tale da non permettergli di star bene sdraiati troppo a lungo, e che l’impossibilità a muoversi e a condurre una vita normale in sicurezza diventa per loro una terribile causa di disagio, sia fisico che psicologico.
Quando la Lory cadeva e la trovavamo a terra, malgrado fosse stanchissima, non riusciva a riposare davvero finché non stavamo lì con lei; quando ci sentiva vicino abbassava le difese e si addormentava per qualche minuto, il che le consentiva di rimanere in piedi per diversi giorni a seguire senza cadere.

È raro che un cavallo anziano muoia da solo a meno che non gli venga una colica acuta, non abbia una emorragia o non lo si lasci a terra per giorni senza alcuna volontà di aiutarlo.
Questo è quello che vedo spesso nei casi di maltrattamento quando collaboro con l’Associazione Progetto Islander; c’è chi non si fa nulla per l’animale, non lo nutre, non gli lascia sufficiente acqua da bere e non lo aiuta se è a terra in difficoltà, stando lì a guardarlo morire di stenti senza farsi alcun problema.
Per fortuna questo non è il nostro caso, anche se è importante segnalare sempre alle forze dell’ordine i cavalli costretti a vivere in queste condizioni, proprio per evitare che debbano subire questi abusi.
Bisogna avere ben presente che cavalli anziani messi a riposo spesso hanno bisogno di essere seguiti probabilmente più di quelli giovani in lavoro, sia per quanto riguarda le cure che l’alimentazione.

Vi ho parlato in altre occasioni, ad esempio, della sindrome di Cushing, una patologia metabolica tipica dei cavalli vecchi. Da questi studi è emerso che sono oltre il 40% dei cavalli anziani a morire indirettamente per questa disfunzione delle ghiandole surrenali che producono troppo cortisolo. Uno stato di mal assorbimento cronico, laminiti ricorrenti, un pelo che sembra quello di un orso, coliche e addirittura tumori, sono conseguenze tipiche di questa sindrome non curata. Dato che la cura consiste di una semplice pastiglia quotidiana, indagare ed eventualmente curare il cavallo può regalargli preziosi anni di una vita ancora in salute. 

Sindrome di Cushing
Cavallo anziano con il Cushing

Un altra causa frequente di morte nei cavalli vecchi sono patologie a carico dell’apparato digerente, spesso non diagnosticate.
A molti sarà capitato di vedere un dimagrimento progressivo che ha reso il cavallo uno scheletro in un tempo relativamente breve, malgrado non avesse mai perso l’appetito. I cavalli anziani spesso devono mangiare di più di quando erano giovani e del cibo più digeribile, perché spesso i denti cadono e dunque la masticazione non è più efficace e il sistema digerente, non lavorando più al 100%, non permette un adeguato assorbimento dei nutrienti. Alimentarli con pastoni bagnati ricchi di fibra e mangimi estrusi facili da digerire e con un buon tenore proteico, può davvero aiutarli e allungare le loro prospettive di vita.
Altre cause di morte nei cavalli anziani sono gravi zoppie legate all’artrosi (soprattutto se sono stati sfruttati da più giovani), che li porta lentamente a spegnersi a causa di un dolore cronico che li consuma, alterazioni neurologiche, a volte causate proprio da ictus e, nei cavalli che hanno un enfisema cronico (cavalli bolsi), gravi crisi respiratorie.

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Melanomi cutanei attorno all'ano

Nei cavalli il cancro non è frequente come nell’uomo, ma con l’aumentare dell’età anche per loro il rischio aumenta esponenzialmente. I tumori più frequenti nei cavalli sono il carcinoma a cellule squamose che spesso colpisce lo stomaco, il linfoma e il melanoma, molto frequente nei cavalli grigi. Molti cavalli grigi hanno già dei melanomi cutanei da giovani, che però con l’avanzare dell’età peggiorano invadendo anche gli organi interni, perché il sistema immunitario di un soggetto anziano non è abbastanza competente per tenerli a bada.
Molte di queste problematiche di cui vi ho parlato, in soggetti molto anziani, possono anche sommarsi in un unica precaria condizione, tanto debilitante da portare il cavallo lentamente a spegnersi.

Io penso che un cavallo debba vivere per il tempo che gli permette la salute, senza troppo accanimento. Noi gli regaliamo vite agiate che in natura si scorderebbero e una prospettiva di vita che supera spesso il 200% di quella dei cavalli liberi in natura. Con questa consapevolezza ho sempre consigliato i miei clienti in coscienza e ho preso decisioni difficili riguardo alle mie cavalle, compagne di una vita.

Per i cavalli non si può pensare a protesi o a interventi chirurgici risolutivi come per l’uomo o i piccoli animali, perché purtroppo la loro mole e spesso l’età avanzata non li permettono, e quindi bisogna saper accettare la situazione gestendola al meglio, per il loro bene e anche per il nostro che li amiamo.
La sofferenza per la perdita rimane, ma viene comunque attenuata dalla consapevolezza di aver fatto del proprio meglio per alleviargli le sofferenze e di aver donato al proprio animale anche un solo giorno in più di vita.

Lisa e Lory 2
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