Il parto nella cavalla: come prepararsi

prepararsi al parto

Nell’ultima settimana diverse persone mi hanno chiesto di affrontare l’argomento delle fattrici a termine e della nascita del puledro, prima che la stagione vada troppo avanti. C’è chi gestisce le cavalle tutti gli anni e che magari ha ancora qualche dubbio, e chi invece è pieno di dubbi perché non è abituato ad affrontare il parto nella cavalla e lo deve magari fare proprio quest’anno per la prima volta. Affronto questo argomento con molto piacere perché sono convinta che, malgrado il parto nella cavalla sia un evento del tutto naturale e veloce, che nella maggior parte dei casi non richiede l’intervento dell’uomo, è comunque importante seguirlo sempre con attenzione per accertarsi che tutto vada per il meglio e che non sopraggiungano complicazioni. Eventuali complicazioni possono in tempi brevi condurre a morte il puledro e nei casi più gravi anche la fattrice.
È molto importante prevenire al massimo tutte le possibili complicanze, avendo qualche fondamentale accorgimento prima del lieto evento

Un mese circa prima del parto bisognerebbe che il vostro veterinario facesse una visita ecografica alla cavalla in modo da evidenziare le strutture della testa del puledro, soprattutto l’occhio, per essere sicuri che il puledro non sia podalico. Non tutte le distocie (mal posizionamenti del feto nell’utero che causano seri problemi al parto) sono ecograficamente evidenziabili, ma vedere la testa è fondamentale.
Se non si riuscisse ad evidenziare la testa alla prima ecografia è importante ripeterla e poi, se anche agli esami successivi non si riesce a vedere nessuna struttura della testa, è importante prepararsi a gestire un parto podalico.

L'occhio del puledro visto con l'ecografia

La soluzione migliore in questo caso sarebbe di riferire la cavalla in una clinica specializzata, in modo da garantirle la massima assistenza durante un parto che sarà sicuramente molto complicato.
Anche se ad un attento esame fattrice e puledro stanno bene, non bisogna mai dimenticare che i nostri cavalli sportivi non sono più gli stessi cavalli di un tempo, abituati a vivere liberi in branco e ad arrangiarsi da soli in qualsiasi situazione. Anche se è brutto da dirsi, la gravidanza ha per noi un valore economico oltre che affettivo ed è quindi importante fare in modo che tutto vada per il meglio, senza sottovalutare nessun dettaglio.

Telecamera in un box da parto visionabile dal telefono

Diventa dunque importante sapere con una certa precisione quando la cavalla è stata coperta. Se l’avete fatta inseminare voi segnatevi la data sull’agenda, mentre se l’avete comprata gravida, mi raccomando, fatevi dire con precisione la data, in modo che possiate determinare con una certa sicurezza il periodo in cui è meglio cominciare a seguire la cavalla con più attenzione.
Qualche giorno in più o in meno di gestazione è normale ma se i giorni di anticipo o di ritardo sono troppi, è comunque consigliato consultare il proprio veterinario perché valuti che mamma e puledro siano in buona salute.
Un mese prima di partorire io consiglio di vaccinare la cavalla per l’influenza e il tetano così da aumentare gli anticorpi in circolo, soprattutto per il tetano che potrebbe essere letale per il puledro. Questi anticorpi passeranno in buona parte  al puledro attraverso il colostro nelle prime ore dopo il parto.

Nell’ultimo mese di gravidanza noterete che le mammelle cominciano a prepararsi riempiendosi sempre di più. Gli estrogeni in circolo aumentano e sono responsabili delle modificazioni fisiche della cavalla che servono a favorire il parto. L’abbassamento della groppa e il caratteristico allungamento della vulva sono le più riconoscibili.

Cavalla a fine gravidanza
Le mammelle prima del parto
Allarme parto montato sulla vulva

Negli ultimi giorni prima del parto le mammelle aumentano ulteriormente di volume e iniziano a produrre un secreto giallastro che, nelle ultime ore prima del parto, diventa colostro e vira di colore fino a diventare “bianco latte”.
La mammella può addirittura perdere qualche goccia di colostro nelle ore che precedono il parto. Il colostro che fuoriesce dai capezzoli tende ad agglomerarsi creando i cosiddetti “tappi di cera”, caratteristici di molte fattrici a termine.

Il colostro, ricchissimo degli anticorpi di cui il puledro alla nascita è completamente privo, non dovrebbe essere perso in quantità eccessive perché deve rimanere tutto a disposizione del neonato.

 

Plasmalife

Nel caso che questo avvenga, bisogna intervenire sul puledro subito dopo la nascita somministrandogli con un biberon del colostro prelevato da altre fattrici o, se non fosse possibile, facendogli fare dal vostro veterinario una flebo con del plasma iperimmune (Plasmalife). Il plasma va scongelato lentamente a bagno maria e successivamente somministrato al puledro. 

Chi ha diverse nascite in allevamento dovrebbe tenerne uno di scorta nel congelatore per queste evenienze perché è un salvavita in tutti quei casi in cui il puledro fa fatica ad assumere il colostro o ha un’infezione.
Esistono in commercio colostri artificiali ma sarebbe sempre meglio usarne di naturale, prelevato da altre fattrici che abbiano partorito lo stesso giorno o che sia stato precedentemente raccolto e correttamente conservato.
Io ogni anno ne raccolgo un po’ dalle cavalle più lattifere stando attenta a mungere la cavalla sempre dopo che il puledro ha mangiato. Quello che riesco a raccogliere, lo filtro con una garza e lo suddivido in contenitori di plastica di circa 100 ml, e lo surgelo subito. Sul contenitore segno il nome della cavalla da cui è stato prelevato e la data di raccolta, in modo da sapere sempre di che colostro si tratta.

Chi ha un allevamento può facilmente crearsi avere una piccola banca del colostro così da averlo a disposizione quando dovesse servire.
Chiaramente se il colostro è stato scongelato o non è stato conservato correttamente non si può utilizzare e va buttato via.

Guarda il video che ho preparato su questo argomento

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