Ozono e nutraceutici: nuove armi contro la resistenza agli antibiotici

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Lantibiotico-resistenza sembra essere il vero nemico da combattere, con la ricerca, in questo momento storico. Si tratta, infatti, di una minaccia crescente per la salute pubblica, a causa dell’uso eccessivo e non appropriato degli antibiotici, sia in medicina umana che nell’allevamento degli animali di cui gli umani si cibano. Per affrontare il problema, i governi e gli enti preposti forniscono delle linee guida abbastanza severe su come avvalersi degli antibiotici, ribadendo quanto sia importante trovare nuovi sistemi di contrasto alle infezioni. 
Il sovraffollamento negli allevamenti intensivi favorisce lo sviluppo di patologie infettive
Negli allevamenti intensivi gli antibiotici vengono comunemente impiegati per promuovere la crescita degli animali e prevenire le malattie in condizioni di sovraffollamento, tipiche di queste realtà.
Questo uso eccessivo favorisce lo sviluppo di ceppi batterici resistenti agli antibiotici, che possono essere trasmessi all’uomo attraverso il consumo di carne o con il contatto in ambienti contaminati. Ed è così che in medicina umana ci si ritrova a fare i conti con un aumento esponenziale di malattie infettive che non rispondono più alle terapie antibiotiche convenzionali, e sembra essere lo stesso anche per i pet e i cavalli.

Trovarsi con un cavallo ammalato di una grave forma respiratoria che non risponde alle terapie, vi assicuro che può diventare un vero inferno.
Ed è soprattutto per questa ragione che, soprattutto in medicina veterinaria, ci si è avvicinati a metodiche alternative di cura e contrasto agli agenti infettivi che non prevedano l’utilizzo degli antibiotici convenzionali. Tra questi c’è sicuramente la terapia con l’ozono, che già da qualche anno ha attirato l’attenzione in diversi campi, e la nutraceutica.

L’ozono è una forma di ossigeno con tre atomi invece dei consueti due e, grazie alle sue notevoli proprietà antiossidanti, è in grado di contrastare efficacemente virus, batteri e funghi. Ha dimostrato di avere anche diverse altre azioni terapeutiche come antinfiammatorio, immunostimolante e promotore di un sostanziale aumento dell’ossigenazione dei tessuti, fondamentale per favorire la guarigione di ferite e piaghe. In più promuove la formazione di globuli rossi in soggetti anemici, problema che nei cavalli sportivi è molto sentito.

L'ozono ha 3 atomi di ossigeno invece dei 2 dell'ossigeno molecolare che conosciamo
I pionieri di queste terapie sono stati i cubani che, a causa dei numerosi anni di embargo, hanno sviluppato competenze notevoli su terapie alternative da poter attuare senza dover importare nulla dai paesi occidentali. L’ozonoterapia, che prevede solo una bombola di ossigeno medicale e uno speciale macchinario non troppo costoso, è una terapia affrontabile per molti e facile da somministrare o applicare senza che vi siano particolari effetti indesiderati, naturalmente messa in atto da personale medico competente. Per questa ragione noi veterinari ippiatri già da anni la utilizziamo per trattare diverse patologie. Questo nostro avvicinamento all’ozono ci ha reso abbastanza competenti sulla materia e ci ha permesso di fare esperienza nell’utilizzo su varie patologie, a differenza di altri paesi europei e oltreoceano.
Personalmente posso dire di essermi avvicinata ben prima di quando ho iniziato ad utilizzarla da veterinario sui cavalli. Faccio, infatti, trattamenti periodici alla mia schiena malandata da un due ernie del disco con risultati ottimi, e questo mi ha fatto partire nella mia pratica equina con grande entusiasmo.
Patologie di origine infettiva possono essere curate con l'ozono

L’ozono viene utilizzato per trattare varie condizioni e patologie che coinvolgono i cavalli, sia per via sistemica che locale. Le applicazioni più comuni sono a livello della schiena, proprio per trattare rigidità muscolari e dolore, un po’ quello di cui ho bisogno io, a livello articolare come antinfiammatorio (ottima alternativa alle infiltrazioni con il cortisone), per via sistemica come aiuto in cavalli con cali di rendimento e, come dicevamo, nel caso di problemi di natura infettiva, sia per il suo effetto di contrasto ai patogeni, grazie al suo potere ossidativo, che per quelli immunostimolanti.

Personalmente lo utilizzo molto per trattare le infezioni, sia per via sistemica che locale come, ad esempio, quelle all’utero delle cavalle, dove l’uso prolungato di antibiotici può dare origine ad infezioni micotiche secondarie.
A livello cutaneo, l’aumento della ossigenazione dei tessuti lesionati, assieme all’effetto di contrasto a batteri e funghi, favorisce la cicatrizzazione in tempi rapidi, riducendo molto la produzione di tessuto cicatriziale esuberante, tipico dei cavalli che hanno quelle brutte cicatrici rilevate, antiestetiche ma non solo. Le cicatrici, che rappresentano un vero blocco allo scorrere dell’energia, sono molto più invalidanti di quanto la gente non pensi. Contrastarne la formazione mettendo in atto tutti i sistemi possibili, è sempre un dovere per un proprietario attento. Il trattamento delle ferite si fa iniettando ozono sui bordi della ferita, dove nel cavallo avviene la ri-epitelizzazione (epitelizzazione centripeta), oppure avvalendosi di una borsa, se sono coinvolte le gambe.

Questa tecnica prevede l’utilizzo di un vero e proprio sacco di plastica resistente, all’interno del quale deve rimanere la parte da trattare (bagging). Poi attraverso un foro nel sacchetto si fa passare un piccolo tubicino collegato con la macchina dell’ozono. In questo modo attorno alla ferita si crea un ambiente saturo di ozono che verrà ceduto ai tessuti e potrà svolgere il suo effetto benefico. Questo tipo di applicazione si rivela molto utile anche nel trattamento delle ragadi.

Sistema di trattamento locale con ozono attraverso la borsa

L’ozono rappresenta un campo di ricerca medica in evoluzione con molteplici benefici potenziali per la salute umana e animale. Le regole ferree che in medicina umana contraddistinguono l’utilizzo di questi ausili da parte delle autorità sanitarie internazionali, ne hanno ridotto molto i campi di attuazione, cosa che non avviene invece in medicina veterinaria. Sono sicura che questo ci renderà con il tempo capaci di trasmettere competenze valide agli stessi medici umani, che in futuro potrebbero avvalersi dell’ozono per trattare anche problematiche diverse dalle patologie che coinvolgono la schiena e che, in molti casi, richiederebbero farmaci più invasivi e sicuramente più costosi.

Tra i nutraceutici con effetti di contrasto ai batteri ci sono anche alcune piante officinali

Un altro filone di ricerca per ridurre l’utilizzo degli antibiotici è quello dei nutraceutici, sostanze naturali o nutrienti presenti negli alimenti, con particolari proprietà benefiche per la salute. Alcuni esempi sono gli omega 3, i probiotici, l’acido folico, gli antiossidanti come le vitamine e alcuni estratti di piante officinali.
Alcuni di questi prodotti sono in grado di interrompere la catena ossidativa dei batteri e di sostenere allo stesso tempo il sistema immunitario, rendendosi particolarmente utili nel corso di una patologia

infettiva, come coadiuvante della terapia antibiotica oppure come prevenzione o nelle fasi di convalescenza, quando il sistema immunitario ha ancora bisogno di essere supportato.
Non essendo antibiotici e non avendo proprietà farmacologiche, non possono sicuramente prenderne il posto se ci sono infezioni in atto, ma possono avere un effetto coadiuvante della terapia antibiotica riducendone il tempo di terapia e permettendo una continuità di azione per un tempo più lungo, così da favorire la ripresa del cavallo e limitando la possibilità di recidive. Queste sostanze si sono rivelate molto utili anche a scopo preventivo, in momenti dell’anno in cui i cavalli più delicati sono maggiormente esposti a problematiche infettive.

In conclusione, l’impiego di ozono e nutraceutici in campo veterinario, specialmente nel trattamento di patologie infettive dei cavalli, rappresenta dunque un passo significativo verso la creazione di terapie sempre più sicure ed efficaci. Investire nella ricerca e nello sviluppo di queste nuove metodologie terapeutiche ci sta permettendo di rivoluzionare il campo della medicina veterinaria, aprendo la strada a nuovi orizzonti terapeutici, anche nella lotta contro malattie che non rispondono più ai sistemi terapeutici tradizionali.

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