Insisto sempre sull’importanza della fibra nella dieta dei cavalli, componente spesso sottovalutata quando si parla di animali che vivono in scuderia. Il fieno rimane, per tutti i cavalli che non sono liberi di pascolare tutto il giorno, l’alimento in assoluto più importante ma il costo elevato, la maggiore difficoltà nella somministrazione e la bizzarra idea che faccia venire la pancia ai cavalli, lo rende troppo spesso un alimento di secondo piano rispetto al mangime. Di fieno invece bisognerebbe darne in abbondanza e di buona qualità, evitando orari che prevedano lunghe pause tra un pasto di fieno e l’altro.
Questo a causa della caratteristica dei cavalli di produrre continuamente nel corso della giornata acido cloridrico a livello dello stomaco, con un range di pH che varia in funzione del momento tra 1,5 e 7.
Se lo stomaco rimane vuoto a lungo in pH si abbassa troppo, scendendo come abbiamo visto anche ad 1.5. Un ambiente così acido predispone il cavallo a gravi gastriti e ulcere, perché l’eccessiva acidità corrode letteralmente la mucosa dello stomaco; in natura questo non avviene perché essendo il cavallo un animale pascolatore che si alimenta anche per 18 ore al giorno, il suo stomaco non resta mai completamente vuoto.
La percentuale di fibra nella dieta di un cavallo viene solitamente dal pascolo o dal fieno ma, ad oggi, esistono anche altri alimenti molto ricchi di fibra che, anche se non si possono assolutamente considerare delle vere alternative al fieno, incrementano la quota di fibra nell’alimentazione di un cavallo, così da favorire la salute del loro intestino.
Tra questi alimenti ci sono anche le polpe di barbabietola che, ricchissime di fibra e povere di zuccheri, danno parecchio da lavorare al microbiota intestinale, quel complesso di microrganismi “buoni” in grado di digerire la fibra e di mantenere sano e buon funzionante il grosso intestino dei cavalli.
Per avere un microbiota ricco di microorganismi ed in salute è importante variare la dieta il più possibile e l’aggiunta di pastoni a base di barbabietola può essere un’ottima soluzione.
Le barbabietole da zucchero sono piante con un alto tenore di zucchero che, durante la lavorazione industriale, viene estratto e raffinato per essere destinato all’alimentazione umana, lasciando come sottoprodotto la parte fibrosa.
Questa componente fibrosa, considerata lo scarto di questa lavorazione e per questo poco costosa, contiene pochissimo zucchero e questo è molto positivo per i cavalli.
I microrganismi del microbiota che vivono nel grosso intestino dei cavalli sono in grado di trasformare la fibra in acidi grassi volatili (acetato, propionato e butirrato) che, una volta assorbiti, forniscono al cavallo una buona quota energetica. Per questa ragione i cavalli alimentati solo a fieno vivono comunque bene, soprattutto se il fieno è di qualità, quindi ha un buon profumo, un bel colore e una fibra non troppo legnosa.
Si può dunque considerare la fibra di qualità un alimento vero e proprio, in grado di sostenere da sola il metabolismo di un cavallo a riposo. Questa quota energetica però non può da sola sostenere il metabolismo di cavalli sottoposti ad un intensa attività fisica, o quella necessaria ai puledri in accrescimento o ai cavalli più anziani, che hanno dei fabbisogni calorici superiori, dato che hanno mediamente problemi di malassorbimento.
Non dimentichiamoci che i puledri che alleviamo hanno esigenze nutrizionali elevate dato che dovranno, nella maggior parte dei casi, andare a fare i cavalli sportivi. E poi ci sono che i nostri amati anziani che oggi hanno prospettive di vita che una volta erano impensabili, e questo si deve anche alla cura dell’alimentazione che abbiamo oggi, anche grazie alle maggiori conoscenze che ci siamo fatti negli ultimi anni.
Mi è capitato di sentire che in alcuni maneggi vengono forniti ai cavalli pastoni a base di barbabietola in sostituzione dei pasti di alimento concentrato (mangime), soprattutto quando i cavalli sono fermi per infortuni o quando i proprietari vanno in vacanza e loro lavorano meno del solito.
Si tratta di una lodevole iniziativa se questi cavalli vengono già alimentati solo a fieno, ma bisogna considerare che le polpe di barbabietola sono basse in proteine (contengono circa l’8-10% di proteina grezza) e non contengono vitamine e minerali, fondamentali per la salute del cavallo e per supportare la muscolatura dei soggetti più deboli.
Anche un cavallo fermo deve avere un’adeguata quota di proteina nella dieta che gli impedisca di perdere tutto il tono muscolare e gli permetta di riprendere il lavoro senza rischiare di rifarsi male subito. I pastoni oggi a disposizione sono sicuramente alimenti più completi perché oltre alle polpe di barbabietola, sono integrati in fase di produzione con altre materie prime come ad esempio la crusca, e addizionati con probiotici e vitamine.
Per altro la lavorazione che i mangimifici fanno per trasformarle in pastoni permette all’utilizzatore finale di avere a disposizione uno sfarinato, che si può bagnare anche poco prima di somministrarlo al cavallo, senza alcun rischio per la sua salute.
Le barbabietole grezze vanno invece bagnate molto tempo prima e a mio avviso il rischio di ostruzione esofagea è comunque dietro l’angolo, proprio a causa della consistenza che hanno e del facile errore di valutazione che chi ha il compito di prepararle può fare nel ritenerle abbastanza imbibite di acqua, quando invece non lo sono. Ci vogliono infatti ore perché questo avvenga e nella stagione calda la fermentazione inevitabile che si genera dopo averle bagnate, può essere addirittura dannosa per la salute del cavallo. Per questa ragione sconsiglio di comprarle di marche poco conosciute o direttamente dagli zuccherifici, mentre suggerisco invece di avvalersi dei pastoni prodotti dai mangimifici che le contengono.
Personalmente con un pastone a base di barbabietole faccio ogni giorno uno dei 4 pasti che somministriamo ai cavalli qui in clinica da me. Ad alcuni cavalli somministro solo il pastone ben bagnato, mentre a quelli che hanno bisogno di un integrazione alimentare maggiore aggiungo al pastone un po’ di mangime o un nucleo adatto alle caratteristiche del singolo cavallo. Preparo 1/2 kg di pastone che diluisco in 3 litri di acqua calda per la maggior parte dell’anno, in estate quando fa molto caldo uso invece acqua fredda.
In pochi minuti il pastone è pronto e lo somministro al cavallo che in genere lo apprezza tantissimo e lo aspetta con grande entusiasmo.
Questo è anche un ottimo sistema per far prendere anche gli integratori ai cavalli, evitando che la polvere si accumuli sul fondo della mangiatoia.
In questo modo somministro un’elevata percentuale di fibra, 3 litri di acqua calda che, soprattutto in inverno o se fa molto caldo, aiutano il cavallo a reidratarsi, e probiotici che aiutano l’intestino a lavorare al meglio.
Le polpe di barbabietola trattate e confezionate in pastoni prefatti oggi in commercio, sono un valido alimento da aggiungere quotidianamente alla dieta di un cavallo, perché sono fonte di fibra e hanno pochissimi carboidrati, dunque integrano quella quota energetica che deriva proprio dalla digestione della fibra da parte del microbiota intestinale.
Infatti, un microbiota sano trae beneficio da una dieta varia. Questa è una delle ragioni per cui il microbiota dei cavalli che vivono in natura, con accesso a diverse erbe, foglie e piante selvatiche, risulta essere molto più ricco rispetto a quello dei cavalli stabulati nelle scuderie, i quali sono purtroppo più a rischio di sviluppare coliche e problemi intestinali.
Chi produce questi pastoni?
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- Mangimificio PalazzettoOpens in a new tab