Peso del cavaliere e lavoro, così la schiena si danneggia

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È più facile accorgersi quando una persona ha dolore, un po’ perché è in grado di dirlo, e molto perché lo manifesta molto più chiaramente di un animale. I cavalli, da questo punto di vista, sono davvero problematici: per loro indole non manifestano apertamente il dolore, a meno che non sia molto acuto.
Eppure, per i cavalli, il mal di schiena è un problema molto comune, spesso sottostimato perché nelle forme più croniche non genera vere e proprie zoppie o evidenti alterazioni del movimento.
Questo tipo di patologia, anche se in qualche modo può essere subdola e difficile da diagnosticare, può ripercuotersi in modo importante sul benessere generale del cavallo, e di conseguenza anche sulle sue performance sportive e sulla sua predisposizione ad infortunarsi. Infatti, un cavallo con il mal di schiena può iniziare a manifestare riluttanza al lavoro per poi, nei casi più gravi, sviluppare evidenti alterazioni delle andature e quella caratteristica atrofia dei muscoli della schiena e della groppa.

Nei cavalli che ricoveriamo qui in clinica per la riabilitazione, spesso si osservano atrofie muscolari che possono essere facilmente ricondotte a una dolorabilità della schiena protratta nel tempo, dimostrando come gli infortuni a tendini e legamenti possano avere come concausa una schiena non adeguatamente sviluppata.
Quando vediamo cavalli da salto ostacoli impegnare la schiena per saltare altezze importanti, cavalli da reining fermarsi improvvisamente, raccogliersi tutti, e scivolare per diversi metri o cavalli da dressage che devono costantemente riunirsi impegnando i posteriori, non possiamo certo dimenticare quanto la schiena venga sollecitata in tutti i cavalli sportivi.

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Nello sliding stop il cavallo impegna al massimo la schiena

Per diagnosticare un mal di schiena, a mio parere, non è sufficiente premerci sopra con le mani e valutare la risposta del cavallo: è una manovra che, di per sé può generare dolore, indipendentemente dal fatto che il cavallo abbia mal di schiena oppure no. Un’attenta visita ortopedica, assieme all’osservazione del cavallo mentre lavora con sella e cavaliere, possono dare indicazioni più valide, sulle quali vale la pena fare delle riflessioni.
Le cause di mal di schiena possono essere avere molteplici origini, più o meno gravi:

Chiropratica
Osteopatia

Problemi di natura osteopatica: come per noi umani, anche per i cavalli può essere molto importante beneficiare periodicamente dell’intervento di un osteopata o di un chiropratico.
Alterazioni negli allineamenti ossei a livello della schiena possono essere facilmente risolti ma, se permangono, causano dolore con conseguente minor impegno della schiena durante gli esercizi e dunque uno sviluppo inadeguato della muscolatura. L’osteopata considera l’organismo nella sua complessità, nella stretta relazione che c’è fra i vari apparati e la struttura esterna che li racchiude e prende in esame il movimento delle singole strutture, soprattutto a livello vertebrale.

Problemi muscolari: le contratture muscolari, legate a veri propri strappi o anche ad un lavoro eseguito per la maggior parte del tempo in contrazione, senza un adeguato riscaldamento, possono causare dolori cronici alla schiena.

L’accumulo di acido lattico, in cavalli lavorati in maniera poco costante, può essere la causa di un dolore muscolare cronico, motivo di grosso disagio per i cavalli.
Problemi ossei: alterazioni ossee che comprendono fratture (anche vecchie fratture guarite male), o artrosi possono causare una dolorabilità più o meno grave a livello della schiena. Un problema osseo comune e molto invalidante per il cavallo sono le cosiddette “kissing spine“: il dolore, non acuto ma comunque continuo, è dovuto ad alcuni processi spinosi delle vertebre (la parte della schiena che potete toccare accarezzando il cavallo sulla schiena) che trovandosi troppo vicini tra loro si urtano l’un l’altro. La diagnosi si può fare facilmente con un esame radiografico. Anche per questo tipo di problema una gestione più attenta e un lavoro fatto più in distensione possono aiutare a contenere il dolore anche se, nei casi più gravi, si può addirittura dover ricorrere alla chirurgia.

I trottatori sono cavalli stoici che soffrono tantissimo di mal di schiena, continuando comunque a correre e, nei casi limite, anche ad essere vincenti. La loro naturale capacità di adattarsi a situazioni  come questa, insieme ad una conformazione lunga e dritta della colonna vertebrale e al tipo di lavoro che gli viene richiesto in allenamento, sono tra le principali cause di questi problemi che vengono spesso sottovalutati da allenatori e proprietari. 

Nei trottatori la schiena viene particolarmente sollecitata

Ho avuto spesso, qua in clinica, cavalli riferiti per tutt’altro, ma che ad uno sguardo più attento presentavano anche problemi di schiena di cui nessuno si era mai preoccupato. Un cavallo in particolare mi è rimasto nel cuore per la sua buona disposizione verso tutti noi, malgrado una seria condizione di dolore cronico che si portava dietro da tantissimo tempo. Questo fantastico trottatore arrivò da me perché in pista tirava tantissimo ed era difficile da controllare, e quando andava a correre la situazione diventava talmente ingestibile da non consentirgli di terminare una corsa. I pochi muscoli della schiena e un osservazione più attenta del suo movimento mi insospettirono, così lo portai io stessa in Università a Milano a fare delle lastre alla schiena e al collo. Purtroppo, nel cavallo le radiografie alla schiena non si possono far bene in campo perché ci vuole un apparecchio fisso molto potente. L’animale aveva in effetti un grave mal di schiena dovuto ad una brutta artrosi, a cui cercava di sottrarsi come gli era più naturale, correndo via veloce senza prestare alcuna attenzione al guidatore e ai suoi comandi. 

Il rischio di situazioni di questo genere che perdurano per molto tempo, è che il cavallo associ il lavoro al dolore e che questa associazione continui a farla anche quando il dolore non ce l’ha più. Il cavallo è stato infiltrato alla schiena, il dolore è diminuito ma il vizio comportamentale in corsa, malgrado sia sicuramente migliorato, non si è però mai risolto completamente.

Un rifiuto può essere legato anche al solo ricordo del dolore

I problemi muscolari sono quelli più comuni, di facile prevenzione e risoluzione, perché la maggior parte delle volte sono, appunto, l’esito di un lavoro sbagliato o eccessivo (overtraining), in soggetti non adeguatamente allenati.
In questi casi modificare il lavoro, in termini di qualità e quantità, e magari anche la sella, che spesso poco si adatta alle caratteristiche morfologiche del cavallo, può già bastare per dargli sollievo.
Quando un animale ha un problema, e non solo il cavallo, è sempre bene valutarlo nella sua interezza e non focalizzarci sul singolo disagio: questo è un mantra che va sempre ricordato. Anche il mal di schiena, infatti, ha spesso origine da zoppie, mal di piedi, ferrature sbagliate e alterazioni del movimento legate a problemi che apparentemente possono non avere analogie. Evidentemente non si può pensare di risolvere il problema senza pensare a sistemare ciò che lo ha generato: se il dolore alla schiena è causato da un alterazione continuata della postura a causa di una zoppia, per risolverlo alla radice bisogna prima pensare alla zoppia, altrimenti non ci potrà mai essere una completa guarigione. Questo è un esempio classico, perché i cavalli con una lesione ortopedica assumono, durante il lavoro, posizioni che gli permettono di risparmiare l’arto che gli causa dolore, creando però problemi in altre sedi, generalmente proprio alla schiena.

Cavallo rimasto a muro impossibilitato ad alzarsi

Ogni tanto ci dimentichiamo di avere a che fare con animali che pesano intorno ai 500 kg se va bene, e che ogni trauma che a noi può sembrare una stupidata per loro significa una stupidata moltiplicata per almeno 100 volte. Ho visto cavalli inboxati non essere più gli stessi, senza però che a nessuno venisse in mente di chiamare l’osteopata per rimettere le ossa al loro posto. Immaginatevi cosa possa significare per un animale di quella dimensione, rimanere a terra in posizione del tutto innaturale per ore, dopo magari aver fatto molteplici tentativi falliti per alzarsi.

Dolore muscolare e problemi osteopatici sono il minimo che possa capitare, nei casi più gravi anche profonde ferite e addirittura coliche.
I cavalli hanno un ampio range di tolleranza al dolore che, come per noi umani, varia da soggetto a soggetto. Un cavallo che ha dolore alla palpazione avrà alcuni atteggiamenti caratteristici che dovrebbero sempre insospettirci e darci delle indicazioni sulla sue condizioni. Il mal di schiena può, infatti, essere di diversi gradi e dare fastidio al cavallo senza per forza creare vere e proprie alterazioni dell’andatura. Tra questi atteggiamenti c’è sicuramente l’incapacità di muoversi mantenendo una linea retta tra anteriori e posteriori (il sedere rimane sempre leggermente spostato da una parte rispetto all’altra), tirare indietro le orecchie e avere gli occhi sbarrati durante il lavoro, tentare di sottrarsi durante la fase in cui si sella e si stringe il sottopancia. Nei casi più gravi i cavalli possono calciare mentre lavorano o fare delle difese prima di affrontare salti o manovre che sanno gli creeranno dolore. E come biasimarli…

E allora che fare per preservare il cavallo dal mal di schiena?
Per prima cosa bisogna essere sicuri che le caratteristiche morfologiche del nostro cavallo gli consentano di eseguire gli esercizi che gli sono richiesti. Una Quarter Horse, per quanto bravo sia, difficilmente salterà come i cavalli allevati per saltare.
Ma al di là della sua attitudine, il cavallo deve comunque essere ben preparato e in condizione per eseguire quegli esercizi, altrimenti l’accumulo di acido lattico nei muscoli gli creerà dolore e un forte disagio.

Non dimentichiamoci che ogni animale e ogni razza hanno una loro peculiare attitudine

È bene far periodicamente valutare il cavallo da un osteopata o un chiropratico, perché sublussazioni anche minime a livello delle ossa della schiena possono causare dolore ed ipomobilità.

Termografia - aree visibilmente infiammate sotto la sella (aree rosse)

Prestate particolare attenzione alla sella, perché per molti cavalli non può andar bene la stessa sella e, se quella che utilizzate non gli calza come dovrebbe, può creare alterate pressioni causa di dolore e fiaccature (vedi foto).
Valutare sempre con un veterinario le possibili cause della zoppia o della riluttanza al movimento, in modo da diagnosticare la patologia con una certa precisione ed eseguire la terapia più corretta per quello specifico problema. Il mal di schiena nel cavallo è curabile, ma fare una diagnosi precisa può non essere facile, soprattutto in campo senza l’attrezzatura adeguata.

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